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Inaugurata la Mostra Le Fiabe di Liliana Lanzardo

Il viaggio dell’Idea –  La Vanità vola bassa – Caro amico ti scrivo da lontano

 

Liliana Guazzo Lanzardo

Nella vita di Liliana Lanzardo si affiancano due attività che pur di natura diversa hanno in comune un approccio creativo: la ricerca storico sociologica, dove l’analisi della realtà sociale è sviluppata con forte attenzione alla metodologia, e la produzione artistica nella quale compaiono esseri di fantasia che hanno ben poco i piedi piantati nella realtà. Il suo lavoro storico e artistico hanno in comune l’aspirazione a far emergere quello che di più interiore, libero e nascosto vi è nell’essere umano e nella sua storia.

L’attività artistica: Pur dedicandosi soprattutto all’insegnamento, ha mantenuto sin dal 1959-60 un intervento connesso al disegno, realizzando grandi striscioni per le manifestazioni cittadine e illustrando testi de Il giornale dei genitori edito da Ada Marchesini Gobetti. Inoltre ha pubblicato quattro libri di favole per bambini e adulti, con propri testi ed acquarelli: Il viaggio dell’Idea, La Vanità vola bassa (secondo premio Città dei Cigni, Austria, 2004; Caro amico ti scrivo da lontano (premio della giuria, Città dei Cigni Austria, 2008), Il giardino musicale (con testo di Consolata Lanza). Alle prime tre è dedicata la mostra. Da alcuni anni, oltre ad acquarelli e dipinti ad olio e tecniche miste, ha prodotto sculture in ceramica (una di esse ha vinto il secondo premio nazionale “Libri mai mai visti” Russi, Ravenna 2003, segnalata da dalla rivista Andersen). E’ inserita come Guazzo Lanzardo nel Catalogo d’Arte Moderna Mondadori dal 2004 e nel Catalogo degli scultori Mondadori 2006.

Da queste opere emerge una realtà immaginaria popolata di figure lievi dallo spirito trasparente e leggero che potrebbero aleggiare invisibili attorno al mondo degli uomini o rappresentare esse stesse l’interiorità dell’animo umano.

La mostra sarà aperta il giovedì e il venerdì dalle 15,00 alle 18,00, per gli altri giorni necessaria la prenotazione presso i seguenti contatti: tel.  371 444 22 75 – email  info@volerelaluna.it https://viatrivero.volerelaluna.it/

IL FIABESCO DISEGNATO E SCRITTO DI LILIANA LANZARDO

Le Fiabe illustrate di Liliana Lanzardo in mostra e prossima occasione di un Laboratorio di disegno con i bambini delle scuole elementari, allo spazio dell’Associazione VOLERE LA LUNA di Torino.
“Una piccola Idea ogni giorno si mette in viaggio con la speranza di trovare qualcuno a cui suggerire….” è l’inizio di una fiaba, intitolata Il viaggio dell’idea, scritta e disegnata da Liliana Lanzardo, in mostra insieme ad altre due fiabe ( La vanità vola bassa, Caro amico ti scrivo da lontano, in un percorso sulle pareti nello spazio dell’Associazione Volere la Luna di Torino, che si apre a una passeggiata aerea e funambolesca fra le parole e le immagini. Attività di ricerca sociologica e storica con lo scrupolo della attenzione metodologica e l’estro creativo fantasioso e bizzarro possono convivere e abitare in una stessa natura? Chi avesse dubbi a riguardo dovrebbe allora conoscere meglio la personalità di Liliana Lanzardo, la cui biografia è una testimonianza lineare di questo duplice spirito di libertà interiore assoluta. Pur dedicandosi all’insegnamento Liliana Lanzardo sin dagli anni sessanta ha cominciato a disegnare e illustrare striscioni per manifestazioni cittadine, testi per periodici e via via illustrazioni e dipinti per diverse pubblicazioni e mostre storicizzate da cataloghi con interventi critici.
Un estro creativo che nel tempo si è sempre più definito con una sua inconfondibile cifra artistica, pur nella apparente diversificazione figurativa. Come definire allora le immagini disegnate o dipinte delle sue fiabe, figure bizzarre, prodigi delle mente, naturalistiche espressioni antropomorfizzate in modo fantasioso? Ebbene, lo spazio della rappresentazione delle parole è affollato da tutto questo, compreso quello che la stessa artista non esita a definire folletti, spiriti lievi e un po’ birichini. Opportunità e spunto per aprire la mente e la fantasia di bambini ed adulti a storie parallele in cui poi ognuno diventa regista e creatore di significati e significanti nuovi ed altri. L’importante è mettersi in ascolto e avere non uno ma mille occhi anche invisibili. Le parole e le immagini scatenano allora nuove parole e nuove immagini nella ingenua innocenza fanciullesca che conserva integrale la bellezza della sorpresa e della scoperta. Un laboratorio di disegno, aperto ai bambini delle scuole elementari, diventa così motivo per l’esperienza rivissuta di questa scoperta-sorpresa delle parole e delle immagini che le fiabe possono regalare, in un regno ben diverso e contrapposto agli orrori della cronaca.
Antonio Miredi
http://antoniomirediarte.blogspot.com/2022/04/il-fiabesco-disegnato-e-scritto-di.html

