Contro il genocidio, la repressione e la censura, per la Palestina libera!

Contro il genocidio del popolo palestinese, l’allargamento del conflitto in altre zone del Medioriente e la partecipazione attiva del governo italiano nella missione militare in Mar Rosso:

Il governo Meloni continua a finanziare la guerra in Ucraina tra NATO e Russia e ad appoggiare il regime di apartheid israeliano nonostante la Corte Internazionale di Giustizia si sia pronunciata a favore della denuncia del Sudafrica contro israele, accusato di perpetrare una politica genocida e di occupazione coloniale. Questa politica ha contribuito all’allargamento del conflitto, con il regime di occupazione israeliano che ha esteso i suoi bombardamenti a Yemen, Siria, Libano e Cisgiordania. Al contempo gli Stati Uniti hanno attaccato Siria e Iraq anche per le loro posizioni a favore della resistenza palestinese.

Intanto l’Italia, oggi, parteciperà alla missione europea ASPIDES affiancando USA, Inghilterra e Australia nella loro missione “prosperity guardian” nel Mar Rosso, contro il movimento Ansar Allah (detto degli Houthi) in Yemen a supporto del popolo palestinese, violando nuovamente l’articolo 11 della Costituzione italiana. Per questo raggiungeremo la Prefettura di Torino, per indicare chiaramente le responsabilità del Governo italiano nella nascita e nel supporto alle guerre internazionali attualmente in atto.

Contro la sospensione dei finanziamenti all’UNWRA: Italia, Gran Bretagna, Germania, Austria, Paesi Bassi, Finlandia, USA, Canada, Australia e Giappone hanno sospeso i fondi per l’agenzia ONU che si occupa, fornendo beni di prima necessità, di assistere i rifugiati palestinesi ormai privi anche di luce, fonti di calore, cibo e acqua. Ciò costituisce ufficialmente un crimine contro l’umanità secondo l’Art. 7 dello Statuto della Corte Penale Internazionale.

Contro la società della guerra: lo stato italiano per il 2024 stanzierà 29 miliardi di euro per il comparto militare: il 5% in più del 2023 e il 30% in più negli ultimi 10 anni. Soldi sottratti ai servizi che lo stato deve garantire ai cittadini e che confermano l’interesse bellico dell’Italia a discapito dell’istruzione e della sanità pubblica. Noi GRIDIAMO: “Soldi alla scuola e non alla guerra!” Inoltre, la propaganda guerrafondaia arriva fino alle aule dei più piccoli grazie alle “lezioni” delle Forze Armate. Per non parlare di molte università italiane (tra cui UNITO e Politecnico) che hanno accordi con l’industria bellica (come la Leonardo spa, presente anche in Piemonte, che finanzia centri di ricerca e progetti universitari) e con gli atenei israeliani, collusi con l’apparato militare e di difesa del regime israeliano.

Contro ogni tentativo di censura e repressione del dissenso: durante la giornata della memoria, il governo Meloni ha vietato le manifestazioni in favore del popolo palestinese, nonostante sia in corso una pulizia etnica. La risposta data nelle piazze è stata chiara: “Mai più!” Significa “mai più per nessuno!” ma, anche in questo caso, la gestione delle piazze da parte delle forze dell’ordine è stata repressiva e violenta.

Contro gli accordi del Comune di Torino IREN e MEKOROT: pensiamo che la città di Torino – in virtù del gemellaggio con Gaza – debba dare una risposta concreta e RESCINDERE il protocollo d’intesa tra Iren e Mekorot, la compagnia idrica nazionale di israele che NON sta distribuendo l’acqua necessaria alla sopravvivenza del popolo palestinese ancora presente nella striscia di Gaza.

Scendiamo in piazza per chiedere un CESSATE IL FUOCO immediato e permanente,
per l’effettiva creazione di CORRIDOI SANITARI UMANITARI,
per la RESCISSIONE degli accordi IREN-Mekorot,
per RIBADIRE IL DIRITTO ALL’AUTODETERMINAZIONE DEL POPOLO PALESTINESE