Articoli categoria: Incontri

Di nuovo la guerra: come ci si è arrivati e come se ne può uscire

Mercoledì 16 marzo alle 18.00 in via Trivero 16 parleremo – né potrebbe essere altrimenti – della guerra in Ucraina (“Di nuovo la guerra: come ci si è arrivati e come se ne può uscire”) con Domenico Quirico, Marco Revelli e Renzo Rosso (già addetto all’ambasciata italiana di Mosca). Introduce Valentina Pazé. La registrazione dell’incontro sarà pubblicata sul nostro canale youtube https://www.youtube.com/c/associazionevolerelaluna/videos

ANTHOLOGÌA. CINQUE DONNE PER I DIRITTI E L’EMANCIPAZIONE  di Silvia Margaria

ANTHOLOGÌA. CINQUE DONNE PER I DIRITTI E L’EMANCIPAZIONE.  Di Silvia Margaria, un’artista di grande sensibilità estetica e sociale.

Inaugurazione 8 marzo 202, alle ore 18.00.
Mostra aperta d
9 marzo – 14 aprile 2022, Polo del ‘900. Ingresso gratuito.

Il Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà ha il piacere di ospitare la mostra personale di Silvia Margaria, nell’ambito delle proposte per la Giornata internazionale della donna, in quanto il progetto Anthologìa è il tentativo di dare forma in modo iconico, poetico e allusivo alla dimensione biografica, esistenziale, politica e culturale di cinque donne illustri: Adelaide Aglietta, Isa Bluette, Amalia Guglielminetti, Giorgina Levi, Emilia Mariani. Cinque figure femminili esemplari del Novecento, che hanno lottato per i diritti e l’emancipazione.

Il Museo ha pertanto deciso di presentare una mostra che utilizzando i linguaggi dell’arte e della contemporaneità si pone come un esercizio di public history, finalizzato alla conoscenza della biografia esistenziale, politica e umana di cinque figure torinesi esemplari per la lotta per l’emancipazione femminile e la conquista dei diritti della persona.

Allestista presso il Polo del ‘900 (ingresso da Via del Carmine 14), sarà visitabile dall’8 marzo al 14 aprile 2022 dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 21.00, il sabato e la domenica dalle ore 9.00 alle ore 20.00.

La realizzazione della mostra ha avuto il patrocinio di enti e associazioni che si riconoscono enti morali dell’operato e della storia di queste cinque donne, protagoniste della storia torinese e italiana, che collaboreranno nella realizzazione di attività di disseminazione  e approfondimento che accompagneranno l’esposizione: l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della Società Contemporanea ‘Giorgio Agosti’, l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, il Centro Studi Piero Gobetti, la Fondazione Vera Nocentini, la Fondazione piemontese Istituto Gramsci, l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta e la Comunità Ebraica torinese.

“Chiese Chiuse” di Tomaso Montanari (Einaudi)

Il Museo Egizio torna con i suoi “Incontri con gli autori”, lunedì 7 febbraio alle ore 18:00 presso la sala conferenze in occasione della presentazione del volume “Chiese Chiuse” di Tomaso Montanari (Einaudi)

Migliaia di chiese sono oggi inaccessibili, saccheggiate, pericolanti. Altre sono trasformate in attrazioni turistiche a pagamento. Oggi non sappiamo cosa farcene, di tutto questo «ben di Dio», e bene pubblico: mancano visione, prospettiva, ispirazione. Ma è anche lí che si potrebbe costruire un futuro diverso. Umano.

Per presentare il nuovo volume edito da Einaudi, “Chiese Chiuse”, l’autore Tomaso Montanari dialogherà con Enzo Bianchi lunedì 7 febbraio alle ore 18:00 nella Sala Conferenze del Museo Egizio.

L’incontro sarà introdotto da Evelina Christillin; modera Christian Greco.

Per l’occasione sarà possibile acquistare il volume presso la Sala Conferenze del Museo Egizio.

L’ingresso alla sala conferenze è libero fino ad esaurimento posti.

È gradita la prenotazione scrivendo una e-mail a comunicazione@museoegizio.it. Il posto in sala verrà riservato fino alle ore 18:00.

Per l’accesso è necessario esibire il Green Pass rafforzato e indossare mascherina FFP2.

