Fogli di via agli attivisti di Extinction Rebellion e Fridays For Future

Lo hanno fatto di nuovo: apprendiamo che la Questura di Torino avrebbe denunciato per violenza privata e dato svariati fogli di via ad attivistə di Extinction Rebellion e Fridays For Future.
La loro colpa? Aver detto chiaramente, con un’azione dimostrativa assolutamente pacifica e non violenta svolta nella mattinata di oggi, le cose come stanno: e cioè che le imprese che partecipano all’Aerospace & Defense Meeting che si svolge in questi giorni all’Oval Lingotto contribuiscono con le loro attività ad aggravare la crisi climatica e che lucrano sulla guerra.
Nove attivistə sono stati trattenuti per ore e senza alcun motivo in uno stanzino della Questura Centrale di Torino.
Se c’è violenza in questa storia, non è certo sul tetto dell’Oval.
Dal profilo Facebook di Alice Ravinale e Sara Diena , capogruppo e vicecapogruppo di SE presso il Comune di Torino

25 Novembre cortei in tutta Italia

Il femminicidio di Giulia Cecchettin, avvenuto a pochi giorni dalla scadenza del 25 novembre, ha riacceso il dibattito pubblico e politico intorno al tema dell’insufficienza di misure di repressione e di inasprimento delle pene, terreno su cui, a partire dagli stupri di Palermo e Caivano, si è concentrata l’azione del governo Meloni a colpi di decretazione di urgenza razzista e classista.
Come diciamo e pratichiamo da anni, la risposta è in una trasformazione radicale delle condizioni culturali e sociali che producono violenza, abusi, discriminazione e marginalizzazione delle donne, delle soggettività lgbtqia+ e migranti.
Partiamo da questo inaggirabile punto, per affermare che il movimento femminista e transfemminisa ha sottratto in questi anni la giornata del 25 novembre da ritualità e mera testimonianza facendone una giornata di lotta.
La marea che in questi giorni ha invaso piazze, strade e scuole è sintomo di un’esigenza chiara: abbiamo bisogno di stare insieme e collettivizzare tutta la nostra rabbia e il nostro dolore.
E sempre insieme siamo riuscit3 a costruire anche a Torino un 25 novembre che sia potente tanto quanto quelli che saranno Roma e Messina, per essere realmente ovunque e non lasciare nessunə indietro.

 

Palestina. La guerra, l’informazione, la politica. Con Alessandra Algostino, Tomaso Montanari, Marco Revelli. Introduce Francesco Pallante.

L’incontro sulla Palestina di ieri con Alessandra Algostino Tomaso Montanari e Marco Revelli coordinato da Francesco Pallante è stato un successo oltre le più rosee previsioni.
Qui, per chi non ha potuto esserci, la registrazione video della serata (superati  primi minuti di audio così così, dopo tutto ok)

 

 

 

