Articoli categoria: Cultura

VISAGES, VILLAGES: ALLE GALLERIE D’ITALIA IL FILM DI AGNÈS VARDA E JR

Mercoledì 22 febbraio, alle 18.30, la proiezione gratuita del documentario in occasione della mostra JR. DÉPLACÉ·E·S

Dopo l’appuntamento inaugurale del 2023, dedicato alla figura di Lisetta Carmi, l’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) prosegue la propria collaborazione con le Gallerie d’Italia di Torino, proiettando in occasione della mostra JR. DÉPLACÉ·E·S il documentario Visages, Villages, girato nel 2017 da Agnès Varda e JR. L’appuntamento è in programma mercoledì 22 febbraio alle 18.30 presso la sala immersiva di Piazza San Carlo 156 e, tramite prenotazione gratuita a torino@gallerieditalia.com, permetterà anche la visita successiva alla prima personale italiana dedicata all’artista francese JR. Il film sarà introdotto da Edoardo Peretti e Marco Mastino dell’AMNC.

Candidato nel 2018 all’Oscar per il miglior documentario, Visages, Villages è l’ironico e poetico racconto di un viaggio nella Francia rurale compiuto dalla grande regista Agnès Varda assieme a JR per narrare il quotidiano. I due protagonisti, appartenenti a due mondi e a due generazioni completamente differenti, partono dal nord di Parigi per arrivare al porto di Le Havre, conoscendo persone e arricchendo ogni località visitata con un’installazione che raffiguri la semplice grandezza dei suoi abitanti. Riflessione sulla società che cambia, omaggio a chi resiste fuori dai grandi centri urbani, Visages, Villages è un’opera rara e unica girata con incredibile freschezza e onestà.

Il film diventa, inoltre, il perfetto riassunto dei due protagonisti: da un lato JR, poliedrico artista francese da sempre attento alla rappresentazione delle fragilità sociali – come si potrà scoprire nella grande mostra curata per le Gallerie d’Italia di Torino da Antonio Galansino e co-organizzata dalla Fondazione Compagnia di San Paolo -; dall’altra Agnès Varda, regista e fotografa di origine belga scomparsa nel 2019 a 90 anni, che, per tutta la propria carriera, ha realizzato un cinema intimo e personale in cui è al centro ci sono le persone. Vincitrice del Leone d’Oro nel 1985 per Senza tetto né legge, personaggio da sempre fuori e dentro il sistema cinema, Agnès Varda ha saputo attraversare il secondo Novecento e i primi anni Duemila, con uno sguardo libero e anticipatore dei tempi. Outsider della Nouvelle Vague – “movimento” che non ha mai davvero amato -, eccentrica osservatrice dei cambiamenti della società, Varda ha saputo raccontare le lotte delle Pantere Nere e le proteste delle donne, passando, tra gli altri, per i potenti ritratti di Jane Birkin e Jacques Demy, suo compagno di vita.

Per l’AMNC, che proprio nel 2023 festeggerà il suo 70° anniversario, la proiezione del 22 febbraio diventa in qualche modo il simbolo delle sue due anime: l’attenzione alla memoria storica, attraverso omaggi e rassegne in differenti luoghi di cinema; il desiderio di dare voce al quotidiano e al reale attraverso i più recenti progetti come Lavori in corto, Liberazioni e cinemAutismo.

MARIO LUIGI TOZZI in via Trivero 16

Ho conosciuto Mario Luigi Tozzi (Lucera 1947-Torino 2014) nel 1969 all’Accademia Albertina di Torino, eravamo entrambi allievi del primo anno alla scuola di pittura del professor Piero Martina e da allora abbiamo spesso condiviso il percorso artistico e quello di vita, anche in compagnia dell’amico fotografo Tommaso Mattina.

Dal 1975 al 1980 siamo stati soci fondatori e artisti dello storico Studio 16/e che inaugurò a Torino mostre di artisti d’avanguardia dell’est Europa, allora poco noti, come Natalia LL, Radomir Damnjan, Endre Tot e Rasa Todosijevic (per citarne solo alcuni).

Nel corso della nostra avventura artistica abbiamo attraversato entrambi varie fasi di ricerca. Mario Luigi Tozzi ha iniziato con un lavoro concettuale basato sul ricordo e sulla memoria, recuperando vecchie lettere e fotografie ed esaltandone e consacrandone il loro potere evocativo.