Contro l’apartheid israeliana all’interno dell’*Israeli Apartheid Week*.

Sabato 2 aprile alle ore 15 in Piazza Carignano si terrà un flash mob a
cura del BDS Torino c
Dei 5 rapporti che denunciano l’apartheid israeliana, verranno
rappresentati teatralmente quattro infografici tratti dal rapporto di Human
Rights Watch.
*Al pubblico che assiste si chiede di partecipare scrivendo frasi contro
l’apartheid israeliana e contro l’occupazione.*
*Nel caso di maltempo il flash mob si terrà in Piazza Carlo Alberto sotto i
portici sempre alla stessa ora.*

“Alla vigilia dello sciopero globale per il clima. A che punto è la notte?” con Giorgio Brizio , Ines Gobetti e Angelo Tartaglia

Venerdì prossimo, 25 marzo, ci sarà, organizzato da Fridays For Future, uno sciopero generale per il clima. A Torino l’appuntamento sarà alle ore 10 in Piazza XVIII Dicembre

Lo sciopero cade in un momento particolarmente delicato nel quale, anche sull’onda del rincaro dell’energia e della tragedia della guerra in Ucraina, si assiste, a livello sia nazionale che sovranazionale, a una crescente marcia indietro rispetto a decisioni che sembravano acquisite per contenere il cambiamento climatico. Così ritornano sulla cresta dell’onda addirittura il carbone e il nucleare.

Per questo, e per sottolineare l’importanza della mobilitazione del 25, Volere la Luna ha organizzato giovedì 24 marzo alle 18.00 in via Trivero 16 un incontro dal significativo titolo
Alla vigilia dello sciopero generale per il clima. A che punto è la notte?“.
Partecipano
Giorgio Brizio (Fridays For Future Torino, autore di Non siamo tutti sulla stessa barca)
Ines Gobetti (Fridays For Future Torino)
Angelo Tartaglia (professore di Fisica, Politecnico Torino, autore di Clima, lettera di un fisico alla politica).
La registrazione dell’incontro sarà pubblicata sul nostro canale youtube: https://www.youtube.com/c/associazionevolerelaluna/videos.

 

Il 25 marzo tutti in piazza all’urlo di “Persone, non profitti”. Lo ha annunciato la stessa Greta Thunberg sul suo account Twitter, invitanto tutti ad aderire al primo sciopero globale per il clima del 2022.

Le richieste del movimento sono riparazioni e giustizia climatica, oltre al fatto che le persone al potere diano priorità, appunto, alle persone e non ai profitti.

