dal sito di unitre-pinerolo

Vincenzo Baraldi – Condizione operaia e rappresentazione del lavoro nella letteratura italiana del 900-1
Vincenzo  Baraldi – Condizione operaia e rappresentazione del lavoro nella letteratura italiana del 900-2
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VISTO IL GRANDE SUCCESSO, ARRICCHITO DA NUOVI ARRIVI, IL MUSEO DELLE CREATURE IMMAGINARIE MONDO BABONZO E’ STATO PROROGATO SINO AL 31 OTTOBRE.

Ultimo arrivo: Il Gorilla Vaichesei

 

Articolo  di Cristina Insalaco uscito su La Stampa il 5 agosto

Sabato 17 luglio, nella sede di Volere la Luna di via Trivero, a Torino si sono aperti i battenti della mostra “Mondo Babonzo, il museo delle creature immaginarie”, che riprende dopo anni di oblio un progetto che ha girato l’Italia in lungo e in largo 10-15 anni fa.

 

Mondo Babonzo è tante cose insieme: un libro, un catalogo, una mostra, un laboratorio, un mondo fantastico. Tutto nasce dalle ricerche di due insigni scienziati: il professor Lupoff (Lupo è il soprannome di Stefano Benni) e il professor Altansky (che è, ovviamente, il grande Altan). I due si ritrovano per caso su un’isola, dove incontrano anche lo scultore Pietroperù (Pietro Perotti). Dopo i primi, meno fortunati esperimenti, il team prende il via e grazie a una geniale fantatrappola riesce a catturare migliaia di specie assai bizzarre… Nel libro i disegni sono di Altan, scolpiti e fotografati da Perotti e descritti con un testo ciascuno da Benni. Ma il credibile Mondo delle Creature Immaginarie si è trasformato in una mostra in cui i visitatori si muovono in una giungla incantata in mezzo ad animali in gommapiuma di dimensioni reali che affascinano i bambini di tutte le età, dai 9 ai 90 anni e oltre.

 

Ci sono un’infinità di creature surreali: il Futurcane, dotato di maschera antigas e missile sulla schiena, il Porcospino autostradale, con catarinfrangenti e aculei in grado di forare le gomme di un autotreno, lo struzzo che si infila la testa nel suo buco privato posteriore, il Topo Cagone, tutto fiero della sua enorme produzione, e ancora l’Ottoprosciotto, il Camullo, il Pappagatto, il Babonzo e via seguitando.

Il progetto è stato concepito e realizzato per AMREF nel 2006 come mostra itinerante per raccogliere fondi per il miglioramento delle condizioni ambientali e sanitarie di alcune popolazioni del Kenya. Dopo essere stato a Milano, Genova, Napoli, Palermo e Forlì, viene ora presentato a Torino per la prima volta, presso la sede di Volere la Luna, a due passi dal Parco della Pellerina.

La chiusura era prevista per il 2 ottobre, poi visto il successo è stata PROROGATA SINO AL 31 OTTOBRE con l’aggiunta di nuove creature immaginarie legate al particolare momento in cui viviamo.

 

La caratteristica che rende unica l’esposizione è che per la prima volta, Francesco Tullio Altan e Stefano Benni hanno lavorato per un progetto artistico comune insieme all’amico e artista Pietro Perotti. Il Museo delle Creature Immaginarie unisce la scrittura di Benni, autore, umorista e poeta che fin dal 1984 con il libro Stranalandia, tradotto in moltissime lingue, si è occupato di creature immaginarie e i disegni di Altan, fumettista e illustratore conosciuto in tutto il mondo, creatore di Cipputi e della Pimpa, per prendere forma attraverso la grande manualità creativa di Perotti, scultore e scenografo, che ha realizzato le creature immaginate.

La ricchezza di forme e colori della natura è una fonte di ispirazione fondamentale per la capacità di sognare, di fantasticare e di creare. Ma la mostra – curata da Volere la Luna in collaborazione con l’Associazione Gramsci, la casa di quartiere +SpazioQuattro, l’Associazione Museo Nazionale del Cinema e il patrocinio della Circoscrizione 4 della Città di Torino – ha l’obiettivo più ambizioso di far “sentire” ai visitatori che l’immaginazione, se è veramente libera, non può che accompagnarsi alla tolleranza, al rispetto per la natura, all’interesse e all’empatia per le diversità.

Lo Spiolo

Il Camonzo Punk e Il Gallo Antismog

L’Isola della banana a pedali

Un laboratorio aperto al pubblico consente ai più giovani di dare spazio alla loro fantasia realizzando le proprie creature che contribuiranno ad arricchire di giorno in giorno il museo.

mondo babonzo storiax

 

La mostra resterà aperta dal martedì alla domenica dalle 15.00 alle 18.00 nei mesi di luglio e settembre; durante il mese di agosto è preferibile la prenotazione ai seguenti contatti: tel. 371 444 22 75; email info@volerelaluna.it.

 

MONDO BABONZO VISTO DAI BAMBINI