Dopo varie esperienze legata alla scultura, realizzata con materiali diversi, negli anni Novanta del Novecento, ritorna alla pittura.

Mario Luigi Tozzi amava scrivere ma il suo rapporto con la scrittura, seppure molto fervido e poetico, era intimo e riservato e sarebbe auspicabile in un prossimo futuro condividerlo pubblicamente.

Siamo stati colleghi nell’insegnamento di Discipline Pittoriche nei vari licei del Piemonte e poi a Torino fino al nostro pensionamento, ma soprattutto grandi amici.

Le opere esposte in questa mostra fanno parte della serie di “Sconosciuti” che hanno caratterizzato la sua ricerca negli ultimi decenni.

Solo qualche volta le sue figure di “Sconosciuti” hanno una connotazione di genere, spesso sono indefiniti, come a voler rappresentare l’essere umano come tale, in tutta la sua essenza e la sua completezza di maschile e femminile, fusi insieme.

Una delle costanti che ricorrono nelle sue opere sono gli sfondi, il cielo, sempre presente e mutevole, con le diverse tonalità dell’alba e del tramonto e il contesto naturale.

Gli “Sconosciuti” sono quasi sempre inseriti in un paesaggio, un vento benevolo muove le loro capigliature e sono in piacevole contatto con la natura. Spesso sono accompagnati dalla presenza di uno o più animali che sembrano vivere in simbiosi con l’umano ed osservare con lo stesso sguardo lo spettatore, infondendo un senso di pacatezza e appagamento, solo raramente velato di malinconia. A volte appaiono anche oggetti e strumenti musicali, tanto cari a Mario perché anch’essi compagni di vita.

Il suo mondo pittorico non è altro che ciò che Mario Luigi Tozzi auspicava per sé e per gli altri, una condizione ideale di convivenza simbiotica del genere umano con la natura e il mondo animale, una visione ideale di fratellanza assoluta e di complicità, forte e palpabile, che sta a noi non spezzare ma vivere come una condizione naturale.

Sconosciuti, a volte sereni e a volte con un senso solo apparente di smarrimento che si interrogano e ci interrogano sul nostro paradiso perduto.

Santo Leonardo

L’iniziativa è curata dall’Associazione Volerelaluna, nata nel 2018, la cui struttura si articola sia a livello nazionale che a livello cittadino.

Dal giugno 2018 è attivo il sito www.volerelaluna.it, dedicato all’analisi culturale e politica per un approccio critico della realtà in cui viviamo. A livello locale le attività si svolgono nella sede torinese in cui sono aperti tre sportelli di consulenza gratuita in ambito legale,  sanitario e relativo alle problematiche della casa, gestiti con la collaborazione di esperti e professionisti dei settori. Nei suoi locali trovano spazio anche dibattiti, cineproiezioni, mostre artistiche ed una biblioteca.

Tratto dal libro di Salvatore Tripodi
“La paga del prof. Ritratti, storie e memorie della scuola torinese”, Roma 2015, Bonanno editore.