COMUNE DI TORINO: BANDO GENERALE PER ASSEGNAZIONI ALLOGGI POPOLARI

Si comunica che in data 13 NOVEMBRE 2023 sarà pubblicato l’elenco provvisorio delle domande di
partecipazione al Bando Generale n. 8, consultabile sul sito della Città di Torino al seguente
link  http://www.comune.torino.it/informacasa/
Al fine di garantire la riservatezza dei dati personali, nell’elenco le domande sono identificate
esclusivamente con un codice univoco.
La Sua domanda è la n. XXXX
In caso di errori Lei potrà, dal 13 NOVEMBRE all’11 DICEMBRE 2023, presentare ricorso per opposizione,
con le seguenti modalità:
–   presso la sede della Divisione E.R.P. in via Orvieto 1/20/A dal lunedì al giovedì dalle ore 8:30 alle 15:30 ed
il venerdì dalle ore 8:30 alle 12:00 previa prenotazione telefonica al n. 011 011 24300 oppure al n. 011 011
24267;
–   via PEC all’indirizzo edilizia.residenzialepubblica.casa@cert.comune.torino.it allegando copia del
documento di identità; non saranno ritenute valide le domande inviate ad altro indirizzo o recanti la data di
invio successiva alle ore 23:59 dell’11 dicembre 2023;
–   per posta con Raccomandata AR, esclusivamente all’indirizzo: Città di Torino – Divisione E.R.P. Ufficio
Bando generale – Via Orvieto 1/20/A 10149 Torino; non saranno ritenute valide le domande inviate ad altro
indirizzo o recanti la data di spedizione successiva all’11 dicembre 2023.  La Città non assume alcuna
responsabilità per la dispersione di comunicazioni dipendenti da inesatta indicazione del recapito né per
eventuali disguidi postali o comunque imputabili a fatto di terzi, caso fortuito o forza maggiore.
Il modello dell’istanza di reclamo potrà essere scaricato dal sito della Città di
Torino www.comune.torino.it/informacasa e sarà in distribuzione in via Orvieto 1/20/A.
Non saranno ammesse istanze di reclamo presentate con contenuti diversi dal modello proposto o inviate
in un periodo differente.
In data 15 MARZO 2024 verrà pubblicato con le stesse modalità l’elenco definitivo con l’esito di tutte le
opposizioni presentate e delle correzioni d’ufficio.  Al riguardo si precisa che, nelle more della decisione del
Tribunale di Torino in merito all’azione civile presentata dall’Associazione degli studi giuridici
sull’immigrazione (ASGI) contro la Regione Piemonte e la Città di Torino, i partecipanti al Bando Generale n.
8 sono stati tutti ammessi nell’elenco provvisorio a prescindere dal possesso del requisito di legittimità
relativo ai 5 anni di residenza o attività lavorativa nel territorio regionale con almeno 3 anni, anche non
continuativi, a Torino.
Si comunica sin d’ora che la Città avvierà nel 2024 le istruttorie per il primo gruppo di domande riportanti
il punteggio più elevato ossia pari o superiore a 12 punti. Nel corso dell’anno 2024, secondo un calendario e
con modalità che saranno comunicate successivamente al 15 marzo 2024 (pubblicazione dell’elenco
definitivo), sarà possibile segnalare variazioni delle condizioni dichiarate in domanda intervenute dopo la
presentazione della domanda stessa.

Discorso tenuto da Amedeo Cottino il 30 ottobre all’università di Torino

Il 27 ottobre, a Torino, la polizia è entrata in forze nel Campus Luigi Einaudi dell’Università, di propria iniziativa e – a quanto consta – senza autorizzazione del Rettore, al solo fine di presidiare e mettere al riparo da ogni azione di disturbo un’iniziativa del Fuan, contestata dagli studenti antifascisti. Questi ultimi sono stati manganellati da agenti in tenuta antisommossa; alcuni disabili hanno dovuto rinchiudersi in un’aula per evitare di essere travolti nel parapiglia; i parapetti delle balconate hanno rischiato di cedere sotto la pressione della massa di studenti posti in situazione di pericolo. L’iniziativa – come ha sottolineato il Coordinamento antifascista torinese – in aria da giorni e in sintonia con quanto accaduto ripetutamente negli ultimi tempi in città (https://volerelaluna.it/in-primo-piano/2023/10/10/violenze-di-polizia-a-torino-una-tradizione-sabauda/) è stata particolarmente grave: in sé, per le modalità che l’hanno caratterizzata e perché lesiva, oltre che dei principi costituzionali di libertà di riunione e di manifestazione, dell’autonomia universitaria, tradizionalmente riconosciuta e tutelata dall’articolo 33, ultimo comma, della Carta fondamentale. Ad essa studenti e docenti hanno reagito, il 30 ottobre e il 7 novembre, con due assemblee affollatissime. Nella prima è intervenuto, per il Coordinamento Antifascista, Amedeo Cottino con un intervento di grande tensione etica e politica che, di seguito, si riporta. (la redazione)

Ci sono alcune parole, ci sono alcune frasi, che esprimono un dover essere, un impegno; frasi che alcuni di noi, della generazione nata prima dello scoppio della seconda guerra, hanno fatto proprie. Impegni in cui abbiamo creduto e in cui continuiamo a credere. Una di queste è la seguente: “Buttare il falso”, tre parole che, nel loro significato più profondo, sono la dichiarazione di appartenenza a una comune umanità. Frase breve, grezza, che ha accompagnato il percorso di vita di un uomo, Nuto Revelli, che ha saputo fondere insieme la tragica esperienza della ritirata dall’Unione Sovietica, che avevamo invaso nel 1942 per compiacere i nostri alleati nazisti, con la guerra partigiana da lui condotta in prima linea nel Cuneese e con l’impegno postbellico a fianco degli ultimi (i titoli di scritti come Il mondo dei vinti e L’anello forte ne sono la testimonianza). Tre spazi di vita dove il “buttare il falso” è stato un impegno da subito: da quando, durante il viaggio in tradotta che lo portava con i suoi alpini sul fronte russo, lui, tra i pochissimi, ha voluto vedere. Ha voluto vedere «gli ebrei a branchi, segnati con un marchio giallo, nelle stazioni, a raccogliere rifiuti».

