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9-10 luglio ore 21 | San Pietro in Vincoli Zona Teatro LENÒR


9-10 luglio ore 21 | San Pietro in Vincoli Zona Teatro LENÒR

di Enza Piccolo, Nunzia Antonino e Carlo Bruni
con Nunzia Antonino
regia Carlo Bruni
produzione DiaghilevDedicato a Eleonora de Fonseca Pimentel

Introdotti da un racconto di Enza Piccolo e guidati dalle voci di tanti illustri ammiratori (da Enzo Striano a Dacia Maraini, da Susan Sontag a Maria Antonietta Macciocchi), abbiamo conosciuto Eleonora de Fonseca Pimentel. L’incontro è stato folgorante. Portoghese d’origine, napoletana d’adozione, Eleonora fu poetessa, scrittrice e una delle prime donne giornaliste in Europa. Una figura decisiva per la storia del nostro paese e in particolare del sud. Protagonista nei moti partenopei del 1799 e di quell’effimera repubblica meridionale, condusse un’esistenza esemplare, appassionata e faticosa, che ci parla ancora oggi, con grande forza, di libertà e giustizia, di amore e dignità.

Gli straordinari sommovimenti che stanno mutando il profilo del mondo arabo, la crescente indignazione che anima i movimenti europei, il disagio che attraversa l’Italia, disegnano un panorama in cui la storia di questa donna, insieme a quella di molti suoi compagni di viaggio, sembra collocarsi perfettamente.
Eleonora combatté sino al patibolo la volgarità e l’inganno, l’ignoranza e la barbarie. Raccontarla significa non solo rendere omaggio a una grande antenata, ma invitarla a guidarci ancora sul sentiero di questo tempo difficile.

info e prenotazioni
biglietteria@fertiliterreniteatro.com – 331.3910441 (lun-ven h15-18)

Cinelettera #10 Lavori in Corto Lunedì 12 luglio ore 21,30 luglio

Pieghevole Lavori in corto 2021

cs_LAVORI IN CORTO_Proiezioni_12_13_14_luglio_Torino  

Programma proiezioni_LAVORI IN CORTO_12_13_14_luglio

 

Lavori in Corto. Restiamo umani 
Film fuori concorso
Lunedì 12 luglio ore 21,30 luglio
@Comala, C.so Ferrucci 65, Torino
Ingresso libero
La prima serata di Lavori in corto è dedicata alla presentazione dei film fuori concorso che ci porteranno nel Mar Mediterraneo, in Crimea, al confine italo-sloveno, in una scuola italiana e nel cuore di Milano con la proiezione di Gioja22 di Stefano De Felici (2020, 11′), Il muro bianco di Andrea Brusa e Marco Scotuzzi (2020, 13′), La Napoli di mio padre di Alessia Bottone (2020, 20′), I naufraghi di Kerch di Stefano Conca Bonizzoni (2020, 26′) e Confine | Umanità di Sara Del Dot e Carlotta Marrucci (2020, 33′). La serata sarà introdotta da Mauro Carazzato del Gruppo Emergency di Torino; ogni appuntamento sarà arricchito da brevi pillole di diritti curate da Amnesty International Piemonte e Valle d’Aosta.

Lavori in Corto. Restiamo umani
Film in concorso

Martedì 13 luglio ore 21,15
@Cascina Roccafranca, Via Rubino 45
Ingresso
libero

La seconda serata di Lavori in corto è dedicata al primo programma dei film in concorso con la proiezione di Umar di Francesco Cibati (2021, 15′), alla presenza dell’autore e di Umar, giovane pakistano reduce della rotta balcanica accolto a Trieste dall’Associazione Linea d’Ombra; En camino – Messico, machismo e nuvole di Isabella Cortese, Federico Fenucci e Giuditta Vettese (2020, 30′), documentario partecipato sulle questioni di genere nel paese con il più alto numero di femminicidi; Source di Marie Gioanni (2021, 11′), sulla memoria e il presente della Valle Roja tra Italia e Francia; Zaytun – Fuori campo di Alice Corte e Constantin Rusu (2021, 30”), documentario sulla squadra di basket composta dalle giovani palestinesi che vivono nel campo profughi di Shatila.