Mario Tozzi
Aveva un’aria giovanile nonostante i capelli bianchi, e un sorriso dolce stampato sul viso, Mario Tozzi, 68 anni dei quali 32 trascorsi a insegnare. Prima di entrare nel mondo della scuola ha svolto tanti lavori: il barista, il postino con contratto triennale, ma ha anche venduto cose vecchie a Porta Palazzo. Erano gli anni Sessanta, altri tempi mi diceva, quando si era giovani e impegnati politicamente e si evitavano contaminazioni con coloro con i quali non si condividevano le idee politiche. Allora era così e spesso il mondo degli amici era ristretto e ben selezionato. Si difendevano gelosamente le idee e gli amici veri. Mi capitava a volte di vederlo sfrecciare con la sua vecchia bici per la città, al mercatino dei libri usati di Piazza Carlo Felice della prima domenica del mese o di incontrarlo al “cenacolo” di un bar di Borgo Dora, dove al sabato mattina incontrava di buon ora i suoi amici, a prendere il caffè e girovagare per il mercatino dell’usato alla ricerca di qualche preziosa opera d’arte. E’ lì che l’ ho intervistato conversando piacevolmente ed è lì che mi ha raccontato un po’ della sua vita professionale. Dopo alcune supplenze brevi alla fine degli anni Settanta, riesce a passare in ruolo grazie alla Legge 270 del 1982. Vince il concorso ordinario e insegna Discipline Pittoriche dapprima al Liceo artistico di Novara e poi a Castellamonte e a Pinerolo. Approda infine al Primo Liceo artistico di Torino dove insegna fino al 2005, anno in cui va in pensione. Era molto soddisfatto del lavoro svolto e del rapporto con gli studenti e durante l’intervista mi disse candidamente di avere svolto il mestiere che aveva sognato fin da bambino, insegnare e di non essersi mai pentito per questo di averlo scelto e che fare l’insegnante non è stato un ripiego (me lo aveva ripetuto più volte, quasi a volere essere certo che io non avessi dubbi). Mario Tozzi in parallelo è stato un artista, un artista/ricercatore di arte concettuale e con alcuni amici, con Santo Leonardo in primis, negli anni Settanta ha anche collaborato all’ideazione e alla realizzazione dello STUDIO 16E a Torino, una galleria d’arte che gli addetti ai lavori conoscono bene perché ha fornito un contributo importante nel campo artistico. Vi ha lavorato con gli amici con cui fino a poco tempo fa si ritrovava a discutere e passare il tempo, a fare ancora ricerca, con Santo Leonardo, Bruno Ester, Carlo Minoli, Andrea Mandarino e il fotografo Tommaso Mattina. Lo STUDIO 16E nascondeva anche una finalità politico – umanitaria, in quanto ospitava le opere di alcuni bravi artisti dell’Est europeo, ignorati in patria perché in dissenso con i regimi del tempo. Dopo l’intervista mi salutò soddisfatto, non so se del caffè o dell’intervista, mi sorrise e mi invitò nel suo studio di arte concettuale , ma ricordando la colta, e di difficile comprensione, mostra dedicata a J. Pollock visitata alla Tate Gallery di Londra nel 1991 con mio figlio adolescente, non vi sono mai andato, preferivo incontrarlo al “cenacolo” di Borgo Dora a Torino il sabato mattina. Era meno impegnativo. Mario Tozzi è morto improvvisamente l’8 ottobre 2014.

 

 

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Niente da dimenticare di Guido Viale

Il libro ricostruisce la storia di Lotta Continua dalla sua nascita nel 1969 allo scioglimento del 1976 e affronta in diversi e dettagliati capitoli tutta la storia del cosiddetto processo Calabresi che vide inquisiti e condannati Adriano Sofri, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani.
Niente da dimenticare esce in libreria in contemporanea con la messa in onda su Rai Tre, Venerdì 13 gennaio alle ore 21.20, del film-documentario di Tony Saccucci, Lotta Continua.
dove la storia dell’organizzazione viene ripercorsa attraverso diverse immagini d’archivio e le parole tra gli altri di Erri De Luca, Gad Lerner, Donatella Barazzetti e Vicky Franzinetti ospiti delle prime presentazioni del libro organizzate a Torino, Milano e Roma.
Niente da dimenticare sarà presentato Venerdì 13 gennaio alle 18,30 a Torino presso il Polo del ‘900. Insieme all’autore interverranno: Vicky Franzinetti, Marco Revelli e Licio Rossi.
A seguire il libro sarà presentato a Milano venerdì 20 gennaio al Teatro Franco Parenti dall’autore insieme a Gad Lerner domenica 29 gennaio a Roma a  Casetta Rossa Spa, dall’autore insieme a Donatella Barazzetti,  Tano D’Amico e Erri De Luca
Altre presentazioni a febbraio sono già previste a Bologna, Modena, Pergola e Rimini. Tutte le presentazioni saranno ad ingresso libero.
Il libro si divide in due parti.
Le origini di Lotta Continua: “Quello che ha formato e tenuto insieme Lotta continua, e che ancora adesso irrita o intriga amici e nemici a distanza di decenni, sono state l’amicizia e la fiducia reciproca tra persone dall’origine e dal destino più diverso. Un’amicizia e una fiducia formatesi e confermate in un’esperienza comune di qualcosa di raro e straordinario: la conquista di una propria autonomia, sia individuale che collettiva; la costruzione di una propria dignità umana attraverso l’azione e l’assunzione, senza deleghe, delle proprie responsabilità; l’esperienza della scoperta di una socialità libera, al di fuori degli schemi ufficiali, sia del governo che dell’opposizione, sia della cultura accademica che di quella della sinistra ufficiale, sia della gerarchia di fabbrica che di quella sindacale, sia del potere istituzionale che della tradizione del movimento operaio.”
La vendetta: “Trent’anni dopo la strage di Piazza Fontana, del 12 dicembre 1969, gli anni di galera che non erano riusciti a infliggere a Pietro Valpreda li avrebbero fatti pagare ad Adriano Sofri: per aver contribuito, con Lotta Continua, a smascherare il cuore del progetto della “strategia della tensione”. Il difensore di Marino aveva spiegato il senso della sua lunga battaglia giudiziaria, durata dodici anni, per far condannare Sofri, Pietrostefani e Bompressi: per lui il Sessantotto doveva essere rappresentato in giudizio da un collettivo – il famoso Esecutivo di Lotta Continua – mentre Sofri, il cui ruolo di mandante sarebbe stato probabilmente frutto di un equivoco, era stato condannato, perché, invece di sostenere che “il mandante del delitto Calabresi è un mandante collettivo, e non Adriano Sofri, aveva voluto difendere la generazione del ‘68”. Possiamo riconoscere in questa dichiarazione una vera e propria confessione del fatto che tutto il processo è stato attraversato da un insano spirito di vendetta nei confronti della generazione del ‘68 e di Lotta continua in particolare.”
In copertina è riprodotta una prima pagina del quotidiano Lotta Continua del giugno 1975 con le fotografie di Tano D’Amico.
Il libro è in prevendita e in vendita in tutte le librerie on-line e off-line e nel book shop dedicato dell’editore: https://interno4edizioni.bigcartel.com/

