Articoli categoria: Cultura

Niente da dimenticare di Guido Viale

Il libro ricostruisce la storia di Lotta Continua dalla sua nascita nel 1969 allo scioglimento del 1976 e affronta in diversi e dettagliati capitoli tutta la storia del cosiddetto processo Calabresi che vide inquisiti e condannati Adriano Sofri, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani.
Niente da dimenticare esce in libreria in contemporanea con la messa in onda su Rai Tre, Venerdì 13 gennaio alle ore 21.20, del film-documentario di Tony Saccucci, Lotta Continua.
dove la storia dell’organizzazione viene ripercorsa attraverso diverse immagini d’archivio e le parole tra gli altri di Erri De Luca, Gad Lerner, Donatella Barazzetti e Vicky Franzinetti ospiti delle prime presentazioni del libro organizzate a Torino, Milano e Roma.
Niente da dimenticare sarà presentato Venerdì 13 gennaio alle 18,30 a Torino presso il Polo del ‘900. Insieme all’autore interverranno: Vicky Franzinetti, Marco Revelli e Licio Rossi.
A seguire il libro sarà presentato a Milano venerdì 20 gennaio al Teatro Franco Parenti dall’autore insieme a Gad Lerner domenica 29 gennaio a Roma a  Casetta Rossa Spa, dall’autore insieme a Donatella Barazzetti,  Tano D’Amico e Erri De Luca
Altre presentazioni a febbraio sono già previste a Bologna, Modena, Pergola e Rimini. Tutte le presentazioni saranno ad ingresso libero.
Il libro si divide in due parti.
Le origini di Lotta Continua: “Quello che ha formato e tenuto insieme Lotta continua, e che ancora adesso irrita o intriga amici e nemici a distanza di decenni, sono state l’amicizia e la fiducia reciproca tra persone dall’origine e dal destino più diverso. Un’amicizia e una fiducia formatesi e confermate in un’esperienza comune di qualcosa di raro e straordinario: la conquista di una propria autonomia, sia individuale che collettiva; la costruzione di una propria dignità umana attraverso l’azione e l’assunzione, senza deleghe, delle proprie responsabilità; l’esperienza della scoperta di una socialità libera, al di fuori degli schemi ufficiali, sia del governo che dell’opposizione, sia della cultura accademica che di quella della sinistra ufficiale, sia della gerarchia di fabbrica che di quella sindacale, sia del potere istituzionale che della tradizione del movimento operaio.”
La vendetta: “Trent’anni dopo la strage di Piazza Fontana, del 12 dicembre 1969, gli anni di galera che non erano riusciti a infliggere a Pietro Valpreda li avrebbero fatti pagare ad Adriano Sofri: per aver contribuito, con Lotta Continua, a smascherare il cuore del progetto della “strategia della tensione”. Il difensore di Marino aveva spiegato il senso della sua lunga battaglia giudiziaria, durata dodici anni, per far condannare Sofri, Pietrostefani e Bompressi: per lui il Sessantotto doveva essere rappresentato in giudizio da un collettivo – il famoso Esecutivo di Lotta Continua – mentre Sofri, il cui ruolo di mandante sarebbe stato probabilmente frutto di un equivoco, era stato condannato, perché, invece di sostenere che “il mandante del delitto Calabresi è un mandante collettivo, e non Adriano Sofri, aveva voluto difendere la generazione del ‘68”. Possiamo riconoscere in questa dichiarazione una vera e propria confessione del fatto che tutto il processo è stato attraversato da un insano spirito di vendetta nei confronti della generazione del ‘68 e di Lotta continua in particolare.”
In copertina è riprodotta una prima pagina del quotidiano Lotta Continua del giugno 1975 con le fotografie di Tano D’Amico.
Il libro è in prevendita e in vendita in tutte le librerie on-line e off-line e nel book shop dedicato dell’editore: https://interno4edizioni.bigcartel.com/

“Verde clandestino” Il verde spontaneo in città. Mostra fotografica di Fabio Balocco