La conferenza verrà anche trasmessa live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo.

la cooperativa ASTRA ha organizzato un incontro sulla storia del PCI di Torino

Venerdì 11 Febbraio ore 18:00 al Polo del ‘900 (via del Carmine 14, Torino)

la cooperativa ASTRA ha organizzato un incontro sulla storia del PCI di Torino

La cura è di Casa: un confronto sul welfare di prossimità

Informazioni sull’evento

LA CURA E’ DI CASA. Un confronto sul welfare di prossimità

Giovedì 3 Febbraio 2022, ore 17.30 al Cecchi Point – via Antonio Cecchi 17, Torino

Il welfare di prossimità può rappresentare un sistema capace di affrontare le sfide del futuro? Quali metodologie possiamo condividere? Quali le criticità da affrontare?

Con l’occasione di presentare il progetto Take Care – la cura è di Casa, ci si propone di partecipare al dibattito su forme alternative e praticabili di welfare, raccontando le diverse esperienze sperimentate a Torino.

Il progetto si inserisce nell’esperienza della Rete Torino Solidale, promossa da Città di Torino per contrastare le criticità innescate dall’emergenza sanitaria Covid-19. Gli snodi hanno assicurato raccolta, stoccaggio e consegna di beni alimentari e di prima necessità a famiglie in difficoltà, lavorando come facilitatori e attivatori di reti tra soggetti locali, associazioni e abitanti.

Take Care – la cura è di Casa rappresenta una rete territoriale di ascolto, cura e cittadinanza attiva per migliorare il benessere di persone e famiglie; un progetto a cura di Rete delle Case del Quartiere APS con il sostegno di Unione Buddhista Italiana, in collaborazione con le Case del Quartiere e Patchanka s.c.s.

Il progetto sostiene l’avvio e il rafforzamento di 8 presidi sociali di welfare di prossimità, presso ciascuna Casa del Quartiere, e la strutturazione di reti di enti locali finalizzate al contrasto di povertà e fragilità sociale, con attenzione all’accompagnamento di famiglie con minori nella fascia 0-18 anni. Take Care coinvolge insieme alle 8 Case del Quartiere, le rispettive reti composte da oltre 100 enti (non profit e privati) che lavorano insieme per favorire la ricostruzione di legami, valorizzando dimensione comunitaria e risorse locali.

Intervengono:

– Elena Seishin Viviani Vicepresidente Unione Buddhista Italiana

– Ivano Abbruzzi Presidente Impresa Sociale Progetto Mirasole e Coordinatore progetto Cuore Visconteo

– Jacopo Rosatelli Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Torino

– Monica Lo Cascio Direttrice Divisione Servizi Sociali, Socio Sanitari, Abitativi e Lavoro

– Roberto Arnaudo Direttore Rete delle Case del Quartiere APS

– Massimo Conte Presidente Cooperativa CODICI | Ricerca e intervento

– Antonella Meo Sociologa e Prof.ssa associata Dipartimento di Culture, Politica e Società – Università di Torino

Segue aperitivo a cura di Al Cecchi – Piola oltre frontiera di Cooperativa Sociale Raggio.

* Ingresso libero previa iscrizione su eventbrite. Per l’ingresso è richiesto il green pass rafforzato. Sarà possibile seguire la diretta facebook sulla pagina Rete delle Case del Quartiere.

Il Servizio sanitario regionale verso un’ulteriore privatizzazione? Dalla Lombardia al Piemonte

martedì 18 gennaio, ore 17.30

in streaming sul canale Youtube di Volere la luna

Coordina

Francesco Pallante (professore di Diritto costituzionale Università di Torino)

Intervengono:

Stefano Magnone (segretario Anaao Assomed Lombardia),

Rosella Zerbi (segretaria Ordine dei medici Provincia di Torino),

Massimo Villone (professore di Diritto costituzionale Università di Napoli), Gianni Tognoni (Dipartimento di Anestesia-Rianimazione Emergenza-Urgenza Policlinico Milano)

 

LA SALUTE DEL PIANETA

LA SALUTE DEL PIANETA

venerdì 12 novembre alle ore 18.30 – ospitati nella sala grande del Circolo dei lettori di Torino (via Bogino 4) – con Maurizio Pallante, saggista, e Angelo Tartaglia, docente di fisica. Modera Elia Bosco.