“Verde clandestino” Il verde spontaneo in città. Mostra fotografica di Fabio Balocco

Fabio Balocco, nato a Savona, risiede in Val di Susa. Avvocato (in quiescenza), ma la sua passione è, da sempre, la difesa dell’ambiente, in particolare montano. Ha collaborato, tra l’altro, con “La Rivista della Montagna”, “Alp”, “Meridiani Montagne”, “Montagnard”. Ha scritto con altri autori: “Piste o peste”; “Disastro autostrada”; “Torino. Oltre le apparenze”; “Verde clandestino”; “Loro e noi. Storie di umani e altri animali”; “Il mare privato”. Come unico autore: “Regole minime per sopravvivere”; “Poveri. Voci dell’indigenza. L’esempio di Torino”; “Lontano da Farinetti. Storie di Langhe e dintorni”; “Per gioco. Voci e numeri del gioco d’azzardo”. Collabora dal 2011, in qualità di blogger in campo ambientale e sociale, con Il Fatto Quotidiano.

La musica live a Torino Sabato 22 ottobre 2022, ore 17

Città di Torino-Archivio storico-Incontri in Archivio

La musica live a Torino

Sabato 22 ottobre 2022, ore 17

via Barbaroux, 32
ingresso libero a invito tel. 011-01131811
archivio.storico@comune.torino.it
www.comune.torino.it/archiviostorico

 

Modalità di partecipazione

Per assistere all’incontro occorre confermare la propria presenza telefonando al numero 011.011.31811 (da lunedì a venerdì, dalle 8,30 alle 16) oppure scrivendo a:archivio.storico.info@comune.torino.it

indicando nome, cognome, numero partecipanti, recapito mail o telefonico. Ingresso libero fino a esaurimento dei  posti disponibili

Nell’occasione apertura straordinaria della mostra Una città per cantare

Un secolo di concerti a Torino Dalle ore 14,00 alle 19,00 (ingresso libero senza prenotazione) Luciano Casadei ha portato la grande musica a Torino; a lui si deve l’organizzazione dei mega eventi degli anni Settanta e Ottanta allo Stadio Comunale ormai passati alla storia: Banana Republic (Dalla-De Gregori, 1979), Bob Marley (1980), Dire Straits (1981), i Rolling Stones(1982)… oltre ai concerti tenuti al Palasport e in altre sedi da Joe Cocker, Roberto Vecchioni, Pino Daniele, Franco Battiato, Gianna Nannini, i Police… Con il supporto delle fotografie di Dario Lanzardo ripercorreremo quell’irripetibile epopea musicale.