Lavori in Corto. Restiamo umani
Film in concorso e premiazione
Mercoledì 14 luglio ore 21,30

@Arena Monteorsa, Via Brandizzo 65, Torino
Ingresso
libero

La terza e ultima serata di Lavori in corto è dedicata al secondo programma con i film in concorso attraverso la proiezione di Assomoud – House of the resilient children di Francesca Zonars (2021, 30′) che ci riporterà in Libano per raccontare la condizione dei bambini palestinesi; Diciotto di Laura D’Angeli, Maria Colomer Canyelles e Dafne Lechuga Maroto (2020, 25′) getta luce sulla questione dei minori stranieri non accompagnati attraverso gli occhi di Ansou Fall e della comunità di persone che lo ha accolto; Libertà di Savino Carbone (2019, 30′), sulla condizione dei migranti omosessuali in un tempo di politiche restrittive. I film saranno introdotti dagli autori; a seguire premiazione finale alla presenza della Giuria.

 

Una fragile indipendenza, conversazione intorno alla magistratura di Paolo Borgna e Jacopo Rosatelli

L’indipendenza non è più una virtù? Il “caso Palamara”, che ha sconvolto la vita della magistratura italiana, compromettendone l’immagine agli occhi dell’opinione pubblica, autorizza a porsi seriamente questa domanda. E la risposta non può essere di comodo e banalmente rassicurante, ma richiede una profonda riflessione, che dalle vicende più recenti risalga ad alcuni snodi cruciali dei decenni scorsi. A questo si dedicano Paolo Borgna e Jacopo Rosatelli in un dialogo senza reticenze intorno a uno dei valori fondamentali della nostra democrazia. Un valore importante non solo per gli operatori della giustizia, ma per l’intera società. Scritta nella Costituzione, affermatasi davvero solo negli anni Sessanta in un clima di grandi trasformazioni, impostasi con i processi per corruzione e mafia negli anni Novanta, l’indipendenza della magistratura è oggi degenerata in separatezza? Il sistema di autogoverno concepito dai costituenti è, nella sua concreta attuazione, fallito e rischia di essere il vero nemico dell’indipendenza. Ma ci sono alternative? Contro i detrattori e i sostenitori per principio dell’operato di pubblici ministeri e giudici, serve un punto di vista autenticamente critico che, senza ipocrisie o cedimenti allo “spirito dei tempi”, ci ricordi cosa significa che la giustizia «è amministrata in nome del popolo».

Dove ci porta il Piano

Dove ci porta il Piano?

Abbiamo un Piano. Anzi, addirittura un Piano quinquennale (!): 2021-2026.

Forse non abbiamo riflettuto abbastanza su questo fatto. O su questo nome. E su questi tempi: già, perché in Italia, nel 2023 (se non prima) si vota. Ma i tempi del Piano sembrano indifferenti, o preminenti o soverchianti, rispetto a quelli della democrazia. Siamo passati, anche formalmente, dalla democrazia alla tecnocrazia?

O ancora (sia detto con ironia): siamo forse passati dall’economia di mercato all’economia di piano? Certo che no: pare che l’idea — anzi, il vero piano — sia restaurare attraverso l’attuazione del Piano il dominio del mercato. Lo dicono le parole stesse del titolo: «Ripresa», termine consueto nel discorso sui cicli del capitalismo; e «Resilienza», termine scientifico inconsueto nel discorso pubblico, anzi fastidioso neologismo mediatico, il cui significato nel nuovo contesto extra-scientifico è forse quello involontariamente rivelato dalla Presidente della Commissione europea in un improvvido commento recente, perla di ingenuità e ignoranza: quando ha citato il celebre motto del Gattopardo, «tutto deve cambiare perché tutto ritorni come prima», intendendolo come l’indicazione di una fulgida mèta, anziché la mesta enunciazione di una filosofia pessimistica della storia.

Ma che cosa dice davvero il Piano? Che cosa bolle in pentola? Insomma: dove ci porta il Piano? La Scuola per la Buona Politica di Torino e Volere la luna hanno promosso un’iniziativa congiunta per aiutarci a capirlo. Abbiamo chiesto a un gruppo di studiosi di leggere le varie parti del Piano, le cosiddette «missioni», e i documenti finora disponibili di alcune delle «Riforme» ad esso collegate, per cercare di scorgere che cosa si sta preparando per il nostro futuro.

