5 novembre a Roma manifestazione nazionale

Non per noi ma per tutte e tutti! 5 novembre a Roma manifestazione nazionale contro le disuguaglianze e per la giustizia sociale e ambientale

Un estremo atto d’amore. Al cinema teatro Maffei in via Principe Tommaso 5 Torino

di Viso Collettivo e Compagnia GenoveseBeltramo
con Riccardo Salvini, Luca Morino e Federico Pianciola
regia di Viren Beltramo
Opera teatrale tratta dal testo autobiografico di Claudio Foschini
In nome del popolo italiano. Storia di una malavita.

Nato a Roma il 30/7/1949 tra le baracche del Rione Mandrione, Claudio Foschini trascorre la sua infanzia nella miseria, nonostante il clima di solidarietà all’interno della famiglia e della comunità di borgata. Poi il collegio, gli amici, il primo amore, ma anche i reati. Claudio cresce soffocato dalla frustrazione per la sua condizione sociale, una spirale vertiginosa fatta di furti, rapine, arresti e condanne, cocaina ed eroina. Mentre sconta l’ennesima detenzione in carcere, partecipa alla messa in scena dell’Antigone di Sofocle: questa esperienza, vissuta in modo quasi catartico, lo segna profondamente.

L’incontro con le sue memorie è avvenuto nel 2020, in occasione del Premio Lucia  (indetto da Radio Papesse in collaborazione con Fondazione Archivio Diaristico Nazionale Pieve Santo Stefano nel contesto del Festival Lucia, festival radiofonico). Il testo ha toccato profondamente gli autori, facendo nascere il desiderio di diffonderlo, raccontarlo e quindi averne cura, inizialmente attraverso un radiodramma diffuso da Radio Papesse che successivamente è diventato la base dell’opera teatrale. Dalle vicende e dalle riflessioni narrate, sebbene spesso di carattere intimo e personale, emerge una forte denuncia delle iniquità sociali e dei soprusi del sistema giudiziario e carcerario. L’ineluttabilità della (mala) sorte per i “miserabili” riecheggia costantemente come una sorta di leitmotiv.

Il titolo dello spettacolo è una citazione del testo riferita all’esperienza di recitazione teatrale che Claudio compie all’interno di un programma di riabilitazione durante uno dei periodi di detenzione in carcere, un’esperienza che gli ha cambiato la vita. Ma per l’autrice e gli autori “l’estremo atto d’amore” rappresenta anche il gesto che ha compiuto lo stesso Claudio nel trascrivere le sue memorie, nel tramandare ai posteri le sue esperienze, tanto personali e intime quanto collettive e politiche. La trasposizione teatrale nasce dalla necessità di Viren Beltramo e di Viso Collettivo di tramandare la sua storia per permettere ad essi stessi, oltre che al pubblico, di poter compiere un altro piccolo ed “estremo atto d’amore”, nella convinzione che sono «le storie con la “s” minuscola, che possono raccontare la Storia con la “S” maiuscola» (parafrasando Saverio Tutino, il fondatore dell’Archivio Diaristico Pieve Santo Stefano dove è stato depositato il diario di Foschini).

Lo sviluppo dello spettacolo

In seguito alla messa in onda del radiodramma, nell’ottobre 2021, Viso Collettivo (Luca Morino, Federico Pianciola e Riccardo Salvini) partecipa ad una residenza artistica presso il Teatro del Lavoro di Pinerolo, dove viene allestito un primo studio dello spettacolo. Ai testi tratti da In nome del popolo italiano viene contrapposta una scelta dei cori dell’Antigone di Sofocle, opera che era stata rappresentata dallo stesso Foschini in carcere. L’operazione di cut-up testuale è volta non tanto a sublimare il personaggio Foschini in eroe tragico, quanto ad accoglierlo all’interno di una scena immersiva e virtuale, “fatta di prigioni reali e prigioni interne, che sono le peggiori”. Al linguaggio franco, lucido e sagace di Foschini viene quindi contrapposto il tono aulico di un coro, ritratto di tutti noi spettatori di storie fuori dal tempo – e giudici ultimi, oggi come allora.