Se Casadei rappresenta la situazione complessiva del rock torinese degli anni Ottanta, a concludere l’incontro sarà Eric Bonora, un
esempio della base giovanile, spontanea e punk, che produce musica e concerti paralleli. Studente del liceo artistico Renato Cottino di Torino, è il frontman dei Petubo, la sua prima formazione, cui fanno seguito le esperienze con i Grubbys e i Chain’s Kids. Nei concerti del 1978 alla Pellerina e del 1980 al Teatro Nuovo, il brano di punta del gruppo è Fiat Lager, canzone di protesta dai toni aspri, irriverenti e a tratti scurrili, la cui lettura offre oggi uno spaccato del clima sociale, dei movimenti e della contestazio ne giovanile di quegli anni.

Il turbolento concerto al Teatro Nuovo dei

La musica live a Torino

Incontro con Luciano Casadei e Eric Bonora

Una città per cantare
Un secolo di concerti a TorinoIl titolo della mostra, preso a prestito dall’omonima canzone scritta da Lucio Dalla per Ron, è emblematico: Torino è la patria italiana del jazz, da Torino partivano o si concludevano le grandi tournée delle star del rock, del pop e dei grandi cantautori, qui sono nati artisti che hanno dato lustro alla musica italiana nel mondo. Nel 1979 (come scrive lo stesso Ron nella prefazione del catalogo pubblicato a corredo della mostra) lo Stadio Comunale ha ospitato, nel mezzo degli anni di piombo, il primo mega evento musicale italiano: la tappa del tour Banana Republic, da cui la musica dal vivo è ripartita dopo gli anni bui segnati dalle molotov lanciate sui palchi degli artisti-

La musica è una delle principali forme d’arte, il suo ascolto ci appassiona, ma non è solo suono:
gli spettacoli la rendono viva, così come le fotografie artistiche di Dario Lanzardo, in gran parte inedite, che con la loro poesia donano ulte-
riori emozioni.

Dai primi del Novecento a oggi, la ricca antologia (circa quattrocento immagini, articoli, manifesti, locandine e documenti) testimonia l’evol-
versi della società attraverso la lente d’ingrandimento dei concerti che hanno avuto luogo nella nostra città.

PRESENTAZ ROCK 22_ott_2022 [19454]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un estremo atto d’amore. Al cinema teatro Maffei in via Principe Tommaso 5 Torino

di Viso Collettivo e Compagnia GenoveseBeltramo
con Riccardo Salvini, Luca Morino e Federico Pianciola
regia di Viren Beltramo
Opera teatrale tratta dal testo autobiografico di Claudio Foschini
In nome del popolo italiano. Storia di una malavita.

Nato a Roma il 30/7/1949 tra le baracche del Rione Mandrione, Claudio Foschini trascorre la sua infanzia nella miseria, nonostante il clima di solidarietà all’interno della famiglia e della comunità di borgata. Poi il collegio, gli amici, il primo amore, ma anche i reati. Claudio cresce soffocato dalla frustrazione per la sua condizione sociale, una spirale vertiginosa fatta di furti, rapine, arresti e condanne, cocaina ed eroina. Mentre sconta l’ennesima detenzione in carcere, partecipa alla messa in scena dell’Antigone di Sofocle: questa esperienza, vissuta in modo quasi catartico, lo segna profondamente.

L’incontro con le sue memorie è avvenuto nel 2020, in occasione del Premio Lucia  (indetto da Radio Papesse in collaborazione con Fondazione Archivio Diaristico Nazionale Pieve Santo Stefano nel contesto del Festival Lucia, festival radiofonico). Il testo ha toccato profondamente gli autori, facendo nascere il desiderio di diffonderlo, raccontarlo e quindi averne cura, inizialmente attraverso un radiodramma diffuso da Radio Papesse che successivamente è diventato la base dell’opera teatrale. Dalle vicende e dalle riflessioni narrate, sebbene spesso di carattere intimo e personale, emerge una forte denuncia delle iniquità sociali e dei soprusi del sistema giudiziario e carcerario. L’ineluttabilità della (mala) sorte per i “miserabili” riecheggia costantemente come una sorta di leitmotiv.

