Articoli categoria: In primo piano

La pastasciutta antifascista di Torino in Via Trivero

L’iniziativa è andata molto bene. C’erano complessivamente 60 persone (e ce ne sarebbero state di più se non avessimo, a un certo punto, messo uno stop sia per evitare un assembramento eccessivo sia per la difficoltà di sistemarci in caso di pioggia, che poi, per fortuna, non c’è stata).Il pranzo è stato gradevole e apprezzato da tutti. C’erano, tra l’altro, facce nuove e una bella rappresentanza dell’Associazione dei Sardi Antonio Gramsci con cui abbiamo stretto un rapporto di collaborazione che sta crescendo. E’ stata anche l’occasione, per chi ancora non lo aveva fatto, di visitare la mostra MONDO BABONZO (che merita davvero e che sta avendo un buon successo di pubblico).

 

Genova 19-21 Luglio 2001, per non dimenticare

Con quella faccia un po’così
Quell’espressione un po’così
Che abbiamo che abbiamo noi prima d’andare a Genova
E ogni volta ci chiediamo
Se quel posto dove andiamo
Non c’inghiotte, e non torniamo più…
Con quella faccia un po’così
Quell’espressione un po’così
Che abbiamo noi
Che abbiamo visto Genova

Mondo Babonzo, ha riaperto il museo delle creature immaginarie

Sabato 17 luglio, nella sede di Volere la Luna di via Trivero, a Torino si sono aperti i battenti della mostra “Mondo Babonzo, il museo delle creature immaginarie”, che riprende dopo anni di oblio un progetto che ha girato l’Italia in lungo e in largo 10-15 anni fa.

Mondo Babonzo è tante cose insieme: un libro, un catalogo, una mostra, un laboratorio, un mondo fantastico. Tutto nasce dalle ricerche di due insigni scienziati: il professor Lupoff (Lupo è il soprannome di Stefano Benni) e il professor Altansky (che è, ovviamente, il grande Altan). I due si ritrovano per caso su un’isola, dove incontrano anche lo scultore Pietroperù (Pietro Perotti). Dopo i primi, meno fortunati esperimenti, il team prende il via e grazie a una geniale fantatrappola riesce a catturare migliaia di specie assai bizzarre… Nel libro i disegni sono di Altan, scolpiti e fotografati da Perotti e descritti con un testo ciascuno da Benni. Ma il credibile Mondo delle Creature Immaginarie si è trasformato in una mostra in cui i visitatori si muovono in una giungla incantata in mezzo ad animali in gommapiuma di dimensioni reali che affascinano i bambini di tutte le età, dai 9 ai 90 anni e oltre.

 

Ci sono un’infinità di creature surreali: il Futurcane, dotato di maschera antigas e missile sulla schiena, il Porcospino autostradale, con catarinfrangenti e aculei in grado di forare le gomme di un autotreno, lo struzzo che si infila la testa nel suo buco privato posteriore, il Topo Cagone, tutto fiero della sua enorme produzione, e ancora l’Ottoprosciotto, il Camullo, il Pappagatto, il Babonzo e via seguitando.

Il progetto è stato concepito e realizzato per AMREF nel 2006 come mostra itinerante per raccogliere fondi per il miglioramento delle condizioni ambientali e sanitarie di alcune popolazioni del Kenya. Dopo essere stato a Milano, Genova, Napoli, Palermo e Forlì, viene ora presentato a Torino per la prima volta, presso la sede di Volere la Luna, a due passi dal Parco della Pellerina, fino a sabato 2 ottobre con l’aggiunta di nuove creature immaginarie legate al particolare momento in cui viviamo.

Il Babonzo

 

La caratteristica che rende unica l’esposizione è che per la prima volta, Francesco Tullio Altan e Stefano Benni hanno lavorato per un progetto artistico comune insieme all’amico e artista Pietro Perotti. Il Museo delle Creature Immaginarie unisce la scrittura di Benni, autore, umorista e poeta che fin dal 1984 con il libro Stranalandia, tradotto in moltissime lingue, si è occupato di creature immaginarie e i disegni di Altan, fumettista e illustratore conosciuto in tutto il mondo, creatore di Cipputi e della Pimpa, per prendere forma attraverso la grande manualità creativa di Perotti, scultore e scenografo, che ha realizzato le creature immaginate.