 

Giovedì 10 marzo ore 10 Spezziamo le ali al militarismo!

 

 

Giovedì 10 marzo – ore 10
Spezziamo le ali al militarismo!

presidio antimilitarista di fronte all’auditorium dell’Energy Center del Politecnico

in via Paolo Borsellino 38/16

Nell’auditorium si svolgerà un convegno dal titolo “Il futuro dell’aerospazio: opportunità di sviluppo per le PMI nella filiera”, cui interverranno rappresentanti del politecnico e delle maggiori industrie belliche del settore: Leonardo, Avio Aero, Thales Alenia Space, Mecaer con l’introduzione della presidente del Distretto Aerospaziale del Piemonte. Questo convegno è solo un ulteriore tassello del mosaico che vede al centro uno strettissimo intreccio di interessi tra il Politecnico Torinese e l’industria aerospaziale di guerra, che troverà il suo culmine nella realizzazione della Città dell’Aerospazio, che sorgerà nell’area tra corso Marche e corso Francia, in un’area di proprietà di Leonardo.
Il segnale inequivocabile di una scelta strategica per il futuro della città, che si lega più che nel recente passato, all’industria bellica. Non solo. Presto a Torino potrebbe sbarcare anche la NATO.
La NATO si prepara a sbarcare a Torino?
La notizia della candidatura di Torino ad ospitare la sede di un acceleratore d’innovazione nel campo della Difesa e l’ufficio regionale per l’Europa del Defence Innovation Accelerator for the North Atlantic (D.I.A.N.A) della NATO è passata come sempre in sordina.
Lo stesso sito Difesa.it descrive pudicamente l’operazione come “Sinergia per l’innovazione tra Industria Mondo Accademico e Difesa”
E prosegue: “L’offerta nazionale per la partecipazione all’iniziativa, lanciata dai capi di Stato e di Governo al summit di Bruxelles del giugno 2021 nell’ambito dell’agenda NATO 2030, consiste nella realizzazione di una rete federata di centri di sperimentazione e acceleratori d’innovazione con il compito di supportare la NATO e i paesi alleati nel proprio processo di innovazione, sostenendo le start-up a sviluppare le tecnologie necessarie a preservare la superiorità tecnologica e facilitando la cooperazione tra settore privato e realtà militari.
L’Italia propone di ospitare il Regional Office presso le strutture nella costituenda Città dello Spazio, dove si insedierà, a fianco dei laboratori e degli spazi per le start-up, il Business Incubation Centre dell’Agenzia Spaziale Europea. Nelle more del completamento della Città dello Spazio, saranno comunque disponibili per l’immediato degli uffici presso le Officine Grandi Riparazioni di Torino.
Verrà, inoltre, messo a disposizione del progetto il costituendo acceleratore Aerospace & Advanced Hardware e saranno rese disponibili le capacità di sperimentare tecnologie innovative presso il Centro di Supporto e Sperimentazione Navale (CSSN) della Marina Militare di La Spezia e il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA) di Capua, società partecipata dell’Agenzia Spaziale Italiana, del Consiglio Nazionale delle Ricerche e della Regione Campania. Un volta identificati, i due uffici regionali, uno in Europa e uno in Nord America, fungeranno da hub dell’intera rete DIANA e sovraintenderanno alle attività degli acceleratori e dei vari test center.“
La candidatura di Torino ad ospitare l’acceleratore e l’ufficio europeo di DIANA è stata ufficialmente presentata il 20 gennaio, durante un incontro che si è svolto negli uffici della Regione Piemonte. Il Generale di Corpo d’Armata Luciano Portolano, Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti, si è confrontato con David van Weel, Assistant Secretary General for Emerging Security Challenges della NATO.
La saldatura tra iniziative come la Cittadella dell’aerospazio e la candidatura ad ospitare DIANA sono il segnale inequivocabile che siamo di fronte ad un importante cambio di paradigma per la città di Torino.