Il titolo dello spettacolo è una citazione del testo riferita all’esperienza di recitazione teatrale che Claudio compie all’interno di un programma di riabilitazione durante uno dei periodi di detenzione in carcere, un’esperienza che gli ha cambiato la vita. Ma per l’autrice e gli autori “l’estremo atto d’amore” rappresenta anche il gesto che ha compiuto lo stesso Claudio nel trascrivere le sue memorie, nel tramandare ai posteri le sue esperienze, tanto personali e intime quanto collettive e politiche. La trasposizione teatrale nasce dalla necessità di Viren Beltramo e di Viso Collettivo di tramandare la sua storia per permettere ad essi stessi, oltre che al pubblico, di poter compiere un altro piccolo ed “estremo atto d’amore”, nella convinzione che sono «le storie con la “s” minuscola, che possono raccontare la Storia con la “S” maiuscola» (parafrasando Saverio Tutino, il fondatore dell’Archivio Diaristico Pieve Santo Stefano dove è stato depositato il diario di Foschini).

Lo sviluppo dello spettacolo

In seguito alla messa in onda del radiodramma, nell’ottobre 2021, Viso Collettivo (Luca Morino, Federico Pianciola e Riccardo Salvini) partecipa ad una residenza artistica presso il Teatro del Lavoro di Pinerolo, dove viene allestito un primo studio dello spettacolo. Ai testi tratti da In nome del popolo italiano viene contrapposta una scelta dei cori dell’Antigone di Sofocle, opera che era stata rappresentata dallo stesso Foschini in carcere. L’operazione di cut-up testuale è volta non tanto a sublimare il personaggio Foschini in eroe tragico, quanto ad accoglierlo all’interno di una scena immersiva e virtuale, “fatta di prigioni reali e prigioni interne, che sono le peggiori”. Al linguaggio franco, lucido e sagace di Foschini viene quindi contrapposto il tono aulico di un coro, ritratto di tutti noi spettatori di storie fuori dal tempo – e giudici ultimi, oggi come allora.

Successivamente, nel gennaio 2022, Viren Beltramo (attrice e regista) entra a far parte del progetto. Si apre quindi una nuova fase di produzione, che si concentra sulla revisione del testo e della drammaturgia, sulla riconfigurazione dello spazio scenico – con l’intento di esaltare maggiormente la dimensione intima, immersiva e sonora del progetto – e sulla riscrittura della regia dello spettacolo. Grazie al background fortemente audiofilo e musicale di Viso Collettivo, la dimensione sonora ricopre un ruolo principale all’interno del progetto. Le musiche e il sound design diffusi in esafonia sono indirizzati a ricreare una vera e propria scenografia sonora a 360°, che non si limiti alla sola evocazione musicale o al semplice foley/effetto sonoro, ma che sostenga le fondamenta della narrazione e sappia costruire intorno al pubblico e alla trama un’architettura-gabbia virtuale, cangiante e avvolgente.

dal 6 al 9 ottobre ore 21.30

ingresso 10 € riservato ai soci ARCI (la tessera è possibile farla direttamente in cassa la sera dello spettacolo)

https://www.cinemaffei.it/eventi/un-estremo-atto-damore/

Incontro tra arte, politica e ironia pensosa con Altan, Gianluca Costantini e Lisa Parola

venerdì 23 settembre ore 11,00 Inaugurazione della mostra Incontro tra arte, politica e ironia pensosa con Altan, Gianluca Costantini (disegnatore), Lisa Parola (storica), Livio Pepino (Volerelaluna), Pietro Perotti (scultore).

Un dialogo a più voci che intende riflettere e confrontarsi su un possibile ruolo dell’ironia e dell’arte all’interno delle politiche attuali. Un confronto per rovesciare lo sguardo e provare a immaginare anche una politica della leggerezza e della felicità che attraverso l’arte e il disegno apra nuovi spazi e nuovi percorsi.

https://www.facebook.com/photo/?fbid=634428411574768&set=a.587325036285106

MOSTRA IL MONDO DI ALTAN DAL 23 SETTEMBRE 2022 AL 27 NOVEMBRE

 

da venerdì 23 settembre 2022 a domenica 27 novembre 2022

 presso Volerelaluna, Via Trivero 16, Torino

accesso libero

 

 

LA sede di Volere la Luna, in via Trivero 16, diventerà IL MONDO DI ALTAN. Non solo una mostra, pur unica nel suo genere, ma molto di più: installazioni, percorsi nell’immaginario, dibattiti, laboratori a disposizione del quartiere e della città.