La ricchezza di forme e colori della natura è una fonte di ispirazione fondamentale per la capacità di sognare, di fantasticare e di creare. Ma la mostra – curata da Volere la Luna in collaborazione con l’Associazione Gramsci, la casa di quartiere +SpazioQuattro, l’Associazione Museo Nazionale del Cinema e il patrocinio della Circoscrizione 4 della Città di Torino – ha l’obiettivo più ambizioso di far “sentire” ai visitatori che l’immaginazione, se è veramente libera, non può che accompagnarsi alla tolleranza, al rispetto per la natura, all’interesse e all’empatia per le diversità.

Lo Spiolo

Il Camonzo Punk e Il Gallo Antismog

L’Isola della banana a pedali

Un laboratorio aperto al pubblico consente ai più giovani di dare spazio alla loro fantasia realizzando le proprie creature che contribuiranno ad arricchire di giorno in giorno il museo.

mondo babonzo storiax

 

La mostra resterà aperta dal martedì alla domenica dalle 15.00 alle 18.00 nei mesi di luglio e settembre; durante il mese di agosto è preferibile la prenotazione ai seguenti contatti: tel. 371 444 22 75; email info@volerelaluna.it.

I custodi delle memorie migranti si incontrano a Torino per ragionare su sfide e opportunità delle migrazioni contemporanee

La conferenza internazionale ‘Educazione, scuola e politica culturale nelle migrazioni italiane” si terrà dal 14 al 16 luglio e interverranno relatori da diverse parti del mondo per parlare di emigrazione italiana in paesi come Argentina, Germania, Turchia e per riflettere sui fenomeni migratori ai giorni nostri.

Torino, 13 luglio 2021. La conferenza internazionale “Educazione, scuola e politica culturale nelle migrazioni italiane”, in programma a Torino dal 14 al 16 luglio 2021, riunisce studiose e studiosi delle migrazioni per indagare, in chiave storica e contemporanea, lo stretto rapporto tra fenomeni migratori, politiche culturali e pratiche educative nei contesti transnazionali. Una tre giorni di appuntamenti – in presenza e online – dedicati allo studio delle attività di diffusione e promozione della lingua e cultura italiana all’estero, all’associazionismo migrante, alle nuove mobilità, alla memoria e valorizzazione degli archivi e alla storia dell’educazione attraverso l’organizzazione di panel tematici, tavole rotonde, presentazioni di libri e proiezioni. “Sono milioni gli italiani e le italiane che hanno lasciato i propri luoghi d’origine per costruire un futuro lontano dalla propria casa” sottolinea Francesco Pongiluppi, del Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino “bisogna partire dallo studio della loro esperienza umana, sociale ed educativa per riflettere e cogliere tanto le opportunità, quanto le sfide lanciate dalle migrazioni contemporanee. Torino, da questo punto di vista, rappresenta un laboratorio sociale e didattico unico in Italia”. L’iniziativa, organizzata dal Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino insieme al Centro AltreItalie, si svolgerà tra il Polo del ‘900 e la sede di Volere La Luna, in collaborazione con la Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci, il Centro Studi Piero Bairati   e l’Associazione dei Sardi in Torino A. Gramsci. Partecipano e sostengono la conferenza alcune tra le principali realtà locali, nazionali ed europee impegnate in strategie educative e sociali nell’ambito delle migrazioni, tra queste: i CPIA del Piemonte e della Sardegna, enti di ricerca, musei, università, fondazioni, federazioni storiche d’immigrati come la FASI, associazioni italiane ed europee.

Si inizia il 14 luglio con un ricco programma di eventi online e la partecipazione di relatori in collegamento da Brasile, Argentina, Turchia, Canada, USA, Germania e Francia. La sera, alle 20, l’appuntamento è nel giardino di Volere La Luna, in via Trivero 16 nel quartiere Parella, a fianco del parco della Pellerina, storica sede della 39° sezione del PCI, dove verrà presentato il libro di Massimo Lunardelli, Kemirruschi, la storia di Michele Schirru in 14 date, edito da Abbà. A presentare il volume dedicato all’anarchico italo-americano condannato a morte per il fallito attentato a Mussolini ci saranno l’autore con l’editore Giovanni Manca.