 

Scuola per la Buona Politica di Torino – Volere la Luna
DOVE CI PORTA IL PIANO
il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza:
letture e discussioni

mercoledì 30 giugno – 18.00-20.00
Digitalizzazione e innovazione, Luciano Paccagnella
Transizione ecologica, Angelo Tartaglia
Inclusione e coesione, Chiara Saraceno
collegamento zoom: https://us02web.zoom.us/j/82870098185?
pwd=QzZNMjY5N0VoWTNmdHpiQnBZb2tKdz09

mercoledì 7 luglio – 18.00-20.00
Infrastrutture, ambiente e patrimonio culturale, Tomaso Montanari
Salute, Nerina Dirindin
Riforma del sistema giudiziario, Nello Rossi
collegamento zoom: https://us02web.zoom.us/j/88004801884?
pwd=ekYwZ1I1bERPZ2VaQ0Fka1R6RnBoQT09

mercoledì 14 luglio – 18.00-20.00
Istruzione e ricerca, Andrea Ranieri
Riforma della Pubblica Amministrazione, Vincenzo Cerulli
Riforma del lavoro?, Maria Vittoria Ballestrero
collegamento zoom: https://us02web.zoom.us/j/84816398056?
pwd=YW92dnRScnE1aUNkNTg1NkhDNy9jQT09

mercoledì 21 luglio – 18.00-20.00
Tavola rotonda – Il Piano, la tecnica, la politica
Maurizio Franzini, Elena Granaglia, Luigi Pandolfi, Livio Pepino, Gianfranco Viesti
collegamento zoom: https://us02web.zoom.us/j/82152994453?
pwd=OUhyRi9Ob2VyOWtSelhiTkcwQkhPdz09
Tutti gli incontri possono essere seguiti in streaming sul canale Youtube di Volere la Luna:
https://www.youtube.com/c/AssociazioneVolerelaluna

 

concorso cinematografico LiberAzioni – le arti dentro e fuori- 1 luglio, alle ore 21,15 al Cinema Massimo

Giovedì primo luglio, alle ore 21,15 al Cinema Massimo (Via Verdi 18, Torino) si dà il via ufficialmente alle iscrizioni per la terza edizione del concorso cinematografico LiberAzioni – le arti dentro e fuori, attraverso una proiezione speciale.

Infatti, a lanciare il concorso, sarà il film Cattività di Bruno Oliviero (2020, 80′) in anteprima regionale che racconta l’esperienza unica del teatro in carcere per un gruppo di detenute del carcere di Vigevano, sottoposte a un regime di Alta sicurezza. Il documentario attraversa il percorso di formazione emotiva, artistica e professionale di donne segnate da esperienze estremamente dure e faticose, condotto da anni con grande rigore e umanità dal regista Mimmo Sorrentino che accompagnerà Oliviero per la presentazione del film in sala. Modera l’incontro Valentina Noya, progettista dell’Associazione Museo Nazionale del Cinema e direttrice di LiberAzioni festival. Ingresso a 5,00 Euro.

Il senso del film-documentario Cattività – dichiara il regista Bruno Oliviero – si produce seguendo, all’interno delle giornate di uscita che hanno vissuto le detenute dell’alta sicurezza grazie allo spettacolo sulla loro infanzia, i dettagli del modo in cui reagiscono di volta in volta a queste “giornate particolari”. I loro stupori per l’accoglienza che ricevono, i loro modi per difendersi dalle troppo emozioni, le loro durezze, il rapporto che cresce ad ogni uscita con le loro guardie, il loro essere quasi stordite dal rapporto che instaurano con il pubblico o con le persone che vogliono imparare da loro come fare teatro. La regia è il risultato della scelta di filmare nella loro interezza e lunghezza le “giornate particolari”. Non filmando solo lo spettacolo ma ciò che accade nelle pause, negli interstizi degli spettacoli e delle incombenze carcerarie. Momenti nei quali si registra, man mano che il film va avanti, qualcosa di sempre più doloroso mentre i loro occhi scoprono l’enormità della normalità del fuori.

Il concorso cinematografico è parte del progetto LiberAzioni – festival delle arti dentro e fuori, nato con l’intento di sollecitare e promuovere la creatività attorno al tema del carcere e della pena e in particolare creare – attraverso una serie di percorsi, laboratori ed eventi culturali – opportunità di incontro, conoscenza e scambio tra chi in carcere vive e il territorio che il carcere ospita.

