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Volerelaluna ha aderito alla manifestazione LIBERTA’ PER ÖCALAN a Milano sabato 12 febbraio. Fotografie e video

Libertà per Abdullah Öcalan, detenuto in isolamento da ventitré anni sull’isola di Imrali (Turchia) e cancellazione del partito da lui fondato, il Pkk (Partito dei lavoratori del Kurdistan) dalla lista delle organizzazioni terroristiche. Lo chiede il suo avvocato, Ibrahim Biilmez, in una conferenza stampa a Roma organizzata dall’ufficio della cultura curda in Italia.

Sono state organizzate due manifestazioni per sabato 12 febbraio: in piazza Esquilino a Roma e in largo Cairoli a Milano, entrambe alle 14,00

Volerelaluna era presente a Milano, ha partecipato portando la sua solidarietà.

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IO RESISTO PERCHE’ VOI RESISTETE!

LIBERTA’ PER ÖCALAN

MILANO 12 FEBBRAIO H. 14

CONCENTRAMENTO PIAZZA CASTELLO/LARGO CAIROLI

MANIFESTAZIONE E CORTEO PER LE VIE CITTADINE

Abdullah Öcalan, l’ultimo leader dell’ultimo movimento di liberazione anticoloniale del ventunesimo secolo, vive in completo isolamento da 23 anni nel carcere – lager dell’isola di Imrali, una Guantanamo europea.

Non vede da anni i suoi avvocati, non vede i suoi famigliari, non ha contatti con l’esterno.

Nonostante le condizioni indescrivibili del suo isolamento, non ha mai smesso di sperare in una soluzione pacifica per il Medio Oriente.

In tutto questo, l’Europa e l’Occidente hanno mantenuto un colpevole silenzio connivente.

Facciamola finita con queste barbarie!

Il tempo della libertà è arrivato

Manifestazioni sabato 12 febbraio 2022 a Roma e Milano.

Per adesioni: info.uikionlus@gmail.cominfo@retekurdistan.it

Comitato ‘’il momento è arrivato; Liberta per Öcalan’’

Ufficio d’informazione del Kurdistan in Italia

Rete Kurdistan Italia

Comunità curda in Italia

 

 

OGGI 12 FEBBRAIO ALLE ORE 10:30 NATO-Russia-Ucraina: la guerra non è mai la soluzione Piazza Castello fronte Prefettura

 

Sede MIR e MN di Torino, insieme con il Coordinamento regionale AGiTe, organizza un presidio per sabato 12 febbraio ore 10:30.

Estendiamo l’invito a partecipare e diffondere la comunicazione !

*anche sui social tramite questo link 👉 https://fb.me/e/1FnzQPHyD

Maggiori dettagli: https://www.agite-to.org/2022/02/10/nato-russia-ucraina-la-guerra-non-e-mai-la-soluzione/

VolereLaLuna ha aderito al presidio davanti a Palazzo Lascaris mercoledì 9 febbraio. Le immagini ed il comunicato unitario.

Fotografie di Diego Bettiolo
COMUNICATO UNITARIO SULLA PROPAGANDA DEL “GIORNO DEL RICORDO”
A partire dal 2004, il 10 febbraio di ogni anno si tiene il “Giorno del Ricordo”, istituito allo scopo di ricordare le vicende che si svolsero in Istria sul finire del secondo conflitto mondiale. In realtà, la data del 10 febbraio 1947 andrebbe ricordata per essere la data della firma del “Trattato di Parigi”, che sancì la sconfitta delle armate fasciste e naziste, che costò 50 milioni di morti fra la popolazione civile, fra cui 6 milioni di ebrei e 30 milioni di cittadini e cittadine dell’URSS. Invece, l’istituzione del “Giorno del Ricordo” volle essere una sorta di controbilanciamento (come se ciò fosse possibile!) delle celebrazioni della Liberazione (25 aprile in primis). Le tragiche vicende istriane devono per forza di cose essere considerate all’interno del contesto in cui avvennero, segnato dalle convulsioni di una guerra civile, parte di un tremendo conflitto mondiale. Eventi, questi, causati dalla guerra di aggressione scatenata dai governi fascista e nazista, con i crimini di guerra commessi dalle truppe italiane, a seguito dell’invasione della Jugoslavia, che causò 230.000 morti fra le popolazioni civili di Montenegro, Croazia, Slovenia.
Le stesse terribili vicende conosciute come “foibe” (che ebbero momenti diversi, con l’insurrezione popolare del 1943 e poi nel maggio 1945) non devono essere negate, ma certamente ricondotte alle loro reali dimensioni e inserite in questo contesto terribile. Invece, esse diventano l’occasione per nuove e continue strumentalizzazioni, anzi, in questo caso, di vera e propria propaganda reazionaria. Che senso avrebbe, altrimenti, riesumare, nello stile e nei contenuti, gli strumenti propagandistici della destra nostalgica tipici del dopoguerra e della “guerra fredda”?
A pochi giorni dalla celebrazione della “Giornata della Memoria”, in ricordo della shoah, è una provocazione inaccettabile vedere dipinti quei giganti con la stella rossa che scacciano civili inermi: fingendo di dimenticare che furono i soldati dell’Armata Rossa a porre fine all’inferno di Auschwitz!
Ci uniamo quindi alla richiesta dell’ANPI, rivolta alla Regione Piemonte, di ritirare immediatamente quel manifesto provocatorio e fuori dal tempo.
Non è accettabile che una istituzione pubblica si faccia strumento di un simile scempio.
Proponiamo a tutte le forze democratiche e antifasciste di ritrovarsi davanti al Consiglio Regionale di Palazzo Lascaris, per un momento di riflessione e di protesta, mercoledì 9 febbraio alle 15.
Sinistra in Comune (Partito della Rifondazione Comunista, DeMa, Sinistra Anticapitalista, Torino Eco Solidale) Partito Comunista Italiano Fronte Popolare