Altan non ha bisogno di presentazioni. È senza dubbio il più famoso, originale e versatile disegnatore italiano del nostro tempo. Quale bambino o bambina non si è identificato nella Pimpa, la curiosa cagnetta a pois che, forte della propria trascinante voglia di conoscenza, sorride di fronte alle meraviglie dell’universo? E quale adulto non conosce Cipputi, l’operaio intellettuale che sa dire, con una lucidità impressionante, quello che noi pensiamo, sempre un passo avanti a noi? Irriverente, corrosivo, maestro d’ironia Altan sa raccontare a tutti e a tutte l’Italia passata e presente. La sua peculiarità, propria solo dei grandi artisti, è di saper parlare allo stesso modo e con la stessa immediatezza agli adulti e ai bambini.

Volere la luna ha già proposto, sia pure in piccola parte, i lavori di Altan: lo scorso anno, sempre nella sede di via Trivero, nella mostra MONDO BABONZO, bosco di creature immaginarie

Quest’anno è un anno particolare. Altan compie 80 anni! E così abbiamo pensato di organizzare una sorta di festa per lui, per tutti i suoi ammiratori, grandi e piccoli, e per chi ancora non lo conosce. Per due mesi la nostra sede affacciata sulla Pellerina sarà il mondo di Altan e, in questo contesto, uno spazio di aggregazione, di confronto e di cultura.

A guidarci in questo magico mondo sarà Pietro Perotti, maestro della gomma piuma, scultore e scenografo conosciutissimo a Torino e nel quartiere dove da anni anima laboratori per creativi di ogni età, da sempre amico e collaboratore di Altan.

La mostra si articolerà all’interno e all’esterno degli edifici della sede di via Trivero e sarà un evento installazione, un percorso di rivisitazione dei personaggi più famosi di Altan realizzati in grandi sagome di gomma piuma, di legno e di cartone. Una sezione valorizzerà le sue storie a fumetti, per apprezzare il suo segno pulito e originale. E saranno presenti le sue famose vignette con battute fulminanti e alcune delle tante illustrazioni fatte nel corso di questi anni. Il tutto con la presenza, all’inaugurazione, di Altan che dialogherà con il quartiere e, assecondando la sua passione, lavorerà e disegnerà con i bambini.

Dopo la grande mostra al MAXXI, Museo Nazionale delle Arti del ventunesimo secolo di Roma nel 2020, questa è la prima Mostra a Torino con le opere e la presenza di Altan.

Il percorso della mostra prevede molti spazi dedicati a bambine e bambin per percorrere storie divertenti piene di piacevoli sorprese. Un mondo ideale in cui i visitatori saranno accompagnati prima dallo stesso Altan e, poi, da Pietro Perotti.

 

 

venerdì 23 settembre alle ore 11,00 è prevista l’Inaugurazione della mostra, subito dopo ci sarà il primo appuntamento

Incontro tra arte, politica e ironia pensosa

con Altan, Gianluca Costantini (disegnatore), Lisa Parola (storica dell’arte)

 

Un dialogo a più voci che intende riflettere e confrontarsi su un possibile ruolo dell’ironia e dell’arte all’interno delle politiche attuali. Un confronto per rovesciare lo sguardo e provare a immaginare anche una politica della leggerezza e della felicità che attraverso l’arte e il disegno apra nuovi spazi e nuovi percorsi.

 

Gli altri appuntamenti con Altan all’interno della Festa di Volere la Luna saranno:

venerdì 23 settembre

alle ore 16.30

Altan incontra i piccoli amici della Pimpa e di Kamillo Kromo e disegnerà con loro

alle ore 18.00

Cipputi e non solo con Altan e Gad Lerner intervistati da  Elena Ciccarello

alle  ore 19.15

Cipputi incontra i suoi compagni ex Fiat in carne e ossa con Altan,Pietro Perotti e molti altri

domenica 25 settembre alle ore ore 21.30 sarà proiettato il

film Cipputi Gino di Tatti Sanguineti (2006) a cura di Associazione Museo Nazionale del Cinema con l’introduzione di Vittorio Sclaverani

L’iniziativa, curata da VOLERELALUNA in collaborazione con l’Associazione Museo Nazionale del Cinema e con il patrocinio della Città di Torino, ha l’obiettivo di far conoscere ai visitatori Altan e i valori espressi nelle sue opere: la tolleranza (filtrata dall’ironia), il rispetto per la natura, l’interesse e all’empatia per le diversità

La mostra, ad accesso libero e gratuito, sarà aperta dal giovedì a venerdì dalle 15,00 alle 18,00, o su appuntamento negli altri giorni nei mesi di settembre-ottobre-novembre. durante gli altri giorni è preferibile la prenotazione presso i seguenti contatti: tel.  371 444 22 75 – email  info@volerelaluna.ithttps://viatrivero.volerelaluna.it/