La frase di Revelli è anche la frase che, consapevolmente o meno, voi avete fatto propria e, dunque, c’è un prezioso filo che lega la vostra pratica politica con la sua Resistenza.

Mai come oggi c’è bisogno di voi, l’antidoto ai veleni diffusi dal Potere in quella che si chiama la società civile. Un potere che si nutre del disprezzo per i deboli, uno degli elementi portanti dell’ideologia nazista. Molti di noi ricordano a questo proposito il commento del ministro degli interni Piantedosi a fronte della strage di Cutro. Morirono annegati quasi un centinaio di migranti. Se tra questi morti tanti erano i bambini – dichiarò il ministro – la colpa era dei loro genitori che avrebbero dovuto evitare di metterne a repentaglio la vita. Un Potere che denuncia, in esplicita chiave razzista, come ha fatto il ministro Lollobrigida, il pericolo della sostituzione etnica.

Siete l’antidoto contro la rassegnazione o peggio l’indifferenza; contro il diffuso girare la testa dall’altra parte per non voler vedere che, ad esempio, i CPR, i Centri di detenzione temporanea, sono delle vere e proprie carceri.

Siete l’antidoto contro le menzogne: che gli Stati Uniti sono la più grande democrazia del mondo; che la Nato è un’organizzazione difensiva; che Hamas sono gli abitanti di Gaza; che fascismo e antifascismo costituiscono due narrazioni per così dire equivalenti. E la lista potrebbe continuare.

Siete l’antidoto contro la progressiva erosione della cultura, rimpiazzata dal rifiuto della critica, dall’esaltazione dell’eroismo, dal machismo, dall’esaltazione della violenza. Erosione che ora avviene in maniera esplicita. Si veda, ad esempio, la recentissima circolare ministeriale indirizzata alle scuole dove si chiede di commemorare le foibe: peccato che non si inviti anche a denunciare i crimini delle truppe italiane comandate dal generale Roatta, le loro stragi di civili e la distruzione di villaggi nella Venezia Giulia e nella Dalmazia. E forse non è soltanto un incidente di percorso, ma un indizio o una conferma di questo nuovo corso, la proposta, poi ritirata grazie all’energica reazione del Centro Gobetti, del Polo del Novecento di ospitare Gianfranco Fini, ex segretario del Msi per discutere della Costituzione italiana con Luciano Violante.

Vorrei chiudere questa mia testimonianza con la poesia, ricordando i versi del poeta Paul Eluard, membro della Resistenza francese che scrive con il pensiero rivolto a tutti coloro che resistono (questa è la mia interpretazione): «Un cuore solo / nessun cuore / un solo cuore / tutti i cuori / ed i corpi ogni stella / in un cielo pieno di stelle». Facciamoli nostri questi versi perché anche la bellezza e la poesia trovino posto nella nostra quotidiana pratica della resistenza.

E qui, questa sera, i cuori ed i corpi ci sono tutti!

Articolo apparso sul sito nazionale di Volere la luna:

 

La fabbrica brucia. Contrattazioni, scioperi e dintorni. Di Isidoro Antonio Sorella

Il titolo, “la fabbrica brucia”, non è solo metafora delle tensioni tra i lavoratori e le varie successive proprietà, ma richiama l’evento concreto dell’incendio che all’inizio di agosto del 1989, in periodo di ferie, devastò lo stabilimento storico di Moncalieri. Furono gli operai, organizzati dai militanti sindacali presenti e da coloro che rientrarono immediatamente dalle località di vacanza, a intervenire per salvare il salvabile, mentre i dirigenti si mossero con colpevole ritardo, fino a dare adito a sospetti sulle intenzioni di chiusura da parte della proprietà. Qui i tratti tradizionali della classe operaia emergono con evidenza: etica del lavoro e difesa della fabbrica come luogo della propria occupazione e luogo dove si produce ciò che è utile per la società.