Successivamente, nel gennaio 2022, Viren Beltramo (attrice e regista) entra a far parte del progetto. Si apre quindi una nuova fase di produzione, che si concentra sulla revisione del testo e della drammaturgia, sulla riconfigurazione dello spazio scenico – con l’intento di esaltare maggiormente la dimensione intima, immersiva e sonora del progetto – e sulla riscrittura della regia dello spettacolo. Grazie al background fortemente audiofilo e musicale di Viso Collettivo, la dimensione sonora ricopre un ruolo principale all’interno del progetto. Le musiche e il sound design diffusi in esafonia sono indirizzati a ricreare una vera e propria scenografia sonora a 360°, che non si limiti alla sola evocazione musicale o al semplice foley/effetto sonoro, ma che sostenga le fondamenta della narrazione e sappia costruire intorno al pubblico e alla trama un’architettura-gabbia virtuale, cangiante e avvolgente.

dal 6 al 9 ottobre ore 21.30

ingresso 10 € riservato ai soci ARCI (la tessera è possibile farla direttamente in cassa la sera dello spettacolo)

https://www.cinemaffei.it/eventi/un-estremo-atto-damore/

ATTENZIONE !!! Il Festival delle Creature Immaginarie alla Cascina Marchesa di Torino sarà inaugurato il 2 ottobre anzichè l’1

 

Cosa aspettarci il primo giorno: DOMENICA 2 OTTOBRE!

Dalle 10: Visita alla Mostra Mondobabonzo
https://fb.me/e/23jNDwiuW

ORE 11 : Mattinata Teatrale A Cura di Asola di Govi

Dalle 15 concerti: https://fb.me/e/4V6SczhPU
MCCS Punklirico: gli artisti del Concertino dal Balconcino;
Jam Session dell’Istituto Comprensivo Vercelli;
gli artisti della Team de Rua Academy;

A seguire alle 18:30
Proiezioni (A)normali – La famosa invasione degli orsi in Sicilia
info evento: https://fb.me/e/2TcMVjbOO

poteva andare peggio

che fare ?

Torino privatizza il verde: il caso dell’ex galoppatoio. Di Ettore Choc

Ho letto con interesse l’intervento di Fabio Balocco (https://volerelaluna.it/territori/2022/08/19/torino-eliminare-il-verde/) e la replica dell’Assessore al verde pubblico Tresso (https://volerelaluna.it/territori/2022/08/29/torino-ama-il-verde-parola-di-assessore/) sul progetto relativo all’ex galoppatoio militare, sito in riva al Po, nel parco del Meisino e in pieno parco fluviale del Po.
Scorrendo con attenzione l’intervento dell’Assessore mi sembra di cogliere una notevole genericità nella descrizione del progetto. Si accenna a “interventi di messa in sicurezza che limiterebbero la ricorrenza con cui il sito viene alluvionato”, peraltro il sito è già parzialmente protetto dall’argine che arriva fino alla diga del Pascolo; si fa riferimento a una scheda progettuale “dove viene enfatizzata la possibilità di recuperare infrastrutture sportive, (il galoppatoio, appunto) associando alla pratica sportiva all’aperto il concetto di
educazione ambientale”, lasciando intendere che tra le attività sportive l’ippica dovrebbe avere un posto importante. Si promette poi che “analisi più approfondite porteranno a confermare o meno la fattibilità legata alla realizzazione di impianti atti ad ospitare le diverse discipline sportive”, concedendo alle associazioni naturalistiche e ambientalistiche di pronunciarsi in merito.
Conviene, per chiarirci le idee, ripercorrere brevemente la storia dell’area.
Il galoppatoio militare del Meisino è rimasto in stato di abbandono da molti anni; i fabbricati, per lo più stalle per i cavalli, sono molto fatiscenti; anche il piccolo edificio del posto di guardia ha il tetto rovinato; nel sopralluogo effettuato nella passata sindacatura dalla Commissione Consiliare competente i fabbricati risultano probabilmente contenenti amianto e da abbattere.
Il Ministero della Difesa aveva affidato al Demanio militare l’area; lo stesso lo aveva affittato nel 2014, al prezzo di 1.000 euro per un anno, all’Associazione Green TO, incaricata poi di formulare ipotesi di utilizzo.


