Articoli categoria: Succede in città

Attacco al verde; considerazioni e riflessioni di Ezio Boero

E poi c’è chi declama bene ma ràzzola male.
Occupazione con funzioni sportive-agonistiche di parte del Parco del Meisino e abbattimento di tutti i 280 alberi di corso Belgio e di decine di piante in corso Umbria sono alcuni (ma non gli unici) progetti, molto impattanti del verde pubblico, decisi dall’amministrazione comunale torinese.
Comitati di cittadini sono attivi con varie iniziative per contrastare questi attacchi al verde pubblico, o, a seconda delle opinioni, per ridimensionarli fortemente.
Non è scopo di questo scritto di entrare nel merito dei contenuti dei confronti (in cui sto dalla parte della difesa dei necessari grandi alberi dei corsi e della naturalità del Meisino) ma di cercare di evidenziare il contesto in cui questi fatti avvengono.
Nel passato, dibattiti di questo tipo erano assai più semplici: chi difendeva gli alberi era avversato da chi li sacrificava al “progresso” (così lo definiva).
Oggi la discussione è avviluppata in un nebbione, sparso da Comune e organi di stampa “fedeli alla linea”, in cui chi sostiene progetti avversati da molti cittadini attivi sul territorio spesso usa le loro stesse parole, i loro stessi riferimenti culturali; deve avere letto i medesimi documenti ecologisti.

C’è qualcosa che non quadra: si può sostenere, ad esempio, l’abbattimento di 280 alberi di corso Belgio e la loro sostituzione con piante di assai minore dimensione e capacità di salvaguardia della salute anche con le stesse motivazioni di chi magari si legherà a quegli alberi per difenderli?
Mi avventuro nel tentativo improbo di cercare di ricostruire l’arcano, costruendo la scena di un’immaginaria assemblea pubblica (una situazione-tipo, summa di quelle viste negli ultimi anni) alla presenza di vari rappresentanti istituzionali, tecnici, operatori privati pronti ad entrare in campo … Ah! e anche di cittadini.
Ciac ! La presidenza del consesso inizia col ringraziare distrattamente gli astanti (“donne e uomini”, ça va sans dire) ma soprattutto le personalità a vario titolo intervenute al dibattito (che sembrano far parte di un’élite di savii che sovrasta la platea, anche per la loro collocazione, al tavolo della, o accanto alla, presidenza oppure seduti in prima fila). Dopo lo scambio di convenevoli tra loro e brevi esternazioni di rappresentanti delle circoscrizioni (tanto per far conoscere che esse esistono ancora), segue la discesa in campo nelle periferie del prestigioso rappresentante comunale. Il suo intervento assume le dimensioni e la lunghezza di un’ininterrotta cascata di affermazioni standard già sentite pronunciare in occasioni similari. Le sue parole per elogiare il progetto finiscono progressivamente per non avere più alcun collegamento col senso comune. Portano alla mente l’uso del termine “riforma”: per anni patrimonio di chi voleva migliorare la società, oggi diventato bandiera di chi vuol ridimensionare democrazia e conquiste sociali.
L’intervento assessorile stigmatizza il cambiamento climatico che mette in discussione la stessa vita futura del pianeta. Affermazione indubbiamente vera, che non sembra però avere responsabili, né in quella sala né nel mondo.
Alcuni tra i presenti perdono il filo del discorso nel chiedersi tra sé e sé di chi siano le responsabilità della catastrofe ecologica incombente: degli “Stati canaglia” avversati dalla nostra civile comunità europea? di imprenditori retrogradi che non hanno ancora imparato a maneggiare attività green con ritorni interessanti per loro? O, forse, di un’economia basata sul profitto individuale?  Troppo tardi per cercare risposte. Il relatore, denotando ammirevole memoria, è già precipitato nella citazione di tutta una serie di frasi estratte da normative (nazionali comunitarie mondiali) che, da come sono abbozzate, sembrerebbero in grado di dare speranza di sopravvivenza del pianeta (pur mantenendone le disuguaglianze sociali).
Qualcuno del pubblico, trascinato dalla lezione cattedratica, si permette di integrare il relatore citando un’ulteriore recente legge di tutela ambientale e riceve un plauso pubblico da lui. S’affacciano nel forbito eloquio gli onnipresenti termini “resilienza” (che pare suonare come accettare e convivere ma non contestare; la resistenza pare esser lasciata alle cerimonie per la vittoria del 1945 sul nazifascismo), “rigenerazione”, “riqualificazione”. Parole condite qua e là di indispensabili termini inglesi à la mode. Che dovrebbero evocare, a chi ne capisce il significato, movimento, miglioramento, ottimismo debordante.
Si sottolinea anche la necessità di coinvolgere risorse private (con un timido accenno al bilancio cittadino, senza ricordarne ovviamente le origini olimpiche) oppure, a seconda dei casi, di sfruttare l’occasione irripetibile di fondi europei.