4 febbraio 2022; dove sono gli studenti ? In piazza.

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Video e fotografie di Diego Bettiolo e  Carlo Minoli

 

Non si può morire di scuola. Venerdì 4 febbraio di nuovo in piazza.

Dopo la morte di Lorenzo Parelli e dopo la repressione che come studenti e studentesse abbiamo vissuto alla manifestazione pacifica dello scorso venerdì abbiamo deciso di tornare a farci sentire. Quello che è successo non fermerà la nostra lotta!
Scenderemo in piazza per ribadire ancora una volta che questa alternanza sporca di sangue fatta di sfruttamento, nessuna tutela non la vogliamo.

Da anni sosteniamo la necessità di corsi di sicurezza sul lavoro a scuola, che siano fatti in tutte le scuole e possano essere realmente formativi e utili.

Da anni sosteniamo la necessità di ripensare radicalmente un sistema che sfrutta ferisce e uccide.

Tutti i Governi che si sono succeduti negli ultimi anni hanno responsabilità gravissime. Nessuno ha mai messo in discussione questo modello di alternanza scuola-lavoro e di stage: al contrario tutti hanno sostenuto sempre più il ruolo passivo dei saperi alle esigenze del mercato e una visione sempre più aziendalistica dei luoghi della formazione.

E al nostro dolore per la morte di un nostro compagno l’unica risposta è stata la repressione: manganelli e teste spaccate

Non rimarremo in silenzio di fronte a tutto questo.

Rispondiamo con la massima mobilitazione possibile: facciamoci sentire

LaST (Laboratorio Studentesco)

 

 

Il manifesto della Regione Piemonte per il Giorno del Ricordo dà la misura di un grottesco abisso di faziosità.

 

Ancora una volta registriamo come nelle istituzioni la presenza neofascista si esprima da una parte con lo svuotamento dei diritti e della democrazia e dall’altra con subdole operazioni di revisionismo storico in senso antipartigiano.

La Regione Piemonte ha promosso manifesti di propaganda che conferiscono al giorno del Ricordo un significato nazionalista volto a criminalizzare le forze della Resistenza e gli eserciti alleati, che in tutta Europa combattevano contro il nazifascismo; manifesti che ricordano direttamente, anche graficamente, i contenuti e il linguaggio della Repubblica Sociale Italiana e del Terzo Reich nazista.

Considerato che il progetto “Identità oltre confine” della Regione Piemonte intende “Creare occasioni di riflessione pubblica sul tema dell’esodo per favorire una narrazione condivisa e partecipata rispettosa della complessità storica, usando strumenti critici e di approfondimento che chiamano in causa l’indagine storica, l’analisi filosofica, l’esplorazione della convivenza linguistico-culturale”, ci sembra quanto meno inopportuno l’utilizzo di manifesti che sembrano uscire da uno dei periodi più bui della nostra storia.
Queste immagini, tutto fanno tranne che creare una narrazione rispettosa della complessità storica, oltretutto con una spesa non irrisoria di soldi dei cittadini.

Invitiamo a vigilare costantemente, nelle istituzioni e sui territori, affinché queste vergognose campagne di propaganda siano prontamente denunciate e contrastate, sia per rispetto verso i Caduti per la Libertà e sia per una corretta trasmissione della storia e dei valori della lotta di Liberazione dal nazifascismo, dalla dalla quale discende la nostra Costituzione.

