COMUNICATO STAMPA  13 DICEMBRE 2023

 

Una proposta politica per il Comune di Torino

Rete Militante e Antirazzista per l’Abitare

 

 “Dice non vuole stranieri […]“Ma io sono nato e cresciuto in Italia! Parlo meglio italiano di te, ho una laurea a differenza tua”, ma niente… siamo stati a discutere finché non sono venute fuori veramente le condizioni: “Il problema è che tu non sei bianco, non sei italiano bianco”.

“La cosa che mi ha colpito di più è stata quando una persona mi ha detto “Ah, sei straniero, noi non affittiamo agli stranieri”.

 

Stiamo assistendo ad un aumento degli episodi di discriminazione e razzismo nei confronti delle persone straniere rispetto all’accesso alla casa. Sempre più sono le persone che si vedono negare una casa in affitto perché sono straniere, perché la loro pelle ha un colore diverso dal nostro o perché portano il velo, anche se sono in possesso di un buon contratto di lavoro a tempo indeterminato.

La domanda cresce, mentre l’offerta diminuisce, in uno scenario dove si stima però che vi siano circa 50.000 alloggi vuoti nella città di Torino. Non si tratta di un fenomeno emergenziale, bensì di una problematica strutturale della nostra società.

Di fronte a tale problematica, dopo la denuncia dell’Associazione Fanon, oltre 20 associazioni si sono riunite nella Rete Militante e Antirazzista per l’Abitare. Dopo quattro incontri di discussione, la Rete ha finalizzato una proposta politica sul tema dell’abitare che oggi ha presentato all’amministrazione comunale, chiedendo un confronto su tali tematiche, che è stata sottoscritta da circa 60 associazioni che lavorano nel sociale, nell’ambito della sostenibilità e della salute.

 

Proposta politica per il Comune di Torino
Rete Militante e Antirazzista per l’Abitare

Premesso che:
Nel periodo gennaio – dicembre 2022, si rileva, per quanto riguarda la Città di Torino, una acutizzazione dell’emergenza abitativa, già presente da anni sul nostro territorio in forma strutturale, che è pari ad un aumento del 233,05% (sfratti per finita locazione: 180; sfratti per morosità: 1887; sfratti eseguiti: 2761, richieste di esecuzioni: 5223).1 Tutte le analisi degli sfratti per morosità confermano che il 90% delle morosità sono “incolpevoli” e ciò dimostra che il disagio abitativo va inserito nel quadro generale dell’aumento di disuguaglianze, povertà e lavoro povero, fotografato dai
rapporti annuali pubblicati recentemente da Istat e Inps.2 3
Questo fenomeno colpisce tutta la popolazione con difficoltà socio-economiche. Tuttavia negli ultimi anni stiamo assistendo ad un aumento degli episodi di discriminazione e razzismo nei confronti delle persone straniere rispetto all’accesso alla casa. Sempre più sono le persone che si vedono negare una casa in affitto perché sono straniere, perché la loro pelle ha un colore diverso dal nostro o perché portano il velo, anche se sono in possesso di un buon contratto di lavoro a tempo indeterminato.45

Dall’altra parte, il rovescio della medaglia è l’aumento dello sfruttamento e del caporalato abitativo, rispetto a persone che divengono vulnerabili in quanto riescono sempre meno a far valere i propri diritti nell’ambito della legalità.
La domanda cresce, mentre l’offerta diminuisce, in uno scenario dove si stima però che vi siano circa 50.000 alloggi vuoti nella città di Torino.6
Non si tratta di un fenomeno emergenziale, bensì di una problematica strutturale della nostra società e il quadro delineato ci rimanda alla questione fondamentale: quale politica abitativa pubblica è in campo per fronteggiare la povertà abitativa, che si manifesta nella perdita della casa, nel mancato accesso e nella “qualità dell’abitare”, che colpisce oggi più che mai le persone con difficoltà socio-economica e gli stranieri?
Pertanto, per quanto su richiamato, chiediamo al Comune di Torino che vengano messe in atto
le seguenti misure:
1. promuovere una campagna culturale per mettere al corrente la popolazione della discriminazione rispetto all’abitare, utile a rafforzare la consapevolezza delle buone pratiche già in essere e delle sopracitate misure che l’amministrazione intende mettere in atto;
2. monitorare e sanzionare forme di discriminazione rispetto all’abitare, sia quelle portate avanti da parte delle agenzie immobiliari che dei singoli proprietari;
3. uniformare gli indirizzi di residenza fittizia in modo da non fare discriminazioni nell’accesso ai servizi dai diversi utenti;
4. pianificare le più opportune strategie per la messa a disposizione degli alloggi sfitti (privati, pubblici e religiosi), a seguito di un monitoraggio delle risorse abitative, con l’utilizzo delle banche dati sia delle utenze (luce, gas, acqua) che dei dati catastali e/o delle concessioni edilizie (in particolare le convenzionate) per la verifica delle proprietà.
5. contrastare il vuoto abitativo a livello del patrimonio pubblico, delle case popolari, dell’edilizia convenzionata, nonché del mercato privato, anche attivando strumenti di esproprio.
6. limitare le piattaforme di housing (AirBnb, booking, home away, affitti brevi) con licenze che definiscano un limite massimo di case affittate per condominio e quartiere (come in Portogallo7 e a Firenze8), oppure limitino l’affitto solo a una camera in condivisione (New York)9;
7. incentivare con adeguato sostegno economico i soggetti disponibili a locare a nuclei in condizioni di disagio socio-economico (attestazione ISEE nei limiti stabiliti);