Il 15 luglio la conferenza si sposta in via del Carmine 14 al Polo del ‘900 presso la Sala ‘900. Si inizia la mattina con il panel “Studenti e insegnanti nell’impero italiano d’oltremare. Traiettorie coloniali e postcoloniali”, dedicato alle attività e politiche educative nel contesto coloniale e post-coloniale italiano. Coordinano Francesco Pongiluppi e Caterina Scalvedi e partecipano Valentina Fusari, Valeria Deplano, Alessandro Di Meo e Riccardo De Robertis. Il pomeriggio alle ore 16:30 inizia la tavola rotonda organizzata dal Centro AltreitalieLe nuove mobilità e l’italiano delle seconde generazioni”, dedicata al tema della trasmissione dell’italiano nelle migrazioni contemporanee.

Coordina Claire Lorenzelli e partecipano Maddalena Tirabassi, Alvise Del Pra’, Brunella Rallo, Teresa Fiore. Alle 18 la presentazione di Spazi pre-occupati. Una rimappatura delle migrazioni transnazionali e delle eredità coloniali italiane di Teresa Fiore (Le Monnier/Mondadori) e Storia degli italoamericani, a cura di William J. Connell e Stanislao G. Pugliese, edizione italiana a cura di Maddalena Tirabassi (Le Monnier/Mondadori). Alle 21 conclude la giornata “Memorie migranti” nella cornice del Cortile del Polo del ‘900, appuntamento dedicato al tema dell’associazionismo migrante. Verrà presentato “Memorie Migranti di un’altra Sardegna”, progetto integrato dell’Associazione dei Sardi A. Gramsci con Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci, Museo dell’Emigrazione di Asuni, Polo del ‘900 e le università di Torino e Cagliari, vincitore del bando “Arte, attività e beni culturali 2021” della Fondazione Sardegna. Il progetto nasce da un’idea di Francesco Pongiluppi ed Enzo Cugusi, presidente dell’associazione dei Sardi A. Gramsci di Torino, fondata nel 1968 su iniziativa di operai, intellettuali e studenti giunti in Piemonte dalla Sardegna «per dare agli emigrati sardi gli strumenti formativi atti alla difesa più efficace di tutti i loro diritti sia come lavoratori che come liberi cittadini». Lo scopo è quello di valorizzare l’heritage culturale e sociale delle tante “isole sarde” attraverso un’opera di tutela, catalogazione e valorizzazione del patrimonio archivistico di sodalizi, associazioni e personalità sarde d’oltremare attraverso il coinvolgimento di giovani migranti, rifugiati e richiedenti asilo iscritti nei CPIA piemontesi e sardi. Si parte dalla catalogazione e digitalizzazione dell’archivio dell’Associazione dei Sardi Gramsci di Torino che vanta “un ricco patrimonio documentaristico che racconta di un’altra Sardegna capace di integrarsi nel tessuto sociale, economico e culturale locale e di diventare storia dei luoghi di accoglienza” come sottolinea Enzo Cugusi. Seguirà la proiezione del docufilm “Lassù in Germania. Storie di emigrazione italiana negli anni Sessanta” di Dario Dalla Mura, Elena Peloso (43′, Italia, 2012).  Modera la giornalista Stefania Aoi e partecipano Matteo D’Ambrosio, Sandra Vacca, Francesco Pongiluppi, Francesco Vizzarri, Enzo Cugusi, Sandro Sarai, Alvise Del Pra’ e Maddalena Tirabassi.

Il 16 luglio alle 16, in conclusione, si terrà il panel online dedicato alle pratiche educative italiane all’estero coordinato e moderato da Paula Alejandra Serrao e Paolo Bianchini con la partecipazione di relatori dall’Italia e dall’America Latina.

Programma completo:

https://www.altreitalie.it/kdocs/2013103/programma_educazione_scuola_emigrazione.pdf

Enzo Cugusi – Presidente Associazione Sardi Gramsci di Torino

Contatti: Francesco Pongiluppi,

francesco.pongiluppi@unito.it cell. 347 7185423

La Società della Cura di Torino organizza: Genova Venti21 – Iniziative a Torino dal 13 al 17 luglio 2021

Martedì 13 Luglio ore 20,30
Circolo Risorgimento, via Poggio 16 Torino:

Spettacolo della compagnia Marco Gobetti “GENOVA 2001 – lezione recitata”. Una prima lettura pubblica, della nuova lezione recitata dedicata ai fatti di Genova 2001. Segue dibattito con gli autori.
Ingresso libero. Tessera Arci richiesta per consumazioni.
Approfondimento:

https://lezionirecitate.wordpress.com/2021/05/31/genova-2001-lezione-recitata-in-luoghi-e-citta-diverse-luglio-2021