Il progetto si svolge a Torino e ha un respiro tanto nazionale quanto di catalizzatore della comunità locale: le attività culturali previste sono, a livello nazionale, due concorsi, di cinema e scrittura – quest’ultimo esclusivamente destinato a detenuti delle carceri d’Italia – che sfociano in un festival della creatività dedicata ai temi del carcere che si terrà in diverse sedi tra fine settembre e la prima metà di ottobre 2021; a livello locale, nel quartiere Le Vallette, i laboratori esterni e interni al carcere Lorusso e Cutugno, fino al sopraggiungere della prima ondata pandemica, hanno sempre mirato ad aprire il dialogo e incontri tra popolazione locale e popolazione detenuta e durante il difficile periodo di confinamento il progetto ha svolto un importante ruolo di supporto e assistenza ai detenuti in uscita.

Il bando di concorso rimarrà aperto fino al 31 agosto 2021.

Evento facebook: https://it-it.facebook.com/events/609620446670473/

Per maggiori info: liberazioni.torino@gmail.com – https://it-it.facebook.com/liberazionifestival/

 

Grazie per l’attenzione che ci avete finora dedicato.

Lo staff

LiberAzioni – festival delle arti dentro e fuori

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“Impa, la città” di Diego Scarponi, alle 21,30 2 luglio al Beeozanam a Torino

Ogni festival che si rispetti inizia con un bel brindisi, ecco perché, per inaugurare la seconda edizione del beepop fest, vi invitiamo a festeggiare con noi dalle 19:00 all’aperitivo beepop!
Alle 21:30 l’esclusiva proiezione del film “Impa, la città” di Diego Scarponi, un suggestivo sguardo verso la più antica fabbrica recuperata di Buenos Aires, rinata grazie alla forza dei lavoratori che hanno lottato per impedirne il fallimento e la chiusura. Diego Scarponi rimarrà con noi per testimoniare la concretizzazione del “grande sogno collettivo”.
Gratuito con prenotazione obbligatoria.

#beepopfest21 Manifattura documentari /// gargagnànfilmIMPA la ciudad

–>https://www.beeozanam.com/…/proiezione-impa-la-citt%C3…

Immaginare la realtà, conversazioni sul cinema. Marco Tullio Giordana ne ha discusso per Volerelaluna con Edoardo Peretti

 

Gli autori

Marco Tullio Giordana, regista e scrittore, attraverso i suoi film ha raccontato importanti pagine di cronaca dell’Italia contemporanea. Tra le sue opere più acclamate: Maledetti vi amerò (1980), Pasolini, un delitto italiano (1995), I cento passi (2000), La meglio gioventù (2003), Romanzo di una strage (2012).

Andrea Bigalli, prete e parroco fiorentino, è docente all’Istituto Superiore di Scienze Religiose della Toscana e socio dell’Associazione Teologica Italiana. Giornalista pubblicista, è critico cinematografico iscritto al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani. È referente regionale di Libera.

Marco Tullio Giordana e Edoardo Peretti, critico e giornalista cinematografico ne hanno parlato con noi martedì 22 giugno presso la sede torinese di Volerelaluna in Via Trivero 16.

Ha introdotto la discussione Livio Pepino

qui il link per chi non avesse potuto seguire in diretta
https://www.youtube.com/watch?v=jBHVHVixTnQ
IMMAGINARE LA REALTÀ
Giovedì 3 giugno, per Edizioni Gruppo Abele, è uscito in in libreria Immaginare la realtà. Conversazioni sul cinema,
di Marco Tullio Giordana e Andrea Bigalli.
Un libro-intervista sul cinema italiano nel ‘900 e il suo rapporto con una società in continua evoluzione.
La vocazione del cinema :
«La vocazione mi raggiunse un pomeriggio d’agosto del 1967. Ero andato a vedere Blow-Up di Michelangelo Antonioni infilandomi nel cinema Corso di Milano al primo spettacolo. Ne uscii a mezzanotte, cacciato via dalle maschere, dopo averlo visto quattro volte di seguito». Marco Tullio Giordana racconta così il suo primissimo approccio al cinema. Un rapporto che successivamente lo salvò da un periodo molto triste della sua vita, quando assistette miracolisticamente alle riprese della prima scena di Ultimo tango a Parigi di Bertolucci.
Per Giordana «è difficile separare il cinema dalle persone che lo incarnano», e in Immaginare la realtà racconta con dovizia di particolari tanto la nascita di alcuni dei suoi più grandi successi – La meglio gioventùI cento passiRomanzo di una strage, per citarne alcuni – quanto il loro rapporto con la società, il contesto culturale e anche politico in cui essi presero vita.
Immergersi nell’immaginazione«In ogni film c’è in filigrana, la società, il Paese, la grande Storia maiuscola – si trova a raccontare il regista rispondendo al critico cinematografico Andrea Bigalli – ma c’è sempre, ed è quello che a me importa di più, la storia minuscola, quella dei personaggi che agiscono o, soprattutto, ne sono agiti». Proprio nel solco di questo rapporto biunivoco nascono gran parte dei suoi film, a volte definiti politici, anche se «Quando definiscono i miei film  “politici” non esulto, anzi. Non lo sono per niente, meno che mai nel senso militante o predicatorio del termine». Perché Giordana racconta le storie dei vinti, dei dimenticati, dei piccoli, «gli ultimi della fila, quelli che in foto vengono sempre sfuocati».Non manca, in questa lunga intervista, il suo rapporto con la televisione, con la cultura italiana, anche con la politica. E un intero capitolo dedicato a mafia e antimafia, con una trattazione estesa di I cento passi ma anche di altri progetti, come Lea e Due soldati.Un dialogo di ampio respiro sul Marco Tullio Giordana regista e sceneggiatore, una lettura ispiratrice per tutte le persone appassionate che nutrono speranza in un futuro dove il cinema possa ancora contribuire a leggere e comprendere la realtà. Una vera finestra sul mondo dell’immaginazione cinematografica, non a caso impreziosita da foto di scena tratte da molti dei suoi film: un altro modo per immergere totalmente il lettore e spingerlo a immaginare la realtà.