L’ipotesi di recupero presentata alla giunta Fassino-Lo Russo (!) prevedeva il recupero e l’utilizzo degli edifici ai fini sportivi, con una spesa intorno ai cinque milioni di euro. Si prospettavano tiro con l’arco, ippica, iniziative per disabili tipo ippoterapia ecc. Nessuno, né l’associazione né il Comune, disponeva di una somma così ingente. Per capire i reali orientamenti degli estensori del progetto, lungo tutto il perimetro dell’ex galoppatoio, circondato da una recinzione, furono affissi numerosi cartelli recanti la scritta “PROPRIETÀ PRIVATA”. Nel 2015 il Demanio militare cedeva gratuitamente l’area, di ben 152.000 metri quadrati, al Comune di Torino.
Cambiata l’Amministrazione, la sindacatura Appendino, abbandonato il progetto di privatizzazione di Green To, procedette alla bonifica e all’abbattimento di tutti gli alberi pericolanti, ad eliminare la recinzione a monte, a spianare i resti dei dossi del vecchio percorso ippico ad ostacoli, a creare infine una pista in terra battuta che ha reso possibile l’apertura al pubblico di una parte significativa dell’area, oggi molto utilizzata in alternativa a via Nietzsche, percorsa dalle automobili. La recinzione è stata spostata a difesa dei fabbricati pericolanti e della parte più vicina al Po, zona di rifugio di animali selvatici e di nidificazione di varie specie di uccelli. È molto probabile che questa parziale apertura ai cittadini sia messa in pericolo dal progetto esposto con linguaggio “burocratese” dall’Assessore al verde pubblico.
Il fatto che il Comune ritenga di poter ottenere un finanziamento di 11,5 milioni non qualifica la bontà del progetto: anche il Ponte sullo stretto ha già ottenuto e speso 950 milioni di euro, ma non è un buon progetto.
Il progetto attuale assomiglia parecchio a quello vecchio sostenuto da Green To. Peraltro anche “il punto di attestamento della ciclovia VenTO-Eurovelo8”, che contribuirebbe a giustificare la notevole spesa, appare quantomeno prematuro. Alcuni amici che sono andati in bicicletta da Torino a Venezia nei giorni scorsi mi hanno confermato che, a parte una traccia GPS su Internet, di questa ciclovia non esiste sul terreno traccia alcuna, soprattutto in Piemonte. Solo in provincia di Mantova il percorso è palinato. Infine sarebbe interessante che l’Amministrazione in carica ci spiegasse che necessità c’è di creare un nuovo maneggio, quasi sicuramente affidato a privati, quando a poche centinaia di metri di distanza dai ruderi del galoppatoio esiste un maneggio di proprietà comunale, il Centro Ippico Meisino, che appare ben avviato, frequentato da giovani, dotato di un parco di decine di cavalli e rispetto al quale il faraonico nuovo progetto
comunale appare almeno in parte come un doppione.
Il rischio che l’area sia privatizzata è reale; inoltre costruire in un parco naturale con zona umida e di nidificazione sembra un cattivo esempio per la cittadinanza. Chiunque ottenga l’appalto de nuovo centro ippico e sportivo cercherà di guadagnare e quindi chiuderà l’area a chi non paga. Sarebbe auspicabile che i responsabili della Giunta Comunale recuperassero una copia, sicuramente presente negli archivi, della presa di posizione inviata da 19 associazioni ambientali e comitati di quartiere all’allora sindaca Appendino, all’assessora al verde Giannuzzi, dal titolo: “Ex galoppatoio militare Parco del Meisino. No alla privatizzazione, per un uso pubblico e controllato del parco.”, datata 30 maggio 2017.

Ettore Choc

Incontro tra arte, politica e ironia pensosa con Altan, Gianluca Costantini e Lisa Parola

venerdì 23 settembre ore 11,00 Inaugurazione della mostra Incontro tra arte, politica e ironia pensosa con Altan, Gianluca Costantini (disegnatore), Lisa Parola (storica), Livio Pepino (Volerelaluna), Pietro Perotti (scultore).