Fabio Balocco, nato a Savona, risiede in Val di Susa. Avvocato (in quiescenza), ma la sua passione è, da sempre, la difesa dell’ambiente, in particolare montano. Ha collaborato, tra l’altro, con “La Rivista della Montagna”, “Alp”, “Meridiani Montagne”, “Montagnard”. Ha scritto con altri autori: “Piste o peste”; “Disastro autostrada”; “Torino. Oltre le apparenze”; “Verde clandestino”; “Loro e noi. Storie di umani e altri animali”; “Il mare privato”. Come unico autore: “Regole minime per sopravvivere”; “Poveri. Voci dell’indigenza. L’esempio di Torino”; “Lontano da Farinetti. Storie di Langhe e dintorni”; “Per gioco. Voci e numeri del gioco d’azzardo”. Collabora dal 2011, in qualità di blogger in campo ambientale e sociale, con Il Fatto Quotidiano.

Qui disponibile il video della presentazione del libro “Franco Antonicelli. L’inquietudine della libertà” di Monica Quirico.

 

La musica live a Torino Sabato 22 ottobre 2022, ore 17

Città di Torino-Archivio storico-Incontri in Archivio

La musica live a Torino

Sabato 22 ottobre 2022, ore 17

via Barbaroux, 32
ingresso libero a invito tel. 011-01131811
archivio.storico@comune.torino.it
www.comune.torino.it/archiviostorico

 

Modalità di partecipazione

Per assistere all’incontro occorre confermare la propria presenza telefonando al numero 011.011.31811 (da lunedì a venerdì, dalle 8,30 alle 16) oppure scrivendo a:archivio.storico.info@comune.torino.it

indicando nome, cognome, numero partecipanti, recapito mail o telefonico. Ingresso libero fino a esaurimento dei  posti disponibili

Nell’occasione apertura straordinaria della mostra Una città per cantare

Un secolo di concerti a Torino Dalle ore 14,00 alle 19,00 (ingresso libero senza prenotazione) Luciano Casadei ha portato la grande musica a Torino; a lui si deve l’organizzazione dei mega eventi degli anni Settanta e Ottanta allo Stadio Comunale ormai passati alla storia: Banana Republic (Dalla-De Gregori, 1979), Bob Marley (1980), Dire Straits (1981), i Rolling Stones(1982)… oltre ai concerti tenuti al Palasport e in altre sedi da Joe Cocker, Roberto Vecchioni, Pino Daniele, Franco Battiato, Gianna Nannini, i Police… Con il supporto delle fotografie di Dario Lanzardo ripercorreremo quell’irripetibile epopea musicale.

Se Casadei rappresenta la situazione complessiva del rock torinese degli anni Ottanta, a concludere l’incontro sarà Eric Bonora, un
esempio della base giovanile, spontanea e punk, che produce musica e concerti paralleli. Studente del liceo artistico Renato Cottino di Torino, è il frontman dei Petubo, la sua prima formazione, cui fanno seguito le esperienze con i Grubbys e i Chain’s Kids. Nei concerti del 1978 alla Pellerina e del 1980 al Teatro Nuovo, il brano di punta del gruppo è Fiat Lager, canzone di protesta dai toni aspri, irriverenti e a tratti scurrili, la cui lettura offre oggi uno spaccato del clima sociale, dei movimenti e della contestazio ne giovanile di quegli anni.

Il turbolento concerto al Teatro Nuovo dei

La musica live a Torino

Incontro con Luciano Casadei e Eric Bonora

Una città per cantare
Un secolo di concerti a TorinoIl titolo della mostra, preso a prestito dall’omonima canzone scritta da Lucio Dalla per Ron, è emblematico: Torino è la patria italiana del jazz, da Torino partivano o si concludevano le grandi tournée delle star del rock, del pop e dei grandi cantautori, qui sono nati artisti che hanno dato lustro alla musica italiana nel mondo. Nel 1979 (come scrive lo stesso Ron nella prefazione del catalogo pubblicato a corredo della mostra) lo Stadio Comunale ha ospitato, nel mezzo degli anni di piombo, il primo mega evento musicale italiano: la tappa del tour Banana Republic, da cui la musica dal vivo è ripartita dopo gli anni bui segnati dalle molotov lanciate sui palchi degli artisti-

La musica è una delle principali forme d’arte, il suo ascolto ci appassiona, ma non è solo suono:
gli spettacoli la rendono viva, così come le fotografie artistiche di Dario Lanzardo, in gran parte inedite, che con la loro poesia donano ulte-
riori emozioni.