Primarie PD a Torino: un flop.

Molto al di sotto delle aspettative l’affluenza al voto che è stata di 11.325 elettori; al netto di ogni giustificazione data dal caldo e dai timori post pandemia, considerando che era possibile anche il voto online, una vera débâcle.

Nel 2011, quando si tenne l’ultima tornata elettorale per la scelta del candidato sindaco di Torino, gli elettori di centrosinistra che votarono furono oltre 53.000 e all’epoca Fassino vinse con 29.297 voti (55,28%).

Stefano Lo Russo, docente universitario e capogruppo Pd nell’attuale consiglio comunale, sarà il candidato sindaco del centrosinistra alle elezioni cittadine del prossimo autunno. Ha vinto, ma per meno di trecento voti. Lo separa dal secondo, il civico Francesco Tresso, appena il 2 per cento dei suffragi. Il capogruppo dem, già assessore comunale nella giunta di Piero Fassino, ha ottenuto 4.229 voti, il 37 per cento del totale. Tresso con 3.932 voti ha raggiunto il 35 per cento delle preferenze. Al terzo posto il vicepresidente vicario del consiglio comunale, Enzo Lavolta, con 2.863 voti, il 25%. Si è fermato al 3 per cento, con 257 voti il radicale Igor Boni.

Piccola boccata di ossigeno la vittoria a San Mauro Torinese, della civica Giulia Guazzora, giovane, donna, capace di attirare intorno a sè molte realtà sociali con il proposito di trovare punti d’incontro politici che a livello metropolitano avevano trovato molte resistenze e poca fortuna.

 

 

Marcia popolare NOTAV

Dopo numerosi interventi da parte del movimento, dei tecnici e degli amministratori, è partita la marcia popolare No Tav da Bussoleno a San Didero.
Un anno e mezzo di pandemia e lockdown, all’interno del quale lo scorso aprile Telt ha deciso di occupare i terreni di San Didero per la costruzione di un inutile autoporto, i No Tav e tutte le lotte sociali e territoriali di respiro nazionale hanno deciso di incontrarsi in Val di Susa.
Un serpentone di  migliaia di persone si snoda per le strade che portano da Bussoleno a San Didero, per dire basta a infrastrutture ecocide a scapito di salute e diritti per tutta la popolazione.

La democrazia? Cos’è ? di Lino Di Gianni

Tu, per difendere la tua valle
dallo scempio, dall’amianto
dal fumo di migliaia di Tir
devi
spiegare bene, documentarti,
rischiare la denuncia e la galera
portare le persone in piazza
e dimostrare con la presenza
che la lotta di anziani, giovani, donne
bambini, persone che lavorano
è fondata su validi motivi
pensando al Futuro di tutti
Loro, spaventano la gente
alimentando le paure
si comprano i giudici
si spartiscono i soldi
e si fanno eleggere in Parlamento
E chi ha torto, sei tu !
.
lino di gianni 11 Giugno 2021
William Balfour-Ker (Americano, 1877-1918)
′′ Dalle profondità “, 1906
Illustrazione tratta da ′′ La guerra silenziosa ′′ di John Ames Mitchell