Un dialogo a più voci che intende riflettere e confrontarsi su un possibile ruolo dell’ironia e dell’arte all’interno delle politiche attuali. Un confronto per rovesciare lo sguardo e provare a immaginare anche una politica della leggerezza e della felicità che attraverso l’arte e il disegno apra nuovi spazi e nuovi percorsi.

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MOSTRA IL MONDO DI ALTAN DAL 23 SETTEMBRE 2022 AL 27 NOVEMBRE

 

da venerdì 23 settembre 2022 a domenica 27 novembre 2022

 presso Volerelaluna, Via Trivero 16, Torino

accesso libero

 

 

LA sede di Volere la Luna, in via Trivero 16, diventerà IL MONDO DI ALTAN. Non solo una mostra, pur unica nel suo genere, ma molto di più: installazioni, percorsi nell’immaginario, dibattiti, laboratori a disposizione del quartiere e della città.

Altan non ha bisogno di presentazioni. È senza dubbio il più famoso, originale e versatile disegnatore italiano del nostro tempo. Quale bambino o bambina non si è identificato nella Pimpa, la curiosa cagnetta a pois che, forte della propria trascinante voglia di conoscenza, sorride di fronte alle meraviglie dell’universo? E quale adulto non conosce Cipputi, l’operaio intellettuale che sa dire, con una lucidità impressionante, quello che noi pensiamo, sempre un passo avanti a noi? Irriverente, corrosivo, maestro d’ironia Altan sa raccontare a tutti e a tutte l’Italia passata e presente. La sua peculiarità, propria solo dei grandi artisti, è di saper parlare allo stesso modo e con la stessa immediatezza agli adulti e ai bambini.

Volere la luna ha già proposto, sia pure in piccola parte, i lavori di Altan: lo scorso anno, sempre nella sede di via Trivero, nella mostra MONDO BABONZO, bosco di creature immaginarie

Quest’anno è un anno particolare. Altan compie 80 anni! E così abbiamo pensato di organizzare una sorta di festa per lui, per tutti i suoi ammiratori, grandi e piccoli, e per chi ancora non lo conosce. Per due mesi la nostra sede affacciata sulla Pellerina sarà il mondo di Altan e, in questo contesto, uno spazio di aggregazione, di confronto e di cultura.

A guidarci in questo magico mondo sarà Pietro Perotti, maestro della gomma piuma, scultore e scenografo conosciutissimo a Torino e nel quartiere dove da anni anima laboratori per creativi di ogni età, da sempre amico e collaboratore di Altan.

La mostra si articolerà all’interno e all’esterno degli edifici della sede di via Trivero e sarà un evento installazione, un percorso di rivisitazione dei personaggi più famosi di Altan realizzati in grandi sagome di gomma piuma, di legno e di cartone. Una sezione valorizzerà le sue storie a fumetti, per apprezzare il suo segno pulito e originale. E saranno presenti le sue famose vignette con battute fulminanti e alcune delle tante illustrazioni fatte nel corso di questi anni. Il tutto con la presenza, all’inaugurazione, di Altan che dialogherà con il quartiere e, assecondando la sua passione, lavorerà e disegnerà con i bambini.

Dopo la grande mostra al MAXXI, Museo Nazionale delle Arti del ventunesimo secolo di Roma nel 2020, questa è la prima Mostra a Torino con le opere e la presenza di Altan.

Il percorso della mostra prevede molti spazi dedicati a bambine e bambin per percorrere storie divertenti piene di piacevoli sorprese. Un mondo ideale in cui i visitatori saranno accompagnati prima dallo stesso Altan e, poi, da Pietro Perotti.

 

 

venerdì 23 settembre alle ore 11,00 è prevista l’Inaugurazione della mostra, subito dopo ci sarà il primo appuntamento

Incontro tra arte, politica e ironia pensosa

con Altan, Gianluca Costantini (disegnatore), Lisa Parola (storica dell’arte)

 

Un dialogo a più voci che intende riflettere e confrontarsi su un possibile ruolo dell’ironia e dell’arte all’interno delle politiche attuali. Un confronto per rovesciare lo sguardo e provare a immaginare anche una politica della leggerezza e della felicità che attraverso l’arte e il disegno apra nuovi spazi e nuovi percorsi.