Aleggia l’immagine di una città con abitanti anziani che cercano solo ombra e alberi vecchi e malandati, addirittura pericolosi (tanto che si può pensare che gli attuali abbattimenti siano l’esperimento per una ecatombe futura di alberi urbani).
Intanto, migliaia di euro, da utilizzare senza perder tempo in inutili discussioni, svolazzano ormai per la sala, encomiabili investitori vengono elogiati, tecnici specializzati in riconversioni naturalistiche sono innalzati a nuovi eroi urbani, tempi di realizzazione stringenti incalzano.
Chi si sentirebbe di ostacolare un tale oliato processo virtuoso?

Il nuovo look di Corso Belgio

Entrano in campo “le competenze”. Dei progettisti, dei tecnici, di chi ha studiato per anni per raggiungere cattedre prestigiose, di appartenenti a società di consulenza amiche dell’amministrazione che, senza avere mai incontrato un cittadino di zona, hanno elaborato un progetto perfetto che assume in toto le normative ambientali e i bisogni della gente.
A questo punto accade talvolta che le luci si spengano per proiettare immagini, troppo lontane dalla maggioranza dei presenti per carpirne il significato, che producono lo stesso effetto delle diapositive di viaggi appioppate agli amici a fine serata.
Per fortuna un cittadino non s’assopisce. Cerca d’intervenire.
La “nuova” formula assembleare è quella di cercare di imporre solo domande e non considerazioni ma lui pone addirittura un’alternativa al progetto.
E’ il momento giusto per inserire il valore magico della “co-progettazione”. Lo fa in genere l’istituzionale che si dice più di sinistra, a cui si affida il rapporto con cittadini delusi e amareggiati e l’incerta tenuta dei voti.
Un tempo i “comitati di cantiere”, che le istituzioni istituivano in occasione di opere calate nei quartieri e avversate dalla gente perché inutili o dannose, includevano cittadini volonterosi, di cui si perdevano le tracce dopo essere andati a prendere il caffè con amministratori e tecnici, senza che il progetto stesso avesse poi alcun mutamento. Oggi, uno o più acculturati tecnici di parte, disponibili a farsi coinvolgere, sono arruolati seduta stante per poter spendere in seguito alcune marginali modifiche che non scalfiscono l’intoccabile direzione dell’opera.
Resta il problema dei pochi irriducibili che non pensano di modificare il progetto ma lo vogliono cassare. Loro citano addirittura il termine “opzione zero” che produce un brivido che percorre la compagine istituzionale. In epoca di political correct, questi eroici cittadini, non possono alzare la voce, né “fare politica” (cioè criticare l’amministrazione con argomentazioni complessive che non possano apparire solo slogan, termine oggi vituperato). Tentano la “missione impossibile” di ribaltare, nei pochi minuti di interventi loro concessi, la frittata confezionata dai precedenti giorni e giorni di riunioni, attività, accordi, avvenuti nel “palazzo”.
Alcuni di questi cittadini non hanno studiato all’università, non possono vantare frequentazioni con le élite cittadine, non fanno parte di associazioni ambientaliste legalmente riconosciute, non conoscono a memoria frasi delle normative europee, addirittura (!) non conoscono l’inglese. Perdono magari il filo.
Sono considerati residui di un passato contestativo ad oltranza, a cui chiedere interventi brevi e farglieli finire in fretta.
Perché “non c’è più tempo”.
L’assemblea termina. La partecipazione c’è stata: chi voleva educatamente dare un piccolo contributo per smussare alcuni angoli lo ha potuto dare.
Gli amministratori stringono mani di “lealisti” e sfuggono alle ultime “domande fuori luogo” di pasdaran dell’opzione zero dell’opera.
L’indomani iniziano i lavori di abbattimento di decine di alberi, che “hanno finito il loro ciclo di vita”, “intralciano i fili del tram”, “impediscono i parcheggi”, “sono invasivi e presenti nella lista nera degli alberi stranieri”, “ostacolano la realizzazione di una pista ciclabile che favorisce una mobilità rispettosa dell’ambiente”. Al loro posto, saranno piantati quasi lo stesso numero di alberi, di specie diversa, lunghi e dritti come grissini. Alcuni moriranno presto ma gli altri, se sopravviveranno almeno una quindicina d’anni, impettiti soldatini con meno foglie attaccate ai rami dei loro predecessori uccisi, saranno il triste ricordo del precedente viale alberato, della sua ombra e frescura, del canto degli uccellini che esso ospitava.