Del deterioramento del pianeta è responsabile il modo di vita della specie dominante, il modello economico e sociale prevalente nel mondo, a cui viene imputato anche l’origine della pandemia. E la svolta verde proclamata dai piani di ripresa appare a molti inadeguata e ingannevole.

Vi informiamo inoltre questo link https://we.tl/t-aMsQTi16Ik è possibile scaricare la registrazione audio di «La salute della specie»  con Vittorio Agnoletto, Alice Cauduro e Valentina Pazé.

Di seguito i prossimi appuntamenti di La salute del mondo, nostro XIV ciclo didattico, ideato in sinergia con la Scuola “Costituente Terra” nata a Roma allo scoppio della pandemia.

Studiosi di scienze naturali e sociali guideranno la nostra riflessione sulla salute dei popoli, affetta da diseguaglianze nei destini collettivi; e su quella della cosmopoli, erosa da competizioni esasperate e antagonismi feroci.

10 Dicembre 
La salute dei popoli.
Introduce: Adriano Favole.
Relatori: Marco Aime e Valeria Ferraris.

22 Dicembre
La salute della cosmopoli.

Introduce: Massimo Cuono.

Relatori: Alessandro Colombo e Maria Chiara Pievatolo.

L’ingresso libero fino a esaurimento posti, come da DPCM, per entrare al Circolo, a partire dai 12 anni, è necessario essere muniti di Green Pass. È obbligatorio, a partire dai 6 anni, indossare la mascherina anche in sala (dispositivo medico: chirurgica o FFP2; no di stoffa).

Murat Cinar incontra Ramize Erer. Modera Gianluca Costantini

Avere vent’anni in Turchia

Avere vent’anni in Turchia. Secondo ciclo di approfondimento per il progetto integrato Polo Internazionale. Avere 20 anni in… coordinato da Fondazione Vera Nocentini e Istituto di studi storici Gaetano Salvemini.
Programma
Giovedì 28 ottobre, ore 18.00 | Sala ‘900 – via del Carmine 14 e online su Facebook e YouTube
Arte e libertà. Resistenza, creatività e prigionia di un’attivista curda. Incontro con Zehra Doğan.
A cura del Museo Diffuso della ResistenzaMartedì 2 novembre, ore 18.00 | Online su Facebook e YouTube
Essere curdi. La paura del proprio nome. Testimonianza di Berivan Görmez.Mercoledì 3 novembre, ore 18.00 | Online su Facebook e YouTube
Contributo video Diritti e libertà in Turchia: uno sguardo sui giovani con Murat Cinar e Francesco Pongiluppi.
A cura di Ismel.

Sabato 6 novembre, ore 17.30 | Sala ‘900 – via del Carmine 14 e online su Facebook e YouTube
Murat Cinar incontra Ramize Erer. Modera Gianluca Costantini

Martedì 16 novembre, ore 18.00 | Sala Didattica – via del Carmine 14
Laboratorio di lettura con Chiara Maritato.

foto DiMarco  1° maggio 2017

 

Seminario di studio: Le ragioni della crisi / Spunti per uscirne. Riflettendo sulle analisi di Luciano Gallino a sei anni dalla morte

Le ragioni della crisi / spunti per uscirne

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VOLERE LA LUNA
in collaborazione con:
Associazione dei sardi in Torino A. Gramsci, Centro Sereno Regis, Comunet, Controsservatorio Valsusa, Scuola per la buona politica, Sindacalmente, Unione culturale

Ha organizzato il seminario:

LE RAGIONI DELLA CRISI / SPUNTI PER USCIRNE
Riflettendo sulle analisi di Luciano Gallino a sei anni dalla morte 

Ha presentato
Fulvio Perini

 interventi introduttivi
Riccardo Barbero: Il sistema finanziario
Enzo Ferrara: La crisi ecologica

Il seminario è disponibile su: https://www.youtube.com/c/AssociazioneVolerelaluna

* * * * *

Sono passati ormai sei anni dalla morte di Luciano Gallino, intellettuale molto celebrato e presto dimenticato. Possiamo considerare il suo ultimo libro, Il denaro, il debito e la doppia crisi, una sorta di lascito che intendiamo riprendere per continuare a studiare e approfondire i temi proposti che – riteniamo – continuano a essere un grande contributo di analisi e uno stimolo per cercare di camminare ancora e “nella direzione giusta”. La proposta è riprendere la riflessione dando avvio a momenti di conversazione a partire dai suoi giudizi generali contenuti nella prefazione del libro. Giudizi pesanti, estremamente impegnativi se presi sul serio e forse anche per questa ragione presto dimenticati. Ne riprendiamo alcuni solo per suggerire una traccia per la prima conversazione:

A ogni sconfitta corrisponde ovviamente la vittoria di qualcun altro. In realtà siamo stati battuti due volte. Abbiamo visto scomparire due idee e relative pratiche che giudicavamo fondamentali: l’idea di uguaglianza e quella di pensiero critico. Ad aggravare queste perdite si è aggiunta, come se non bastasse, la vittoria della stupidità. […]
Per questo le pagine che seguono puntano a spiegare che senza un’adeguata comprensione della crisi del capitalismo e del sistema finanziario, dei suoi sviluppi e degli effetti che l’uno e l’altro hanno prodotto nel tentativo di salvarsi, ogni speranza di realizzare una società migliore dell’attuale può essere abbandonata.[…]
Ma da noi la cultura di sinistra, quale cultura diffusa di ampie formazioni politiche, è morta, insieme con i partiti che la divulgavano. Appartiene alle sconfitte da cui sono partito. Ma nessuno è veramente sconfitto se riesce a tenere viva in se stesso l’idea che tutto ciò che è può essere diversamente, e si adopera per essere fedele a tale ideale.
Considerate questo piccolo libro un modesto tentativo volto a aiutarvi a coltivare una fiammella di pensiero critico nell’età della sua scomparsa.

Molti di noi possono obiettare convinti di avere un pensiero critico e soprattutto ne sono presuntuosamente convinti i candidati e gli esponenti di quelle quattro o cinque liste/formazioni politiche che inossidabilmente si presentano a ogni elezione, indifferenti alla effettiva rappresentatività che le rende tanto lontane dall’essere un soggetto politico. Ma Gallino è preciso: alle idee devono seguire le pratiche, una cultura è tale se è diffusa e la speranza deve prevalere sul cinico calcolo politico anteponendo che tutto ciò che è può essere diversamente. E questo “diversamente” non può essere declamato ma declinato nei fini (quell’utopia che ci spinge sempre a fare un passo avanti come ci ricordava Eduardo Galeano) e negli obiettivi intermedi per camminare. La riflessione che ci proponiamo è certamente una sfida culturale ma ci impone una riflessione più impegnativa: una battaglia delle idee come impegno collettivo e una pratica conseguente per ricostruire con fatica ma con determinazione quella cultura diffusa ormai morta.

1. Riprendere i temi fondamentali, approfondirli e aggiornarli

L’idea di uguaglianza, anzitutto politica …

La conversazione deve partire dalle proposizioni di Luciano Gallino presenti non solo nel suo ultimo libro ma anche negli scritti precedenti. Sarebbe interessante, ad esempio, ripercorrere le sue riflessioni contenute nel libro, non a caso di poco successivo alla sconfitta alla Fiat del 1980, Informatica e qualità del lavoro con il richiamo alla deriva verso un “elitarismo democratico”.
Sono di questi giorni i commenti sulla disaffezione elettorale delle periferie, come se il fenomeno fosse solo riferito al venir meno dell’efficacia di una democrazia fondata sul consenso (se passivo è meglio), ma volutamente ignorando che questa disaffezione è il risulto politico pienamente realizzato dalla classe dei personaggi super-potenti e super-ricchi che controllano la finanza, la politica, i media: il venir meno della partecipazione diretta e del protagonismo delle classi subalterne al conflitto politico. Così si è confermata e consolidata la più grande delle diseguaglianze, quella del potere. Rimuovendo la condizione sociale come origine delle diseguaglianze la differenza tra destra e sinistra ormai attiene alla questione dei diritti civili, questione nobile ma anche un po’ ipocrita perché volutamente trascura le condizioni materiali di una parte importante delle persone, essenziali per rendere esigibili diritti che solo sulla carta sono uguali per tutti. Forse la stessa – cosiddetta, come sempre – “riforma” della giustizia aumenterà le diseguaglianze. Se non si è capaci o in grado di declinare il significato generale dell’uguaglianza sociale e di praticare l’azione per realizzarlo anche individuando e proponendo obiettivi intermedi si rinuncia alla possibilità di interagire e partecipare collettivamente alla lotta sociale e politica.
Partendo da queste considerazioni è possibile svolgere una critica, individuare chi sono gli alleati e chi sono gli avversari (i nemici) contro le distorsioni introdotte dalla finanza, dal “fare i soldi con i soldi”, che Gallino propone come terreno importante per una cultura e una pratica alternativa. L’analisi svolta da Gallino contro il potere delle banche è stata non a caso immediatamente rimossa e dimenticata. Ma va ripresa per entrare a far parte del nostro pensiero critico e per poter continuare nell’approfondimento e nell’aggiornamento, basti pensare a questioni come il ruolo dei grandi conglomerati tecnologico-finanziari come Google o Amazon o la diffusione dei bit-coin. Per poi avere l’ambizione di trasformare quello che è in quello che ci proponiamo.
L’allarme per gli effetti devastanti del modello economico e produttivo sul pianeta e sul suo clima tende volutamente a oscurare le grandi diseguaglianze e proseguire nell’illusione che con adeguate politiche di mercato si possa modificare il corso esistente. L’aumento dei prezzi dell’energia determinerà che alcuni rinunceranno e altri ne consumeranno di più, vale in Italia e vale nel mondo se solo si pensa ai consumi procapite di un eritreo o di uno statunitense; ma intanto si prosegue con il mercato della CO. Si separa così la questione della produzione e del consumo di energia dai modelli produttivi a costo del lavoro decrescente e a modelli di consumo offerti da imprese multinazionali come Walmart.