Dai primi del Novecento a oggi, la ricca antologia (circa quattrocento immagini, articoli, manifesti, locandine e documenti) testimonia l’evol-
versi della società attraverso la lente d’ingrandimento dei concerti che hanno avuto luogo nella nostra città.

PRESENTAZ ROCK 22_ott_2022 [19454]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un estremo atto d’amore. Al cinema teatro Maffei in via Principe Tommaso 5 Torino

di Viso Collettivo e Compagnia GenoveseBeltramo
con Riccardo Salvini, Luca Morino e Federico Pianciola
regia di Viren Beltramo
Opera teatrale tratta dal testo autobiografico di Claudio Foschini
In nome del popolo italiano. Storia di una malavita.

Nato a Roma il 30/7/1949 tra le baracche del Rione Mandrione, Claudio Foschini trascorre la sua infanzia nella miseria, nonostante il clima di solidarietà all’interno della famiglia e della comunità di borgata. Poi il collegio, gli amici, il primo amore, ma anche i reati. Claudio cresce soffocato dalla frustrazione per la sua condizione sociale, una spirale vertiginosa fatta di furti, rapine, arresti e condanne, cocaina ed eroina. Mentre sconta l’ennesima detenzione in carcere, partecipa alla messa in scena dell’Antigone di Sofocle: questa esperienza, vissuta in modo quasi catartico, lo segna profondamente.

L’incontro con le sue memorie è avvenuto nel 2020, in occasione del Premio Lucia  (indetto da Radio Papesse in collaborazione con Fondazione Archivio Diaristico Nazionale Pieve Santo Stefano nel contesto del Festival Lucia, festival radiofonico). Il testo ha toccato profondamente gli autori, facendo nascere il desiderio di diffonderlo, raccontarlo e quindi averne cura, inizialmente attraverso un radiodramma diffuso da Radio Papesse che successivamente è diventato la base dell’opera teatrale. Dalle vicende e dalle riflessioni narrate, sebbene spesso di carattere intimo e personale, emerge una forte denuncia delle iniquità sociali e dei soprusi del sistema giudiziario e carcerario. L’ineluttabilità della (mala) sorte per i “miserabili” riecheggia costantemente come una sorta di leitmotiv.

Il titolo dello spettacolo è una citazione del testo riferita all’esperienza di recitazione teatrale che Claudio compie all’interno di un programma di riabilitazione durante uno dei periodi di detenzione in carcere, un’esperienza che gli ha cambiato la vita. Ma per l’autrice e gli autori “l’estremo atto d’amore” rappresenta anche il gesto che ha compiuto lo stesso Claudio nel trascrivere le sue memorie, nel tramandare ai posteri le sue esperienze, tanto personali e intime quanto collettive e politiche. La trasposizione teatrale nasce dalla necessità di Viren Beltramo e di Viso Collettivo di tramandare la sua storia per permettere ad essi stessi, oltre che al pubblico, di poter compiere un altro piccolo ed “estremo atto d’amore”, nella convinzione che sono «le storie con la “s” minuscola, che possono raccontare la Storia con la “S” maiuscola» (parafrasando Saverio Tutino, il fondatore dell’Archivio Diaristico Pieve Santo Stefano dove è stato depositato il diario di Foschini).

Lo sviluppo dello spettacolo

In seguito alla messa in onda del radiodramma, nell’ottobre 2021, Viso Collettivo (Luca Morino, Federico Pianciola e Riccardo Salvini) partecipa ad una residenza artistica presso il Teatro del Lavoro di Pinerolo, dove viene allestito un primo studio dello spettacolo. Ai testi tratti da In nome del popolo italiano viene contrapposta una scelta dei cori dell’Antigone di Sofocle, opera che era stata rappresentata dallo stesso Foschini in carcere. L’operazione di cut-up testuale è volta non tanto a sublimare il personaggio Foschini in eroe tragico, quanto ad accoglierlo all’interno di una scena immersiva e virtuale, “fatta di prigioni reali e prigioni interne, che sono le peggiori”. Al linguaggio franco, lucido e sagace di Foschini viene quindi contrapposto il tono aulico di un coro, ritratto di tutti noi spettatori di storie fuori dal tempo – e giudici ultimi, oggi come allora.