Torino e dintorni, 31 Gennaio 2022

Firmato:
Sezione A.N.P.I. intercomunale di Alpignano, Caselette, Givoletto, La Cassa, San Gillio, Valdellatorre
Sezione A.N.P.I. “Circolo della Resistenza” di Avigliana
Sezione A.N.P.I. “Silvio Borgis” di Bruzolo
Sezione A.N.P.I. “F. Ferrario – G. Peirolo” Bussoleno-Chianocco-Foresto
Sezione A.N.P.I. “Boris Bradac” di Chivasso e Chivassese
Sezione A.N.P.I. di Cumiana
Sezione A.N.P.I. “68 Martiri” di Grugliasco
Sezione A.N.P.I. “G. Perotti – A. Appendino” Nizza-Lingotto-Filadelfia-Millefonti di Torino
Sezione A.N.P.I. “Baroni-Franchetti-Rolando-Ballario” V Circoscrizione di Torino
Sezione A.N.P.I. di Luserna San Giovanni
Sezione A.N.P.I. “Concetto Campione” di Nichelino
Sezione A.N.P.I. “Comandante Aldo Giardino” Nole Canavese
Sezione A.N.P.I. “Vincenzo Blandino” di Sant’Ambrogio di Susa
Sezione A.N.P.I. di Torre Pellice
Sezione A.N.P.I. di Trofarello
Sezione A.N.P.I. “Divisione Autonoma Sergio De Vitis” Val Sangone
Sezione A.N.P.I. “Martiri della Libertà” di Venaria Reale
Sezione A.N.P.I. “Maria Teresa Gorlier e Attilia Ronsil” di Chiomonte Alta Valle Susa
Sezione A.N.P.I. Metalmeccanic* “Sorelle Arduino”
Sezione A.N.P.I. “Mario Davide” di Piossasco

Comunicato della Segreteria Nazionale A.N.P.I.

“Il manifesto della Regione Piemonte per il Giorno del Ricordo dà la misura di un grottesco abisso di faziosità.
Il Giorno del Ricordo deve essere occasione di una riflessione civile, nella memoria della tragedia delle foibe e dell’esodo, “della più complessa vicenda del confine orientale” – come dice la legge – e delle conseguenti responsabilità, senza nessun giustificazionismo, ma in modo obiettivo, equilibrato e nel pieno rispetto della storia.
Ma da troppo tempo esso è falsato e spesso falsificato da una squallida strumentalizzazione di quei drammi e da un’ossessiva e isterica campagna di destra all’insegna del nazionalismo e dell’irredentismo, nel silenzio delle gigantesche colpe del fascismo.
Questo manifesto è una vergogna. Altro che pacificazione!”

LA SEGRETERIA NAZIONALE ANPI
31 gennaio 2022

Per non dimenticare

Torino, la violenza contro gli studenti in piazza. Il comunicato della Mamme in piazza, del’ANPI e del Centro Sereno Regis

SIAMO CITTADINI E CITTADINE TORINESI SBIGOTTITI ED INDIGNATI PER LE GRAVI REPRESSIONI DI PIAZZA CONTRO I GIOVANI DI QUESTA CITTA’

Sono ancora vivide e raccapriccianti le scene che, in momenti diversi, abbiamo visto: la polizia che blocca i giovani in procinto di sfilare, per dimostrare le loro istanze, con metodi brutali che speravamo sorpassati dalla storia.

Non entriamo nel merito delle motivazioni e dei contenuti delle proteste; lasciamo che siano i giovani a esporli, ma siamo scandalizzati dal modo in cui la questura torinese ha deciso di procedere nei loro confronti.

Una feroce opposizione muscolare si è abbattuta sulle teste dei ragazzi e delle ragazze che rivendicavano il proprio diritto di manifestare, provocando numerosi feriti, l’intervento delle autoambulanze per i colpi alla testa dei manganelli e lo svenimento di persone che hanno dovuto ricorrere alle cure dei pronto soccorso.  E dopo che l’indignazione aveva già attraversato i cittadini torinesi per le violenze durante il corteo in difesa del centro culturale Comala, persino discusse in consiglio comunale, ecco lo scenario ripetersi con gli studenti e le studentesse in piazza Arbarello.

La giustificazione che tale risposta sia stata necessaria per fare rispettare il divieto di manifestazione dovuto alle restrizioni anticovid non ci sembra esaustiva e neppure dignitosa per la storia civile di questa città.