 

Gli altri appuntamenti con Altan all’interno della Festa di Volere la Luna saranno:

venerdì 23 settembre

alle ore 16.30

Altan incontra i piccoli amici della Pimpa e di Kamillo Kromo e disegnerà con loro

alle ore 18.00

Cipputi e non solo con Altan e Gad Lerner intervistati da  Elena Ciccarello

alle  ore 19.15

Cipputi incontra i suoi compagni ex Fiat in carne e ossa con Altan,Pietro Perotti e molti altri

domenica 25 settembre alle ore ore 21.30 sarà proiettato il

film Cipputi Gino di Tatti Sanguineti (2006) a cura di Associazione Museo Nazionale del Cinema con l’introduzione di Vittorio Sclaverani

L’iniziativa, curata da VOLERELALUNA in collaborazione con l’Associazione Museo Nazionale del Cinema e con il patrocinio della Città di Torino, ha l’obiettivo di far conoscere ai visitatori Altan e i valori espressi nelle sue opere: la tolleranza (filtrata dall’ironia), il rispetto per la natura, l’interesse e all’empatia per le diversità

La mostra, ad accesso libero e gratuito, sarà aperta dal giovedì a venerdì dalle 15,00 alle 18,00, o su appuntamento negli altri giorni nei mesi di settembre-ottobre-novembre. durante gli altri giorni è preferibile la prenotazione presso i seguenti contatti: tel.  371 444 22 75 – email  info@volerelaluna.ithttps://viatrivero.volerelaluna.it/

 

Altan (Francesco Tullio Altan)

È nato a Treviso nel 1942. Ha lavorato come scenografo e sceneggiatore per il cinema. Si è trasferito nel 1970 a Rio de Janeiro, dove ha creato per un quotidiano locale il suo primo fumetto per bambini. Nel 1974 ha iniziato a collaborare come cartoonist per i giornali italiani. Tornato in patria nel 1975, si è stabilito prima a Milano e poi ad Aquileia dove tuttora vive. Da piccolo sognava di progettare navi. A Rio de Janeiro ha cominciato a disegnare le prime figure per sua figlia Kika. Quando lei gli ha chiesto un cane, lui le ha regalato la Pimpa. Ad Altan piace molto disegnare con i bambini della sua Aquileia, perché non si lasciano distrarre dai giudizi degli adulti.

Tra le sue creazioni più note la cagnetta Pimpa, l’operaio Cipputi e i fumetti “adulti” per Linus. Famose anche le vignette di satira politica diffuse da Panorama, l’Unità, Cuore e L’Espresso e Repubblica.
La sua produzione è stata raccolta in volumi da diversi editori (Bompiani, Rizzoli junior, Mondadori ragazzi, Milano Libri etc.).

 

Pietro Perotti

Operaio alla Fiat Mirafiori dal 1969 al 1985, ha partecipato a tutte le lotte operaie occupandosi da subito di comunicazione all’interno della fabbrica, realizzando adesivi, giornali murali, scritte e disegni nei bagni, pupazzi di cartapesta, poi gommapiuma, che hanno fatto diventare i cortei “teatro di strada”. Con la sua cinepresa super8 ha ripreso situazioni e lotte operaie a Mirafiori dal 1974 a oggi. Collabora tra gli altri con artisti e scrittori importanti come Stefano Benni, Altan e Piero Gilardi, fondatore del PAV di Torino.

 

Gianluca Costantini è un artista e attivista che da anni combatte le sue battaglie attraverso il disegno. Per il suo impegno in favore delle libertà e dei diritti gli è impedito, dal governo di Erdogan, di entrare in Turchia. Collabora con ActionAid, Amnesty, ARCI ed Emergency. Ha partecipato ai principali festival sui diritti umani, tra cui l’HRW di Londra e New York e il FIFDH di Ginevra. Dal 2016 al 2019 ha accompagnato con i disegni le attività del Democracy in Europe Movement 2025, il movimento fondato da Yanis Varoufakis, e collabora online con l’artista Ai Weiwei. Nel 2019 ha ricevuto il premio “Arte e diritti umani” di Amnesty International. È considerato fra i massimi esponenti italiani del graphic journalism. Tra le sue opere, Julian Assange. Dall’etica hacker a Wikileaks, Pertini fra le nuvole, Fedele alla linea, Libia e, da ultimo, Patrick Zaki. Una storia egiziana.