Nel 1985 Isidoro Antonio Sorella inizia a lavorare per l’Altissimo, azienda del settore auto fondata a Torino nel 1944 da Aimone Altissimo e trasferita a Moncalieri nel 1958.

Nel 1987 è eletto delegato sindacale per la Fiom-Cgil nel Consiglio di Fabbrica.

Lo stesso Sorella ha redatto un approfondimento sulla sua storia lavorativa, e un documento sulla storia dell’Altissimo che è diventato un libro; sarà presentato mercoledì alle 17,30 presso la biblioteca civica Arduino Via Cavour 31 Moncalieri

 

 

Corteo per una Università libera da militarizzazione e neofascismi.

Il COORDINAMENTO ANTIFASCISTA TORINO ha partecipato al corteo per rivendicare, come si leggeva nello striscione d’apertura, “un’università libera da neofascismi e militarizzazione”.
La manifestazione è partita dal campus Einaudi, all’interno del quale lo scorso 27 ottobre ci sono state cariche indiscriminate da parte delle forze dell’ordine contro gli studenti che contestavano un convegno organizzato dal Fuan, organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia. Il corteo, che ha visto la partecipazione anche di numerosi docenti, ha raggiunto il rettorato di via Po e i manifestanti hanno interrotto delle commissioni in corso e hanno chiesto un confronto con il rettore rispetto all’ingresso della polizia all’università e sulla presenza di organizzazioni che si rifanno all’ideologia fascista all’interno delle facoltà.
Il rettore, Stefano Geuna, ha accettato di incontrare gli studenti nel cortile del rettorato.

Parliamo di esproprio dell’area ThyssenKrupp il 3 novembre 2023 ore 18.00 al Sereno Regis

il 3 novembre 2023 ore 18-20

al Centro Studi Sereno Regis, via Garibaldi 13, Torino

parliamo dell’esproprio dell’area ThyssenKrupp (ora Arvedi)

con

Eleonora Artesio, ex consigliera e assessora comunale e regionale

prof. Sergio Foà, ordinario di diritto amministrativo all’Università di Torino

Come anticipato nel convegno del 22 settembre scorso sulla bonifica dell’area industriale ThyssenKrupp, il 3 novembre prossimo affrontiamo l’altro aspetto, ancor più spinoso, dell’esproprio dell’intera area:

–  per realizzare finalmente a 16 anni dal rogo della fabbrica, la bonifica del suolo inquinato da metalli e eliminare la contaminazione in falda idrica da cromo esavalente, tossico e cancerogeno

–  e localizzarvi il nuovo Ospedale Maria Vittoria invece di cementificare 60.000 mq  del Parco della Pellerina,

La parola esproprio è bandita dal linguaggio politico e istituzionale della nostra città. E se viene evocata è solo per sentenziare che espropriare non è possibile, non è attuabile, non conviene, costa tempi lunghissimi e molto denaro. Eppure l’esproprio è previsto dall’ l’art. 42,2 della nostra Costituzione e dal DPR 327/2001 Testo Unico sulle espropriazioni per pubblica utilità che ” si applica se il deperimento dei beni ha per effetto di nuocere gravemente al decoro delle citta’ o alle ragioni dell’arte, della storia o della sanita’ pubblica”. Lo stesso Consiglio comunale di Torino lo prevede all’art. 5, comma 2, del recente Regolamento dei Beni Comuni Urbani.

16 anni di inerzia dei Sindaci di Torino è inqualificabile, ipocrite le lacrime per quei sette corpi bruciati dall’olio bollente, sordido il baratto del denaro proposto alle parti civili in cambio del ritiro dal processo.

Allora come ora isolate e silenziate le poche voci fuori dal coro. Non ci arrendiamo, dopo il convegno sulla bonifica https://www.youtube.com/playlist?list=PL2Txgr0itZ1FXX6eIrw5r5oM1lCszL47N

collegamento a distanza: https://us02web.zoom.us/j/85205249046?pwd=eTd2YXZFeGJKVGhHMVorcHQzWHYrZz09