In autunno i media in occasione della mostra-mercato dell’industria bellica aerospaziale hanno descritto i colossi dell’industria bellica riuniti all’Oval come consesso di scienziati e tecnici che progettano e costruiscono navicelle per Marte e l’avventura spaziale.
Un’operazione mediatica funzionale a creare una cortina fumogena intorno alla Cittadella dell’Aerospazio che sorgerà in corso Marche, nell’area dello stabilimento Alenia di Torino, il cui core business è la costruzione di cacciabombardieri e droni da guerra.
I promotori della Cittadella, non per caso, sono Leonardo e Avio aero. Leonardo è il colosso dell’industria armiera italiana, a capitale prevalentemente statale. L’accento è messo sull’innovazione, le start up, il legame sempre più stretto con la ricerca universitaria, le “sfide tecnologiche dell’aeronautica e della esplorazione spaziale”, con annessi oltre ad un museo e ad un parco urbano, residenze per studenti e ricercatori, uno «space center», un incubatore per startup del settore
Lo scorso ottobre Leonardo ha siglato l’accordo con il Politecnico, che ha definito spazi e competenze.
Si tratta di una scrittura privata con all’interno il contratto preliminare di costituzione di diritto di superficie tra l’Ateneo e la ditta Leonardo per la realizzazione della Piattaforma Aerospazio.
L’avvio dei lavori è previsto nei primi mesi del 2022, la conclusione nel 2023.
La città dell’aerospazio è, nella sostanza, un nuovo polo tecnologico dedicato all’industria di guerra. Il progetto coinvolge Regione Piemonte, Comune, Politecnico, Università, Camera di Commercio e Unione Industriale di Torino, Api, Cim 4.0, il Distretto aerospaziale piemontese e Tne. Parlare di armi in modo schietto è considerato impopolare, perciò si attua un’operazione di travestimento di una scelta strategica cruciale per il Piemonte, benedetta lo scorso ottobre dal presidente di Confindustria Bonomi: ormai finito il tempo delle automobili, si punta sull’industria bellica.
Torino è già oggi uno dei centri della progettazione e produzione bellica.
La gran parte delle aziende italiane dell’aerospazio si trova in Piemonte, dove il giro d’affari annuale è di 5 miliardi di euro di fatturato e 15 mila addetti ai lavori. I settori produttivi sono da tempo strettamente connessi con le università, in primis il Politecnico, e altri settori della formazione. La città dell’aerospazio rappresenta un ulteriore salto quantitativo e qualitativo per i rapporti tra l’industria bellica e l’università.
In Piemonte, ci sono ben cinque attori internazionali di primo piano: Leonardo, Avio Aero, Collins Aerospace, Thales Alenia Space, ALTEC.
L’industria bellica è un business che non va mai in crisi. L’Italia fa affari con chiunque.
La chiusura e riconversione dell’industria bellica è urgente e necessaria.
Le armi italiane, in prima fila il colosso pubblico Leonardo, sono presenti su tutti i teatri di guerra. Guerre che paiono lontane sono invece vicinissime: le armi che uccidono civili in ogni dove, sono prodotte non lontano dai giardini dove giocano i nostri bambini.
Per fermare la guerra non basta un no. Occorre incepparne i meccanismi, partendo dalle nostre città, dal territorio in cui viviamo.
Bloccare la nuova Cittadella dell’Aerospazio, impedire lo sbarco a Torino dell’ufficio europeo di DIANA opporsi a trasformare Torino in uno dei nodi della rete mondiale di acceleratori di innovazione al servizio della NATO è una scommessa importante da praticare. Specie oggi che una guerra dalle conseguenze imprevedibili infuria nel cuore d’Europa.

Assemblea Antimilitarista – Torino

8 marzo in piazza con i movimenti per lo sciopero femminista transfemminista e transnazionale. Le immagini.