Mercoledì 14 Luglio ore 21
Casa nel Parco di Mirafiori >
Parco Colonnetti, via Artom Torino:

Spettacolo della compagnia Marco Gobetti “GENOVA 2001 – lezione recitata”. Una prima lettura pubblica, della nuova lezione recitata dedicata ai fatti di Genova 2001. Segue dibattito con gli autori.
Ingresso libero.
Approfondimento:

https://lezionirecitate.wordpress.com/2021/05/31/genova-2001-lezione-recitata-in-luoghi-e-citta-diverse-luglio-2021

Giovedì 15 Luglio ore 21.45
Molo di Lilith, via Cigliano 7 Torino:

Spettacolo della Compagnia “L’Interezza non è il mio forte”. Un reading tratto dallo spettacolo “Non avevamo paura” sul massacro della scuola Diaz al G8 di Genova del 2001.
Ingresso libero con prenotazione qui: https://www.molodililith.it/prenotazioni/prenot.php?id=3660 – Tessera Arci.
Approfondimento:

https://www.molodililith.it/calendario/3660-non-avevamo-paura.html?date=2021-07-15-21-45#.YNsZDR1S_YV

Venerdì 16 Luglio ore 18 – 20
Cascina Roccafranca, via Rubino 45 Torino:

Presentazione del libro “I fatti di Genova” di Gabriele Proglio. Per ricostruire l’eterogeneità dei fatti l’autore ha raccolto le testimonianze di chi ha vissuto Genova in prima persona. L’autore dialogherà con Daniela Alfonzi e Giorgio Barazza.
Ingresso libero.
Approfondimento:

https://www.donzelli.it/libro/9788855221856

Sabato 17 Luglio ore 16 – 19
Circolo Risorgimento, via Poggio 16 Torino:

Workshop “Elementi per un approccio nonviolento nelle azioni di resistenza”.
Agire in un conflitto non è facile, richiede tante competenze. Proviamo ad esplorarle e vedere come coltivarle con gli occhiali di Gandhi.
Il cambiamento è un processo che coinvolge diverse dimensioni che riguardano la relazione con se stessi, con gli altri, con i diversi ruoli organizzativi.
La lotta per il cambiamento incontra sempre una resistenza, più o meno forte, da parte di chi gestisce lo status quo.
Quale contributo gli occhiali di Gandhi ci mettono a disposizione?
Cosa significa misurarci con le forze dell’avversario anche quelle più estreme mantenendo una disciplina nonviolenta?
Ricercatori per la pace hanno oramai documentato “why civil resistence works”. Provare per credere.
Dirige il workshop: Giorgio Barazza.
Ingresso libero con iscrizione via mail a: azzarab@libero.it (con oggetto “G8-2001+20 & nonviolenza”)
Tessera Arci richiesta per consumazioni.

Per qualsiasi dubbio ed informazione aggiuntiva :
La Società della Cura Torino
lasocietadellacura.torino@gmail.com

9-10 luglio ore 21 | San Pietro in Vincoli Zona Teatro LENÒR


9-10 luglio ore 21 | San Pietro in Vincoli Zona Teatro LENÒR

di Enza Piccolo, Nunzia Antonino e Carlo Bruni
con Nunzia Antonino
regia Carlo Bruni
produzione DiaghilevDedicato a Eleonora de Fonseca Pimentel

Introdotti da un racconto di Enza Piccolo e guidati dalle voci di tanti illustri ammiratori (da Enzo Striano a Dacia Maraini, da Susan Sontag a Maria Antonietta Macciocchi), abbiamo conosciuto Eleonora de Fonseca Pimentel. L’incontro è stato folgorante. Portoghese d’origine, napoletana d’adozione, Eleonora fu poetessa, scrittrice e una delle prime donne giornaliste in Europa. Una figura decisiva per la storia del nostro paese e in particolare del sud. Protagonista nei moti partenopei del 1799 e di quell’effimera repubblica meridionale, condusse un’esistenza esemplare, appassionata e faticosa, che ci parla ancora oggi, con grande forza, di libertà e giustizia, di amore e dignità.