 

Lisa Parola, storica dell’arte, ha curato progetti di arte pubblica, mostre, campagne fotografiche, workshop e conferenze promuovendo la relazione tra arte, territorio e cittadinanza. È socia fondatrice di a.titolo: un’organizzazione non profit attiva dal 1997 con lo scopo di indagare e sperimentare le potenzialità dell’arte contemporanea nell’ambito della sfera pubblica e sociale. È stata tra i consulenti culturali per la candidatura di Matera Capitale della Cultura 2019. Negli anni ha inoltre collaborato con istituzioni quali la Fondazione Sardi per l’Arte, la Fondazione Merz e l’Università di Torino. Per Einaudi ha pubblicato Giú i monumenti? Una questione aperta (2022).

 

Volere la Luna è nata nella primavera del 2018, ha una dimensione nazionale e un particolare radicamento a Torino. Dal 3 giugno 2018 ha attivato il sito www.volerelaluna.it, dedicato all’analisi critica della realtà culturale e politica. A livello torinese le sue attività si svolgono prevalentemente nella sede di via Trivero 16, dove sono in funzione sportelli di consulenza gratuita in ambito legale, sanitario e sulla questione casa, gestiti con la collaborazione di avvocati, medici ed altri esperti. Via Trivero è, inoltre, sede di dibattiti, cineproiezioni e mostre artistiche oltre che di una ricca biblioteca.

 

Svolta per il Pratone di Parella: approvata la Delibera di avvio alla Variante del Piano Regolatore

SVOLTA PER IL PRATONE DI PARELLA: APPROVATA LA DELIBERA DI AVVIO ALLA VARIANTE DEL PIANO REGOLATORE CHE INTRODUCE L’INEDIFICABILITÀ ASSOLUTA

Il 6 settembre 2022 il Consiglio comunale di Torino ha approvato un atto di pianificazione urbanistica di assoluta novità: la “inedificabilità assoluta” (sic!) del Prato Parella, un’area verde cittadina di 11.000 mq, in Via Madonna della Salette.

Una norma urbanistica che non è prevista dal Piano Regolatore vigente (peraltro vecchio di 25 anni) e per renderla efficace il Consiglio comunale si è impegnato ad approvare un’apposita Variante di Piano.

È il risultato di un movimento di gestione partecipativa del bene comune iniziato anni fa da un gruppo di abitanti del quartiere Parella contrari a un primo progetto di costruzione di un palazzetto dello sport e poi di residenze universitarie, su quel verde malandato che chiedevano invece di salvare e riqualificare.

Poiché le numerose iniziative non riuscivano a superare le ambiguità della precedente maggioranza 5Stelle, il Comitato Salviamo i Prati ha infine deciso di raccogliere le firme necessarie per porre il Consiglio Comunale di fronte all’obbligo di votare la proposta di Delibera di iniziativa popolare per salvare il prato dalla cementazione, che lunedì 5 settembre è stata finalmente approvata.

Si apre ora una sfida altrettanto impegnativa e stimolante per il movimento e per l’istituzione comunale: praticare la gestione partecipativa all’iter di approvazione della variante di Piano, senza rinunciare all’obiettivo di affermare l’inedificabilità assoluta di tutte le superstiti aree verdi della Città, con un’apposita Norma generale di Attuazione da inserire nella Revisione del PRG che questa maggioranza ha in programma.

Nel frattempo andrà promossa e incoraggiata la gestione partecipativa alla cura e qualificazione del verde esistente, per estendere le specie vegetali già messe a dimora dai cittadini, e rendere fruibile quel bene comune a tutt*.

Qui il Testo della Delibera approvata:

https://servizi.comune.torino.it/consiglio/prg/intranet/display_testi.php?doc=T-V202208570

 

Qui tutti gli Allegati e le info sulla votazione:

https://servizi.comune.torino.it/consiglio/prg/documenti/documentazione/elenchi_atti/ElencoDelibere.html

Comitato Salviamo i Prati

 

https://www.facebook.com/salviamoiprati