Perchè uno sciopero globale femminista e transfemminista?
Le violenze di genere sono per noi tutte le violenze fisiche e psicologiche che viviamo in quanto persone socializzate come donne, tutte le discriminazioni, le violenze della precarietà del lavoro, le violenze di un sistema sanitario che continua a non curarci adeguatamente ed a normare i nostri corpi, le violenze razziste che pervadono il nostro sistema sociale, le violenze abiliste, grassofobiche ed eterocisnormate contro l’autodeterminazione dei nostri corpi, le violenze dei ruoli di genere imposti che viviamo quotidianamente nelle nostre case.
➡️ Scioperiamo contro ogni guerra ed imperialismo, contro il profitto delle industrie belliche, consapevoli del rischio che corrono i corpi delle nostre sorelle, diventando terreno di conquista e violenza. Scioperiamo per dire ancora insieme no a questa guerra e no a un ordine globale che si basa sulla violenza machista per legittimare ogni gerarchia e per intensificare lo sfruttamento.
➡️ Scioperiamo insieme dal lavoro produttivo, dai contratti senza garanzie che non ci permettono di pagare l’affitto, di programmare il futuro, di scegliere liberamente quando diventare madri, di curarci quando stiamo male. Scioperiamo insieme, perché lo sciopero non diventi un privilegio per pochɜ ancora tutelatɜ dalla copertura sindacale, scioperiamo per rendere visibile chi ha contratti e modalità di lavoro che non permettono lo sciopero, per chi è costantemente sotto il ricatto del licenziamento, per e con lɜ studenti in alternanza, per chi un contratto non ce l’ha o non ce l’ha più.
➡️Scioperiamo dal lavoro essenziale che si dimentica che ad essere essenzialɜ siamo noi, dai turni massacranti che hanno ucciso Sara Viva Sorge, dall’impossibilità di assentarsi dal lavoro, scioperiamo per prenderci cura di noi e di loro, e rivendicare un sistema sanitario e un sistema scolastico più umani e finanziati.
➡️ Scioperiamo insieme dal lavoro riproduttivo, perché durante la pandemia, con il telelavoro, il tempo del lavoro ha colonizzato il nostro tempo di vita, ha eroso i nostri spazi di libertà e ha stritolato lɜ madri.
➡️Scioperiamo insieme dal lavoro domestico, dalla cura non riconosciuta e senza reciprocità, dagli squilibri di potere nelle case e dai ruoli che ci sono imposti dalla famiglia tradizionale.
➡️Scioperiamo insieme contro una società abilista ed un sistema sanitario pubblico che non si prende cura di noi ed invalida costantemente il dolore delle donne e delle persone con vulva e vagina.
➡️Scioperiamo contro le liste d’attesa degli ospedali pubblici di Torino, che escludono dal diritto alla salute chiunque non possa pagarsi una visita nel privato.
➡️Scioperiamo per un aborto libero, sicuro e gratuito, contro gli antiabortisti e gli obiettori di coscienza.
➡️Scioperiamo insieme dal binarismo di genere e dalle norme che ne derivano e ci sono imposte.
➡️Scioperiamo insieme per prenderci cura di noi stessɜ, per dedicarci del tempo, per costruire reti di solidarietà e celebrare la sorellanza contro la competizione che ci viene imposta e ci divide.
➡️Scioperiamo insieme contro il ricatto del permesso di soggiorno, che non permette allɜ migranti di rivendicare i propri diritti, contro le discriminazioni razziste nel mondo del lavoro, il linguaggio razzista e l’indifferenza.
➡️Scioperiamo insieme dal dover sempre dimostrare il nostro valore, dal dover giustificare la nostra esistenza, dallo sguardo maschile e patriarcale che osserva sempre i nostri movimenti e le nostre scelte.