Gli straordinari sommovimenti che stanno mutando il profilo del mondo arabo, la crescente indignazione che anima i movimenti europei, il disagio che attraversa l’Italia, disegnano un panorama in cui la storia di questa donna, insieme a quella di molti suoi compagni di viaggio, sembra collocarsi perfettamente.
Eleonora combatté sino al patibolo la volgarità e l’inganno, l’ignoranza e la barbarie. Raccontarla significa non solo rendere omaggio a una grande antenata, ma invitarla a guidarci ancora sul sentiero di questo tempo difficile.

info e prenotazioni
biglietteria@fertiliterreniteatro.com – 331.3910441 (lun-ven h15-18)

Cinelettera #10 Lavori in Corto Lunedì 12 luglio ore 21,30 luglio

Pieghevole Lavori in corto 2021

cs_LAVORI IN CORTO_Proiezioni_12_13_14_luglio_Torino  

Programma proiezioni_LAVORI IN CORTO_12_13_14_luglio

 

Lavori in Corto. Restiamo umani 
Film fuori concorso
Lunedì 12 luglio ore 21,30 luglio
@Comala, C.so Ferrucci 65, Torino
Ingresso libero
La prima serata di Lavori in corto è dedicata alla presentazione dei film fuori concorso che ci porteranno nel Mar Mediterraneo, in Crimea, al confine italo-sloveno, in una scuola italiana e nel cuore di Milano con la proiezione di Gioja22 di Stefano De Felici (2020, 11′), Il muro bianco di Andrea Brusa e Marco Scotuzzi (2020, 13′), La Napoli di mio padre di Alessia Bottone (2020, 20′), I naufraghi di Kerch di Stefano Conca Bonizzoni (2020, 26′) e Confine | Umanità di Sara Del Dot e Carlotta Marrucci (2020, 33′). La serata sarà introdotta da Mauro Carazzato del Gruppo Emergency di Torino; ogni appuntamento sarà arricchito da brevi pillole di diritti curate da Amnesty International Piemonte e Valle d’Aosta.

Lavori in Corto. Restiamo umani
Film in concorso

Martedì 13 luglio ore 21,15
@Cascina Roccafranca, Via Rubino 45
Ingresso
libero

La seconda serata di Lavori in corto è dedicata al primo programma dei film in concorso con la proiezione di Umar di Francesco Cibati (2021, 15′), alla presenza dell’autore e di Umar, giovane pakistano reduce della rotta balcanica accolto a Trieste dall’Associazione Linea d’Ombra; En camino – Messico, machismo e nuvole di Isabella Cortese, Federico Fenucci e Giuditta Vettese (2020, 30′), documentario partecipato sulle questioni di genere nel paese con il più alto numero di femminicidi; Source di Marie Gioanni (2021, 11′), sulla memoria e il presente della Valle Roja tra Italia e Francia; Zaytun – Fuori campo di Alice Corte e Constantin Rusu (2021, 30”), documentario sulla squadra di basket composta dalle giovani palestinesi che vivono nel campo profughi di Shatila.

Lavori in Corto. Restiamo umani
Film in concorso e premiazione
Mercoledì 14 luglio ore 21,30

@Arena Monteorsa, Via Brandizzo 65, Torino
Ingresso
libero

La terza e ultima serata di Lavori in corto è dedicata al secondo programma con i film in concorso attraverso la proiezione di Assomoud – House of the resilient children di Francesca Zonars (2021, 30′) che ci riporterà in Libano per raccontare la condizione dei bambini palestinesi; Diciotto di Laura D’Angeli, Maria Colomer Canyelles e Dafne Lechuga Maroto (2020, 25′) getta luce sulla questione dei minori stranieri non accompagnati attraverso gli occhi di Ansou Fall e della comunità di persone che lo ha accolto; Libertà di Savino Carbone (2019, 30′), sulla condizione dei migranti omosessuali in un tempo di politiche restrittive. I film saranno introdotti dagli autori; a seguire premiazione finale alla presenza della Giuria.