Successivamente, nel gennaio 2022, Viren Beltramo (attrice e regista) entra a far parte del progetto. Si apre quindi una nuova fase di produzione, che si concentra sulla revisione del testo e della drammaturgia, sulla riconfigurazione dello spazio scenico – con l’intento di esaltare maggiormente la dimensione intima, immersiva e sonora del progetto – e sulla riscrittura della regia dello spettacolo. Grazie al background fortemente audiofilo e musicale di Viso Collettivo, la dimensione sonora ricopre un ruolo principale all’interno del progetto. Le musiche e il sound design diffusi in esafonia sono indirizzati a ricreare una vera e propria scenografia sonora a 360°, che non si limiti alla sola evocazione musicale o al semplice foley/effetto sonoro, ma che sostenga le fondamenta della narrazione e sappia costruire intorno al pubblico e alla trama un’architettura-gabbia virtuale, cangiante e avvolgente.

dal 6 al 9 ottobre ore 21.30

ingresso 10 € riservato ai soci ARCI (la tessera è possibile farla direttamente in cassa la sera dello spettacolo)

https://www.cinemaffei.it/eventi/un-estremo-atto-damore/

Incontro tra arte, politica e ironia pensosa con Altan, Gianluca Costantini e Lisa Parola

venerdì 23 settembre ore 11,00 Inaugurazione della mostra Incontro tra arte, politica e ironia pensosa con Altan, Gianluca Costantini (disegnatore), Lisa Parola (storica), Livio Pepino (Volerelaluna), Pietro Perotti (scultore).

Un dialogo a più voci che intende riflettere e confrontarsi su un possibile ruolo dell’ironia e dell’arte all’interno delle politiche attuali. Un confronto per rovesciare lo sguardo e provare a immaginare anche una politica della leggerezza e della felicità che attraverso l’arte e il disegno apra nuovi spazi e nuovi percorsi.

https://www.facebook.com/photo/?fbid=634428411574768&set=a.587325036285106

MOSTRA IL MONDO DI ALTAN DAL 23 SETTEMBRE 2022 AL 27 NOVEMBRE

 

da venerdì 23 settembre 2022 a domenica 27 novembre 2022

 presso Volerelaluna, Via Trivero 16, Torino

accesso libero

 

 

LA sede di Volere la Luna, in via Trivero 16, diventerà IL MONDO DI ALTAN. Non solo una mostra, pur unica nel suo genere, ma molto di più: installazioni, percorsi nell’immaginario, dibattiti, laboratori a disposizione del quartiere e della città.

Altan non ha bisogno di presentazioni. È senza dubbio il più famoso, originale e versatile disegnatore italiano del nostro tempo. Quale bambino o bambina non si è identificato nella Pimpa, la curiosa cagnetta a pois che, forte della propria trascinante voglia di conoscenza, sorride di fronte alle meraviglie dell’universo? E quale adulto non conosce Cipputi, l’operaio intellettuale che sa dire, con una lucidità impressionante, quello che noi pensiamo, sempre un passo avanti a noi? Irriverente, corrosivo, maestro d’ironia Altan sa raccontare a tutti e a tutte l’Italia passata e presente. La sua peculiarità, propria solo dei grandi artisti, è di saper parlare allo stesso modo e con la stessa immediatezza agli adulti e ai bambini.

Volere la luna ha già proposto, sia pure in piccola parte, i lavori di Altan: lo scorso anno, sempre nella sede di via Trivero, nella mostra MONDO BABONZO, bosco di creature immaginarie

Quest’anno è un anno particolare. Altan compie 80 anni! E così abbiamo pensato di organizzare una sorta di festa per lui, per tutti i suoi ammiratori, grandi e piccoli, e per chi ancora non lo conosce. Per due mesi la nostra sede affacciata sulla Pellerina sarà il mondo di Altan e, in questo contesto, uno spazio di aggregazione, di confronto e di cultura.