EZIO BOERO: Nato a Torino nel 1954. Laureato in Scienze politiche con una tesi su “Politica dei trasporti e sviluppo urbano: il caso torinese”, ha fatto attività politica, sindacale e ambientalista.

ha pubblicato:

– La Spina 3 di Torino. Trasformazioni e partecipazione: il Comitato Dora Spina Tre VisualGrafika 2011
Da Cittadella industriale a Spina 3: una riconversione incompiuta in Postfordismo e trasformazione urbana  IRES Piemonte 2016
Racconti torinesi. Da leggere in tram, StreetLib 2017
Granata. Una storia di resistenza, StreeLib 2019
Racconti inopinatamente decontestualizzati, StreetLib  2019
– Storia sociale e del lavoro degli Stati Uniti, StreeLib del 2019

Comunicato di Non Una di Meno Torino riguardo la contestazione alla ministra Roccella

“Riteniamo estremamente grave la manipolazione mediatica perpetrata dalla ministra Roccella sulla contestazione al Salone Del Libro e la gestione repressiva delle forze dell’ordine, che rappresentano un precedente pericoloso verso ogni manifestazione di protesta.

Rispediamo al mittente le accuse strumentali di violenza: basta guardare i video per rendersi conto della modalità dell’iniziativa, svolta solo con voci, corpi e cartelli, che ha coinvolto anche tantissime persone che si sono spontaneamente unite a fischiare alla ministra.

Costruire una discussione mediatica che chiama violenza la semplice espressione di dissenso, vuol dire far passare come illegittima ogni contrarietà al Governo.”

Comunicato di Non Una di Meno Torino, presente al Salone del Libro insieme a XR Torino, Fridays For Future Torino, Essenon ed Ecologia Politica Torino.

Comunicato del Liceo Gioberti, dirigenza, corpo insegnante, studenti

Il 20 aprile 2023 al Liceo V. Gioberti di Torino si è tenuta una lezione di aggiornamento per docenti, promossa dal Dipartimento di storia e filosofia, aperta alla componente studenti, ai docenti, ai genitori e al pubblico interessato, sul tema del “confine orientale” (Complessità del confine orientale, violenza politica, spostamenti di popolazione) tenuta dallo storico torinese Eric Gobetti.