 

Una fragile indipendenza, conversazione intorno alla magistratura di Paolo Borgna e Jacopo Rosatelli

L’indipendenza non è più una virtù? Il “caso Palamara”, che ha sconvolto la vita della magistratura italiana, compromettendone l’immagine agli occhi dell’opinione pubblica, autorizza a porsi seriamente questa domanda. E la risposta non può essere di comodo e banalmente rassicurante, ma richiede una profonda riflessione, che dalle vicende più recenti risalga ad alcuni snodi cruciali dei decenni scorsi. A questo si dedicano Paolo Borgna e Jacopo Rosatelli in un dialogo senza reticenze intorno a uno dei valori fondamentali della nostra democrazia. Un valore importante non solo per gli operatori della giustizia, ma per l’intera società. Scritta nella Costituzione, affermatasi davvero solo negli anni Sessanta in un clima di grandi trasformazioni, impostasi con i processi per corruzione e mafia negli anni Novanta, l’indipendenza della magistratura è oggi degenerata in separatezza? Il sistema di autogoverno concepito dai costituenti è, nella sua concreta attuazione, fallito e rischia di essere il vero nemico dell’indipendenza. Ma ci sono alternative? Contro i detrattori e i sostenitori per principio dell’operato di pubblici ministeri e giudici, serve un punto di vista autenticamente critico che, senza ipocrisie o cedimenti allo “spirito dei tempi”, ci ricordi cosa significa che la giustizia «è amministrata in nome del popolo».

Dove ci porta il Piano

Dove ci porta il Piano?

Abbiamo un Piano. Anzi, addirittura un Piano quinquennale (!): 2021-2026.

Forse non abbiamo riflettuto abbastanza su questo fatto. O su questo nome. E su questi tempi: già, perché in Italia, nel 2023 (se non prima) si vota. Ma i tempi del Piano sembrano indifferenti, o preminenti o soverchianti, rispetto a quelli della democrazia. Siamo passati, anche formalmente, dalla democrazia alla tecnocrazia?

O ancora (sia detto con ironia): siamo forse passati dall’economia di mercato all’economia di piano? Certo che no: pare che l’idea — anzi, il vero piano — sia restaurare attraverso l’attuazione del Piano il dominio del mercato. Lo dicono le parole stesse del titolo: «Ripresa», termine consueto nel discorso sui cicli del capitalismo; e «Resilienza», termine scientifico inconsueto nel discorso pubblico, anzi fastidioso neologismo mediatico, il cui significato nel nuovo contesto extra-scientifico è forse quello involontariamente rivelato dalla Presidente della Commissione europea in un improvvido commento recente, perla di ingenuità e ignoranza: quando ha citato il celebre motto del Gattopardo, «tutto deve cambiare perché tutto ritorni come prima», intendendolo come l’indicazione di una fulgida mèta, anziché la mesta enunciazione di una filosofia pessimistica della storia.

Ma che cosa dice davvero il Piano? Che cosa bolle in pentola? Insomma: dove ci porta il Piano? La Scuola per la Buona Politica di Torino e Volere la luna hanno promosso un’iniziativa congiunta per aiutarci a capirlo. Abbiamo chiesto a un gruppo di studiosi di leggere le varie parti del Piano, le cosiddette «missioni», e i documenti finora disponibili di alcune delle «Riforme» ad esso collegate, per cercare di scorgere che cosa si sta preparando per il nostro futuro.

 

Scuola per la Buona Politica di Torino – Volere la Luna
DOVE CI PORTA IL PIANO
il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza:
letture e discussioni

mercoledì 30 giugno – 18.00-20.00
Digitalizzazione e innovazione, Luciano Paccagnella
Transizione ecologica, Angelo Tartaglia
Inclusione e coesione, Chiara Saraceno
collegamento zoom: https://us02web.zoom.us/j/82870098185?
pwd=QzZNMjY5N0VoWTNmdHpiQnBZb2tKdz09

mercoledì 7 luglio – 18.00-20.00
Infrastrutture, ambiente e patrimonio culturale, Tomaso Montanari
Salute, Nerina Dirindin
Riforma del sistema giudiziario, Nello Rossi
collegamento zoom: https://us02web.zoom.us/j/88004801884?
pwd=ekYwZ1I1bERPZ2VaQ0Fka1R6RnBoQT09

mercoledì 14 luglio – 18.00-20.00
Istruzione e ricerca, Andrea Ranieri
Riforma della Pubblica Amministrazione, Vincenzo Cerulli
Riforma del lavoro?, Maria Vittoria Ballestrero
collegamento zoom: https://us02web.zoom.us/j/84816398056?
pwd=YW92dnRScnE1aUNkNTg1NkhDNy9jQT09

mercoledì 21 luglio – 18.00-20.00
Tavola rotonda – Il Piano, la tecnica, la politica
Maurizio Franzini, Elena Granaglia, Luigi Pandolfi, Livio Pepino, Gianfranco Viesti
collegamento zoom: https://us02web.zoom.us/j/82152994453?
pwd=OUhyRi9Ob2VyOWtSelhiTkcwQkhPdz09
Tutti gli incontri possono essere seguiti in streaming sul canale Youtube di Volere la Luna:
https://www.youtube.com/c/AssociazioneVolerelaluna