A guidarci in questo magico mondo sarà Pietro Perotti, maestro della gomma piuma, scultore e scenografo conosciutissimo a Torino e nel quartiere dove da anni anima laboratori per creativi di ogni età, da sempre amico e collaboratore di Altan.

La mostra si articolerà all’interno e all’esterno degli edifici della sede di via Trivero e sarà un evento installazione, un percorso di rivisitazione dei personaggi più famosi di Altan realizzati in grandi sagome di gomma piuma, di legno e di cartone. Una sezione valorizzerà le sue storie a fumetti, per apprezzare il suo segno pulito e originale. E saranno presenti le sue famose vignette con battute fulminanti e alcune delle tante illustrazioni fatte nel corso di questi anni. Il tutto con la presenza, all’inaugurazione, di Altan che dialogherà con il quartiere e, assecondando la sua passione, lavorerà e disegnerà con i bambini.

Dopo la grande mostra al MAXXI, Museo Nazionale delle Arti del ventunesimo secolo di Roma nel 2020, questa è la prima Mostra a Torino con le opere e la presenza di Altan.

Il percorso della mostra prevede molti spazi dedicati a bambine e bambin per percorrere storie divertenti piene di piacevoli sorprese. Un mondo ideale in cui i visitatori saranno accompagnati prima dallo stesso Altan e, poi, da Pietro Perotti.

 

 

venerdì 23 settembre alle ore 11,00 è prevista l’Inaugurazione della mostra, subito dopo ci sarà il primo appuntamento

Incontro tra arte, politica e ironia pensosa

con Altan, Gianluca Costantini (disegnatore), Lisa Parola (storica dell’arte)

 

Un dialogo a più voci che intende riflettere e confrontarsi su un possibile ruolo dell’ironia e dell’arte all’interno delle politiche attuali. Un confronto per rovesciare lo sguardo e provare a immaginare anche una politica della leggerezza e della felicità che attraverso l’arte e il disegno apra nuovi spazi e nuovi percorsi.

 

Gli altri appuntamenti con Altan all’interno della Festa di Volere la Luna saranno:

venerdì 23 settembre

alle ore 16.30

Altan incontra i piccoli amici della Pimpa e di Kamillo Kromo e disegnerà con loro

alle ore 18.00

Cipputi e non solo con Altan e Gad Lerner intervistati da  Elena Ciccarello

alle  ore 19.15

Cipputi incontra i suoi compagni ex Fiat in carne e ossa con Altan,Pietro Perotti e molti altri

domenica 25 settembre alle ore ore 21.30 sarà proiettato il

film Cipputi Gino di Tatti Sanguineti (2006) a cura di Associazione Museo Nazionale del Cinema con l’introduzione di Vittorio Sclaverani

L’iniziativa, curata da VOLERELALUNA in collaborazione con l’Associazione Museo Nazionale del Cinema e con il patrocinio della Città di Torino, ha l’obiettivo di far conoscere ai visitatori Altan e i valori espressi nelle sue opere: la tolleranza (filtrata dall’ironia), il rispetto per la natura, l’interesse e all’empatia per le diversità

La mostra, ad accesso libero e gratuito, sarà aperta dal giovedì a venerdì dalle 15,00 alle 18,00, o su appuntamento negli altri giorni nei mesi di settembre-ottobre-novembre. durante gli altri giorni è preferibile la prenotazione presso i seguenti contatti: tel.  371 444 22 75 – email  info@volerelaluna.ithttps://viatrivero.volerelaluna.it/

 

Altan (Francesco Tullio Altan)

È nato a Treviso nel 1942. Ha lavorato come scenografo e sceneggiatore per il cinema. Si è trasferito nel 1970 a Rio de Janeiro, dove ha creato per un quotidiano locale il suo primo fumetto per bambini. Nel 1974 ha iniziato a collaborare come cartoonist per i giornali italiani. Tornato in patria nel 1975, si è stabilito prima a Milano e poi ad Aquileia dove tuttora vive. Da piccolo sognava di progettare navi. A Rio de Janeiro ha cominciato a disegnare le prime figure per sua figlia Kika. Quando lei gli ha chiesto un cane, lui le ha regalato la Pimpa. Ad Altan piace molto disegnare con i bambini della sua Aquileia, perché non si lasciano distrarre dai giudizi degli adulti.