Tra retorica, giornalismo di regime, speranze e guerre dimenticate

In una situazione in cui chi cerca di ragionare si trova sotto il fuoco incrociato della propaganda mass-mediatica (i mezzi di comunicazione  italiani in questi giorni sembrano uffici stampa della NATO) degli ordini di scuderia, della retorica dell’eroismo e del “senza se e senza ma”, della insofferenza contro chi rifiuta il pensiero unico, la messa alla gogna di chi non si allinea (l’atroce articolo di Gianni Riotta sul Corriere di ieri ne è l’esempio più lampante); tre cose tra ieri e oggi mi hanno particolarmente colpito:
la prima è il servizio di Francesca Mannocchi andato in onda ieri sera a Propaganda Live:
https://www.la7.it/propagandalive/video/ucraina-il-reportage-di-francesca-mannocchi-04-03-2022-426905
immagini strazianti di povere case di contadini presso il confine distrutte dai razzi russi in cui una ragazza sfuggita dalla città aveva trovato riparo credendo di mettersi al sicuro: la guerra l’ha inseguita e l’ha trovata in una casa di legno e paglia in mezzo ai campi di patate.
La seconda è l’articolo di Domenico Quirico su La Stampa, che scrive dei giovanissimi soldati russi. Molti di loro con l’inganno si sono trovati costretti ad uccidere, a morire, tanti sono prigionieri; moltissimi credendo di andare a fare esercitazioni in Bielorussia.
La terza sono le parole dei rappresentanti delle associazioni, dei coordinamenti pacifisti e studenteschi alla manifestazione di Roma di oggi 5 marzo, dal cui appello per la pace è scomparso improvvisamente la voce “disarmo” che si sono espresse praticamente all’unanimità contro la scelta di inviare armi in Ucraina. “Le armi di provenienza italiana contribuiranno ad aumentare il numero dei morti e di vittime innocenti e questo è inaccettabile in base all’articolo 11 della nostra Costituzione”.
Per la pari dignità e accoglienza che si devono ai profughi di tutte le guerre, senza discriminazioni di razza, vicinanza geografica, cinica propaganda mediatica.
Foto ADN Kronos
 
Troppo lontane dai nostri occhi e dalle nostre coscienze per poterci indignare, in tante, quasi tutte, le guerre tuttora in corso, l’Occidente, la NATO, l’ONU, assistono inerti,  abbandonano dopo aver promesso aiuto, tradiscono.
Sudan, Etiopia, Burkina Faso, Mali, Niger, Libia, Yemen, Somalia, Mozambico, Nigeria, Afghanistan, Siria, Myanmar, Confine India-Pakistan, Palestina, Confine India – Cina.
I genocidi in corso:Armenia, Kurdistan, Cecenia, Yazidi.
Le guerre per il controllo dell’economia o del mercato della droga come Colombia, Messico, Haiti.
Diego Bettiolo

NATO Russia Ucraina la guerra non è mai la soluzione. Presidio in Piazza Castello sabato 26 febbraio dalle ore 11

«La guerra non restaura diritti, ridefinisce poteri» (Hannah Arendt)

 

18 FEBBRAIO 2022 GLI STUDENTI IN PIAZZA A TORINO. Le immagini.

Arrivati dai quattro punti cardinali della città, in decine di cortei, confluiti in quello principale che aveva come punto di partenza Piazza XVIII Dicembre, gli studenti e le studentesse torinesi in lotta hanno dato vita oggi ad una delle manifestazioni più partecipate e determinate viste ultimamente.

Agli occhi degli osservatori non è passata inosservata una consapevolezza nuova rispetto alle piazze viste negli anni recenti.

Meno velleitarismo, più spazio alle istanze reali e, per ora, nessuna strumentalizzazione, da cui sembrano essere ben consapevoli di dover star lontani.

Erano i 48 istituti scolastici di Torino, occupati  in seguito alla piattaforma di rivendicazioni nel cui contenitore figurano il benessere psicologico, i problemi della didattica, il potere decisionale da parte degli studenti, le strutture fatiscenti e i mezzi di trasporto insufficienti.