 

concorso cinematografico LiberAzioni – le arti dentro e fuori- 1 luglio, alle ore 21,15 al Cinema Massimo

Giovedì primo luglio, alle ore 21,15 al Cinema Massimo (Via Verdi 18, Torino) si dà il via ufficialmente alle iscrizioni per la terza edizione del concorso cinematografico LiberAzioni – le arti dentro e fuori, attraverso una proiezione speciale.

Infatti, a lanciare il concorso, sarà il film Cattività di Bruno Oliviero (2020, 80′) in anteprima regionale che racconta l’esperienza unica del teatro in carcere per un gruppo di detenute del carcere di Vigevano, sottoposte a un regime di Alta sicurezza. Il documentario attraversa il percorso di formazione emotiva, artistica e professionale di donne segnate da esperienze estremamente dure e faticose, condotto da anni con grande rigore e umanità dal regista Mimmo Sorrentino che accompagnerà Oliviero per la presentazione del film in sala. Modera l’incontro Valentina Noya, progettista dell’Associazione Museo Nazionale del Cinema e direttrice di LiberAzioni festival. Ingresso a 5,00 Euro.

Il senso del film-documentario Cattività – dichiara il regista Bruno Oliviero – si produce seguendo, all’interno delle giornate di uscita che hanno vissuto le detenute dell’alta sicurezza grazie allo spettacolo sulla loro infanzia, i dettagli del modo in cui reagiscono di volta in volta a queste “giornate particolari”. I loro stupori per l’accoglienza che ricevono, i loro modi per difendersi dalle troppo emozioni, le loro durezze, il rapporto che cresce ad ogni uscita con le loro guardie, il loro essere quasi stordite dal rapporto che instaurano con il pubblico o con le persone che vogliono imparare da loro come fare teatro. La regia è il risultato della scelta di filmare nella loro interezza e lunghezza le “giornate particolari”. Non filmando solo lo spettacolo ma ciò che accade nelle pause, negli interstizi degli spettacoli e delle incombenze carcerarie. Momenti nei quali si registra, man mano che il film va avanti, qualcosa di sempre più doloroso mentre i loro occhi scoprono l’enormità della normalità del fuori.

Il concorso cinematografico è parte del progetto LiberAzioni – festival delle arti dentro e fuori, nato con l’intento di sollecitare e promuovere la creatività attorno al tema del carcere e della pena e in particolare creare – attraverso una serie di percorsi, laboratori ed eventi culturali – opportunità di incontro, conoscenza e scambio tra chi in carcere vive e il territorio che il carcere ospita.

Il progetto si svolge a Torino e ha un respiro tanto nazionale quanto di catalizzatore della comunità locale: le attività culturali previste sono, a livello nazionale, due concorsi, di cinema e scrittura – quest’ultimo esclusivamente destinato a detenuti delle carceri d’Italia – che sfociano in un festival della creatività dedicata ai temi del carcere che si terrà in diverse sedi tra fine settembre e la prima metà di ottobre 2021; a livello locale, nel quartiere Le Vallette, i laboratori esterni e interni al carcere Lorusso e Cutugno, fino al sopraggiungere della prima ondata pandemica, hanno sempre mirato ad aprire il dialogo e incontri tra popolazione locale e popolazione detenuta e durante il difficile periodo di confinamento il progetto ha svolto un importante ruolo di supporto e assistenza ai detenuti in uscita.

Il bando di concorso rimarrà aperto fino al 31 agosto 2021.

Evento facebook: https://it-it.facebook.com/events/609620446670473/

Per maggiori info: liberazioni.torino@gmail.com – https://it-it.facebook.com/liberazionifestival/

 

Grazie per l’attenzione che ci avete finora dedicato.

Lo staff

LiberAzioni – festival delle arti dentro e fuori

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