Tra le sue creazioni più note la cagnetta Pimpa, l’operaio Cipputi e i fumetti “adulti” per Linus. Famose anche le vignette di satira politica diffuse da Panorama, l’Unità, Cuore e L’Espresso e Repubblica.
La sua produzione è stata raccolta in volumi da diversi editori (Bompiani, Rizzoli junior, Mondadori ragazzi, Milano Libri etc.).

 

Pietro Perotti

Operaio alla Fiat Mirafiori dal 1969 al 1985, ha partecipato a tutte le lotte operaie occupandosi da subito di comunicazione all’interno della fabbrica, realizzando adesivi, giornali murali, scritte e disegni nei bagni, pupazzi di cartapesta, poi gommapiuma, che hanno fatto diventare i cortei “teatro di strada”. Con la sua cinepresa super8 ha ripreso situazioni e lotte operaie a Mirafiori dal 1974 a oggi. Collabora tra gli altri con artisti e scrittori importanti come Stefano Benni, Altan e Piero Gilardi, fondatore del PAV di Torino.

 

Gianluca Costantini è un artista e attivista che da anni combatte le sue battaglie attraverso il disegno. Per il suo impegno in favore delle libertà e dei diritti gli è impedito, dal governo di Erdogan, di entrare in Turchia. Collabora con ActionAid, Amnesty, ARCI ed Emergency. Ha partecipato ai principali festival sui diritti umani, tra cui l’HRW di Londra e New York e il FIFDH di Ginevra. Dal 2016 al 2019 ha accompagnato con i disegni le attività del Democracy in Europe Movement 2025, il movimento fondato da Yanis Varoufakis, e collabora online con l’artista Ai Weiwei. Nel 2019 ha ricevuto il premio “Arte e diritti umani” di Amnesty International. È considerato fra i massimi esponenti italiani del graphic journalism. Tra le sue opere, Julian Assange. Dall’etica hacker a Wikileaks, Pertini fra le nuvole, Fedele alla linea, Libia e, da ultimo, Patrick Zaki. Una storia egiziana.

 

Lisa Parola, storica dell’arte, ha curato progetti di arte pubblica, mostre, campagne fotografiche, workshop e conferenze promuovendo la relazione tra arte, territorio e cittadinanza. È socia fondatrice di a.titolo: un’organizzazione non profit attiva dal 1997 con lo scopo di indagare e sperimentare le potenzialità dell’arte contemporanea nell’ambito della sfera pubblica e sociale. È stata tra i consulenti culturali per la candidatura di Matera Capitale della Cultura 2019. Negli anni ha inoltre collaborato con istituzioni quali la Fondazione Sardi per l’Arte, la Fondazione Merz e l’Università di Torino. Per Einaudi ha pubblicato Giú i monumenti? Una questione aperta (2022).

 

Volere la Luna è nata nella primavera del 2018, ha una dimensione nazionale e un particolare radicamento a Torino. Dal 3 giugno 2018 ha attivato il sito www.volerelaluna.it, dedicato all’analisi critica della realtà culturale e politica. A livello torinese le sue attività si svolgono prevalentemente nella sede di via Trivero 16, dove sono in funzione sportelli di consulenza gratuita in ambito legale, sanitario e sulla questione casa, gestiti con la collaborazione di avvocati, medici ed altri esperti. Via Trivero è, inoltre, sede di dibattiti, cineproiezioni e mostre artistiche oltre che di una ricca biblioteca.