Il venir meno del pensiero critico

La descrizione che ne fa Gallino è netta:

«Quando parlo di pensiero critico, che costituisce la perdita numero due, mi riferisco a una corrente di pensiero che oltre al soggiacente ordine sociale mette in discussione le rappresentazioni della società diffuse dal sistema politico, dai principali attori economici, dalla cultura dominante nelle sue varie espressioni, dai media all’accademia. La tesi per cui tale corrente è (o era) animata è che le rappresentazioni della società predominati in un pese distorcono la realtà al fine di legittimare l’ordine esistente a favore delle élite o classi che formano tra l’1 e il 10 per cento della popolazione».

Siccome la stupidità non è solo una prerogativa del potere che mente e deforma la realtà rappresentata, per evitare la stupidità della generica polemica è necessario svolgere la critica in modo puntuale e argomentato, lo studio e la formazione sono essenziali prima della divulgazione e sempre con la dovuta continuità in rapporto ai mutamenti che intervengono o avvengono nel tempo.
Ma la domanda è: come si può operare affinché possa riemergere una cultura critica diffusa? Come trasformare il malessere e il rancore che induce a sbagliare obiettivi e confondere il nemico? Questa domanda presuppone la consapevolezza di un lavoro collettivo e duraturo, decenni di oblio non si recuperano in poche settimane e probabilmente neppure in pochi anni.

2. Alla ricerca di alternative

È la questione chiave ed è anche, inevitabilmente, la parte meno precisa del libro. Per alcuni versi anche la parte meno attuale, meno sui possibili obiettivi di un programma e più sull’auspicabile futuro soggetto politico. Dall’indice del libro:

V. Alla ricerca di alternative
Il sentiero si traccia camminando. Ma bisogna camminare nella direzione giusta
Togliere alle banche il potere di creare denaro e la possibilità di diventare troppo grandi
Un controllo democratico della finanza deve prendere la forma di investimenti mirati
Per una distribuzione più equa del reddito
Se la politica la fa il capitale, come si può fare politica per opporsi al capitale?
In attesa del nuovo soggetto

Eppure la domanda per il nuovo soggetto c’è, anzi è la domanda. E dovremo discuterla. Proponiamo però questo metodo per non incorrere ancora una volta e anche noi negli errori dei residui delle sinistre sopravviventi. Condividere l’analisi, avere una base conoscitiva comune, avere le stesse domande su come procedere e cosa fare è essenziale per discutere seriamente e apertamente sulle alternative.

Non si è trattata di una conferenza in cui si è ricordato e spiegato ma di un dialogo tra persone interessate. Il più aperto possibile, coinvolgendo tutti, partendo però dalla disponibilità di quelle esperienze associative, formalizzate e non, a favorire la curiosità di chiunque voglia esserne pertecipe.