8. mettere in atto strumenti di controllo e calmierazione degli affitti;

9. potenziare e pubblicizzare maggiormente i sistemi di garanzia pubblici come per esempio Lo. Ca. Re;
10. promuovere partnership pubblico-privato con assicurazioni che, a fronte di garanzia di incentivi economici, tutelino maggiormente i proprietari per morosità e danni;
11. fare un accompagnamento sociale del conduttore (es. regole del condominio, gestione finanziaria dell’abitare), ma anche del locatore (contratti di locazione). L’accompagnamento deve essere rivolto sia agli stranieri che agli italiani; 12. trovare, unitamente al mondo del Terzo Settore, nuove modalità per dare risposte utili al bisogno abitativo, in particolar modo in riferimento alle cosiddette “fasce grigie”, utilizzando metodologie di autorecupero e/o autocostruzione;
13. prevedere, nell’ambito degli interventi edilizi “convenzionati”, quote di alloggi disponibili da assegnare a nuclei aventi requisiti d’accesso all’ERPS (case popolari e emergenza abitativa);
14. attivare meccanismo di sostegno socio-economico alle fasce più deboli (es. politiche attive del lavoro, sussidi sociali, facilitazione di accesso ai servizi, etc.) al fine di rendere effettivo il diritto all’abitare;
15. revocare i bandi di alienazione degli immobili pubblici in corso e bloccare quelli previsti in futuro;
16. interloquire con la prefettura per modificare le attuali direttive e non revocare l’accoglienza ai richiedenti asilo e detentori di protezione internazionale che superano le soglie di reddito definite dall’importo dell’assegno sociale, prevedendo una maggiore flessibilità e proporzionalità rispetto alle specifiche situazioni, nonché dando un maggiore preavviso di revoca dell’accoglienza di almeno due mesi;
17. fare pressione perché la Regione dia attuazione alla legge che obbliga ad installare i contatori dell’acqua in ogni abitazione. Il problema delle enormi e sproporzionate spese dell’acqua è spesso causa di sfratti;
18. costruire uno spazio di confronto non ideologico sulle occupazioni abitative di spazi abbandonati per stato di necessità, valutando i costi e benefici delle soluzioni attuate in situazioni passate, al fine di identificare le modalità di gestione più appropriata di tali fenomeni.
Torino, 13 Dicembre 2023

Promotori

Promotori
1. Associazione Frantz Fanon
2. Associazione Arteria
3. Associazione Almaterra
4. Circolo Arci Magazzino sul Po’
5. Volere la Luna
Firmatari all’interno della rete
6. Acmos
7. Algoritmo Associates
8. Altrimodi
9. Arcigay Torino
10. Articolo 10
11. ASGI
12. Associazione Casematte
13. Associazione Multietnica dei Mediatori Interculturali (A.M.M.I.) – ETS
14. Associazione Paìs
15. Associazione Speranza
16. Associazione Tampep ETS
17. Circolo Maurice GLBTQ
18. FLaica CUB

19. Fondazione ERI ETS
20. GrIS Piemonte
21. Psicologi nel Mondo-Torino Odv
22. Refugees Welcome

Altri firmatari
23. Arci Torino APS
24. ASAI
25. ASD Balon Mundial Onlus
26. Associazione Angolana
27. Associazione API Onlus
28. Associazione Culturale Zhi Song APS
29. Associazione culturale Eufemia A.P.S
30. Associazione dei senegalesi a Torino (AST)
31. Associazione di Promozione Sociale Si Può Fare
32. Associazione Gambiana Torino
33. Associazione Islamica delle Alpi APS
34. Associazione Mosaico-Azioni per i Rifugiati
35. Associazione Piazza del Lavoro di Torino
36. Carovane Migrante
37. Centro Psicoanalitico di Trattamento dei Malesseri
Contemporanei-Onlus
38. Centro Studi Sereno Regis
39. Cicsene
40. Collettivo Prendocasa Torino
41. Comunet – Officine Corsare
42. Cooperativa Nanà
43. Cooperativa Sociale Atypica
44. Cooperativa Sociale Senza Frontiere
45. Diskolé APS
46. Donne Africa Subsahariana e II Generazione
47. Eco dalle Città
48. Educadora Onlus
49. Fondazione di Comunità Porta Palazzo – Ente filantropico ETS
50. Fondazione Difesa Fanciulli Onlus
51. Fondazione Gruppo Abele Onlus
52. Ideadonna Onlus
53. La Poderosa A.P.S.
54. MAIS ong
55. Renken Onlus
56. Ricette d’Africa APS
57. Soomaaliya – Torino
58. Spazio Popolare Neruda
59. Taksim APS
60. Terra e Pace APS
61. World Friends