 

CINERITIDOPLASTICA, IL BOTOX DEL MATERIALE AUDIOVISIVO

Nell’ambito della nona edizione di Lavori in Corto – gli occhiali di Gandhi, l’Associazione Museo Nazionale del Cinema promuove il workshop Cineritidoplastica, il Botox del materiale audiovisivo condotto dal regista Emanuele Policante. L’appuntamento è in programma martedì 12 luglio dalle ore 14,30 alle 18,30 presso il Centro Interculturale della Città di Torino (C.so Taranto 160, Torino); la partecipazione è gratuita, ma è richiesta l’iscrizione tramite mail a lavorincorto@gmail.com

Il laboratorio si inserisce nell’ambito del progetto più ampio Barriera a Cielo Aperto 2022.

Oggi con la tecnologia a nostra disposizione possiamo manipolare un’immagine in tantissimi modi. L’intelligenza artificiale sta facendo passi da gigante in questa direzione. Ma come tutti gli strumenti anche questo non è né buono né cattivo. L’uso che se ne può fare invece è molto differente. La manipolazione può essere fatta su vecchi filmati come su spezzoni di video appena trasmessi via tv o web. I risultati sono stupefacenti e inquietanti in eguale misura.

Per natura siamo dei manipolatori – esordisce il regista – I nostri predecessori su questo pianeta hanno fatto tutto quello che potevano per assicurarsi un pasto al giorno facendo meno fatica possibile. La soluzione è stata quella di modificare tutto quello che li circondava: le pietre, il legno, il paesaggio, gli animali, le piante da frutto e le piante in generale, i corsi d’acqua, le sorgenti, le foci, gli estuari, le paludi, i laghi, ecc. A mano a mano che le nostre capacità di manipolazione aumentavano, aumentava naturalmente anche l’impatto che avevamo sull’ecosistema. Ma ci siamo chiamati talmente fuori che abbiamo smesso di pensarci e immaginarci parte dell’ecosistema stesso. E ora eccoci qua. La storia della manipolazione è la nostra storia, di come modifichiamo il nostro mondo esterno e la percezione di esso a seconda dei nostri bisogni, spesso senza pensare troppo alle conseguenze sul breve e lungo periodo, sull’origine di quello che modifichiamo e sull’impatto che produce e produrrà. Proveremo – conclude Policante – attraverso film, documentari, archivi e altro materiale audiovisivo, a capire come unire i puntini e farci un’idea più precisa.

Emanuele Policante, regista e sceneggiatore è nato a Biella nel 1978. Laureato in Lettere all’Università di Torino, inizia a lavorare nel campo dell’audiovisivo, realizzando le videoscenografie per gli spettacoli Biblioetica di Luca Ronconi e Bookstock di Gabriele Vacis. Successivamente gira alcuni cortometraggi che sono stati presentati in numerosi festival nazionali e internazionali. A giugno del 2014 esce nelle sale Rifiutati dalla sorte e dagli uomini un documentario, diretto insieme a Vieri Brini, sul gioco d’azzardo patologico, che ha esordito al cinema Massino di Torino ed è stato in programmazione nei cinema italiani per un anno e mezzo. Dalla fine dal 2015 a oggi è impegnato nella preparazione dei lungometraggi di finzione AL PIì HASHEM – una confessione (titolo provvisorio) e Somma e Sottrazione. Gli ultimi lavori per il teatro sono la drammaturgia per la performance D.A.K.I.N.I. una Co-produzione del Nordisk Teaterlaboratorium (NTL) esordita a Holstebro (Dk) a febbraio 2019 e sviluppata tra il 2018 e il 2019 in diverse residenze artistiche e la drammaturgia per D.A.K.I.N.I suit(e) (2020) e la videoperformance Digital Sabbath (2021/22) con il collettivo Ajariot in fase di studio.

Filmografia parziale

Digital Sabbath – videoperformance (in lavorazione) (2021/2)
Angry – videoclip (2019)
Incontro – short-film 2’ VR (2017)
Rifiutati dalla sorte e dagli uomini – doc, 70′ (2014)
Irresponsabile – videoclip 3’ (2013)
Sguardi Altrove – short-film, 24′ (2010)
E l’amore vero male – short-film, 12′ (2009)
Nostalgico Avvenire – short-film, 14′ (2008)
Mantra d’attesa – short-film, 7′ (2007)
Eppure erano pochi minuti fa – doc, 30’ (2006)