 

Altan (Francesco Tullio Altan)

È nato a Treviso nel 1942. Ha lavorato come scenografo e sceneggiatore per il cinema. Si è trasferito nel 1970 a Rio de Janeiro, dove ha creato per un quotidiano locale il suo primo fumetto per bambini. Nel 1974 ha iniziato a collaborare come cartoonist per i giornali italiani. Tornato in patria nel 1975, si è stabilito prima a Milano e poi ad Aquileia dove tuttora vive. Da piccolo sognava di progettare navi. A Rio de Janeiro ha cominciato a disegnare le prime figure per sua figlia Kika. Quando lei gli ha chiesto un cane, lui le ha regalato la Pimpa. Ad Altan piace molto disegnare con i bambini della sua Aquileia, perché non si lasciano distrarre dai giudizi degli adulti.

Tra le sue creazioni più note la cagnetta Pimpa, l’operaio Cipputi e i fumetti “adulti” per Linus. Famose anche le vignette di satira politica diffuse da Panorama, l’Unità, Cuore e L’Espresso e Repubblica.
La sua produzione è stata raccolta in volumi da diversi editori (Bompiani, Rizzoli junior, Mondadori ragazzi, Milano Libri etc.).

 

Pietro Perotti

Operaio alla Fiat Mirafiori dal 1969 al 1985, ha partecipato a tutte le lotte operaie occupandosi da subito di comunicazione all’interno della fabbrica, realizzando adesivi, giornali murali, scritte e disegni nei bagni, pupazzi di cartapesta, poi gommapiuma, che hanno fatto diventare i cortei “teatro di strada”. Con la sua cinepresa super8 ha ripreso situazioni e lotte operaie a Mirafiori dal 1974 a oggi. Collabora tra gli altri con artisti e scrittori importanti come Stefano Benni, Altan e Piero Gilardi, fondatore del PAV di Torino.

 

Gianluca Costantini è un artista e attivista che da anni combatte le sue battaglie attraverso il disegno. Per il suo impegno in favore delle libertà e dei diritti gli è impedito, dal governo di Erdogan, di entrare in Turchia. Collabora con ActionAid, Amnesty, ARCI ed Emergency. Ha partecipato ai principali festival sui diritti umani, tra cui l’HRW di Londra e New York e il FIFDH di Ginevra. Dal 2016 al 2019 ha accompagnato con i disegni le attività del Democracy in Europe Movement 2025, il movimento fondato da Yanis Varoufakis, e collabora online con l’artista Ai Weiwei. Nel 2019 ha ricevuto il premio “Arte e diritti umani” di Amnesty International. È considerato fra i massimi esponenti italiani del graphic journalism. Tra le sue opere, Julian Assange. Dall’etica hacker a Wikileaks, Pertini fra le nuvole, Fedele alla linea, Libia e, da ultimo, Patrick Zaki. Una storia egiziana.

 

Lisa Parola, storica dell’arte, ha curato progetti di arte pubblica, mostre, campagne fotografiche, workshop e conferenze promuovendo la relazione tra arte, territorio e cittadinanza. È socia fondatrice di a.titolo: un’organizzazione non profit attiva dal 1997 con lo scopo di indagare e sperimentare le potenzialità dell’arte contemporanea nell’ambito della sfera pubblica e sociale. È stata tra i consulenti culturali per la candidatura di Matera Capitale della Cultura 2019. Negli anni ha inoltre collaborato con istituzioni quali la Fondazione Sardi per l’Arte, la Fondazione Merz e l’Università di Torino. Per Einaudi ha pubblicato Giú i monumenti? Una questione aperta (2022).

 

Volere la Luna è nata nella primavera del 2018, ha una dimensione nazionale e un particolare radicamento a Torino. Dal 3 giugno 2018 ha attivato il sito www.volerelaluna.it, dedicato all’analisi critica della realtà culturale e politica. A livello torinese le sue attività si svolgono prevalentemente nella sede di via Trivero 16, dove sono in funzione sportelli di consulenza gratuita in ambito legale, sanitario e sulla questione casa, gestiti con la collaborazione di avvocati, medici ed altri esperti. Via Trivero è, inoltre, sede di dibattiti, cineproiezioni e mostre artistiche oltre che di una ricca biblioteca.