Chiedono le dimissioni del ministro dell’istruzione Bianchi e l’abolizione in toto della legge 107, detta della “Buona Scuola”, comprese tutte le attività di alternanza scuola-lavoro non formative e anzi atte a creare divisioni e sfruttamento nel mondo della scuola e che hanno portato alla morte dei giovanissimi Lorenzo Parelli e Giuseppe Lenoci.

Hanno seguito il corteo CGIL CISL e UIL, Rifondazione Comunista, i Cobas, varie associazioni, tanti i professori che manifestavano piena solidarietà; tutti a debita distanza perchè la piazza è stata e doveva essere solo ed unicamente dei veri protagonisti.

L’irruzione tentata all’interno della sede dell’Unione Industriali è stata dichiaratamente dimostrativa e va dato atto alle forze dell’ordine di non avere ecceduto nella reazione, rimanendo all’interno dei cancelli di via Fanti, tutto è rimasto quindi ben al di sotto degli standard di violenza cui purtroppo si è stati costretti ad assistere negli ultimi tempi.

Tanto è vero che si rimane increduli nell’apprendere dai media del ferimento di ben sette esponenti delle forze dell’ordine, di cui due “trasportati in ospedale”. I presenti, tra i quali chi scrive, hanno potuto constatare che nei brevissimi istanti in cui tutto si è svolto, gli agenti in tenuta antisommossa e gli scudi levati, hanno dovuto affrontare qualche bombetta di vernice rossa e l’urto di una fanteria leggerissima armata di aste di plastica e poco più, da cui sono usciti senza un graffio, senza dover fare un passo indietro e, per fortuna, nemmeno in avanti. Solo un paio di settimane fa poteva finire molto peggio, quindi, si ripete, va dato atto alle forze dell’ordine di un comportamento in questo caso corretto, come sempre dovrebbe essere.

 

 

 

Fotografie di Diego Bettiolo e Carlo Minoli

Venerdì 18 febbraio gli studenti tornano in piazza per una riforma della scuola. Appuntamento in P.zza XVIII Dicembre alle 9,30

VENERDÌ 18 FEBBRAIO 9:30 PIAZZA XVIII DICEMBRE SCIOPERO STUDENTESCO
In seguito alle manifestazioni studentesche del 28 gennaio e del 4 febbraio, ə studentə scendono in piazza, questa volta su scala nazionale, per dire no tuttə assieme ad un modello di scuola che da troppi anni ha le orecchie tappate, e fa finta di non vedere.
Dopo la morte di un altro ragazzo durante lo svolgimento di uno stage, questa volta di 16 anni, è ormai chiaro che serve una profonda riforma dei sistemi di alternanza scuola-lavoro e di PCTO, che può avvenire solo dopo una dismissione degli stessi, per ripartire dalle fondamenta;
nessunə studentə può e deve far parte del processo produttivo di una azienda o di un ente, in nessun caso e per nessun motivo.
La sistematicità di quella che si può definire strage sui posti di lavoro non deve per nessun motivo aprire le porte a giovanə e giovanissimə, mai.
Le decine di decine di scuole occupate nella nostra città e in provincia dimostrano ancora una volta la necessità impellente di un cambiamento su larga scala, e sono grida che le singole scuole rivolgono a un ministro e un ministero che continuano ad alzare muri, malgrado le apparenze;
il benessere psicologico, i problemi della didattica, il protagonismo studentesco, le strutture fatiscenti e i mezzi di trasporto insufficienti solo solo alcuni dei motivi, oltre a quelli precedentemente citati, che ci obbligano a trovarci tuttə assieme questo venerdì, per dimostrare che non ci stiamo, ancora una volta, unitə.
Stiamo ricostruendo la scuola dal basso, non abbiamo fiducia in un ministero che non ci ascolta, non abbiamo più niente da perdere.
Il 18 Febbraio ci vediamo alle 9.30 in piazza XVIII Dicembre!
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