Le misure anticovid vanno fatte rispettare e la legislazione vigente propone diverse indicazioni, ma non certo il ricorso alla violenza. Tra l’altro è paradossale, in un contesto di emergenza sanitaria, riempire i pronto soccorso di feriti provocati dall’imposizione brutale delle norme anticovid.

Come cittadini e cittadine chiediamo che – come sta già facendo la società civile – anche le istituzioni di questa città: il Comune, la Questura, la Procura, la Prefettura avviino una seria riflessione su come intendono gestire le istanze dei giovani e delle giovani che sono fra i più colpiti dalle diseguaglianze esacerbate dalla pandemia e fra i più attivi nella politica e nella società e difendere il loro diritto di parola e manifestazione sancito dalla Costituzione Italiana (Art.17 e 21) e dalla Carta Europea dei Diritti Fondamentali (Art.11).

Sono molti i temi critici su cui i giovani ragionano e protestano, e il conflitto socio-economico che si manifesta con le proteste di piazza richiede non la repressione ma il confronto, per avanzare nel campo dei diritti e delle conquiste sociali e culturali.

Noi cittadini e cittadine, appartenenti ad associazioni, partiti e sindacati siamo estremamente preoccupati della crescente repressione che viene rivolta contro le istanze politiche e sociali che provengono da più parti.

Quando vediamo il sangue dei giovani sulle strade della nostra città non possiamo non temere una deriva autoritaria della Democrazia che invece ha bisogno di confronto, a volte anche aspro e conflittuale, ma che andrebbe mantenuto entro le regole del confronto civile.

Nei video che abbiamo visto i poliziotti manganellano a sangue giovani inermi e non armati, tentano di strangolarli, li prendono a calci o schiaffoni. Queste forme di violenza diretta e gratuita crediamo debbano venire perseguite penalmente, così come occorre comunque rivedere le modalità con cui, chi ha la responsabilità di assicurare l’ordine pubblico intenda continuare a gestire le presenze in piazza.

In merito alla individuazione delle responsabilità dei singoli appartenenti alle FF.OO. ci preme ricordare e sottolineare che manchiamo ancora in Italia della legge che rende obbligatorio il numero identificativo sulle divise, come accade nella maggior parte delle nazioni europee e come Amnesty International sottolinea nella sua campagna dedicata a questo argomento proprio per la nostra nazione.

Torino. 31.01.2022

Per aderire: inviare le firme a mammeinpiazza@libero.it o https://www.facebook.com/mammeinpiazza

FIRMATARI

Comitato mamme in piazza per la Libertà di Dissenso

Centro Studi Sereno Regis

ANPI Sez. Nizza Lingotto

foto di Valeria Casolaro per L’Indipendente

Le deportazioni a Torino

Il primo convoglio di prigionieri alla volta dei campi di concentramento partì dalla stazione il 13 gennaio 1944. Un secondo trasporto lasciò Torino il 18 febbraio 1944, con destinazione Mauthausen, dove arrivò il 21 febbraio. Compresi i prigionieri saliti a Milano, i deportati furono 122.

Nel marzo del 1944, partirono da Porta Nuova gruppi di deportati che vennero aggregati a trasporti formatisi in altre località, in particolare a Firenze e Bergamo. Si trattava soprattutto di operai piemontesi, toscani e lombardi, rastrellati dopo lo sciopero generale dell’inizio del mese. Il primo di questi convogli transitò per Fossoli.

Con molta probabilità anche alcuni ebrei piemontesi erano su questo treno. Il 27 giugno 1944 da Porta Nuova partì il primo convoglio dall’Italia verso  Ravensbrück e arrivò in Germania tre giorni dopo: vi si trovavano sopra, tra gli altri, 14 donne di cui 13 faranno ritorno. Dopo questa data i trasferimenti avvennero in pullman e partirono direttamente dai luoghi di detenzione.

Porta Nuova non fu solo luogo di partenza per i deportati, ma anche luogo di arrivo per i rari superstiti. Nel 1974 la città ha voluto ricordare i deportati torinesi partiti da qui con una lastra in rame incisa da Cagli e voluta dall’Associazione Nazionale ex Deportati nei campi nazisti.

Recita la lapide, posta sul lato arrivi di via Sacchi: “Partirono da questa stazione / i deportati politici per i campi di sterminio nazisti / A chi rimaneva lasciarono la consegna / di continuare la lotta contro il nazifascismo / per l’indipendenza e la libertà”

Museodiffuso Torino

L’associazione dei partigiani attacca duramente le dichiarazioni di Ugo Mattei: “Insulta la storia della Resistenza”. Ecco il comunicato dell’ANPI torinese