Il 27 aprile davanti alla scuola militanti di Azione studentesca hanno protestato contro “il negazionismo delle foibe” e alcuni giornali torinesi hanno riportato le affermazioni di esponenti politici di Fratelli d’Italia che hanno accusato il Liceo di ospitare iniziative volte a “mistificare la storia, indottrinare i giovani e denigrare le sofferenze del popolo italiano all’interno delle nostre scuole”.

Lo studioso, che si occupa di formazione su temi quali il fascismo, la seconda guerra mondiale, la storia dei Balcani e della Jugoslavia nel Novecento, è stato già in passato oggetto di pesanti e ingiustificabili attacchi personali sul contenuto dei suoi lavori.

COMUNICATO DEL LICEO GIOBERTI
“Il personale del liceo V. Gioberti di Torino esprime rammarico e sconcerto rispetto agli articoli usciti su La Stampa on-line e sul Corriere delle Sera on-line in data 27 aprile. Sconcerto perché nessuno di noi è stato contattato per chiedere maggiori informazioni sull’iniziativa del 20 aprile oggetto di una così aspra denuncia.
Rammarico perché è stata prodotta una ricostruzione fattualmente erronea, lesiva dell’intelligenza degli organizzatori e dei partecipanti.
Pertanto è opportuno sottolineare che:
1. l’iniziativa didattica, pomeridiana, rientra nelle attività di autoaggiornamento del Dipartimento di Filosofia e Storia. Non si tratta pertanto – come riportato – di un convegno organizzato dalla scuola. Piuttosto il Dipartimento ha deciso di allargare la partecipazione a studenti e studentesse degli ultimi anni, senza obbligare nessuno, su base volontaria, richiamandosi alle sollecitazioni ministeriali sulla necessità di approfondire le complesse vicende del confine orientale sul piano della comprensione storica, anche in virtù della ferma condanna morale della violenza politica che rientra tra gli obiettivi dell’insegnamento dell’educazione civica.
2. lo storico Eric Gobetti pubblica presso la casa editrice Laterza, è un ricercatore riconosciuto che collabora con istituti storici e si occupa di formazione da diversi anni su temi di interesse storico che riguardano la seconda guerra mondiale. Le conclusioni del suo testo sulla storia del confine orientale sono in linea, sul piano fattuale, con le conclusioni condivise dagli storici del settore e non sono dissimili dai materiali didattici presentati ai partecipanti all’incontro, quali la mostra Fascismo, foibe, esodo a cura dell’ANED e il Vademecum del giorno del ricordo a cura dell’Istituto regionale per la storia della Resistenza e dell’Età contemporanea del Friuli Venezia Giulia, documento riconosciuto dalla rete dell’Istituto Parri che da decenni collabora con il Miur e l’USR Piemonte per la formazione storica dei docenti.
Ribadiamo, inoltre, che in nessun modo si è “denigrata la sofferenza” di qualcuno, come riportato; Eric Gobetti non può essere considerato un “negazionista delle foibe”, come si evince dalla lettura dei suoi libri e come ha potuto constatare chiunque abbia preso parte all’intervento: tale etichetta gli è stata attribuita in base a uno spregiudicato uso pubblico della storia praticato a fini politici ormai da diversi anni.
Siamo sorpresi dall’infantilizzazione con cui vengono rappresentati studenti e studentesse, ritenuti incapaci di distinguere una lezione di storia da un’ora di propaganda; così come lascia attoniti la disistima nei confronti di colleghi e colleghe, di comprovata esperienza, i cui curricula annoverano dottorati di ricerca e pubblicazioni, considerati invece manipolatori di coscienze.
Vorremmo ricordare la costituzionalità della libertà d’insegnamento, opportunamente declinata, che si realizza nel liceo Gioberti in una serie di pratiche didattiche sempre orientate al pluralismo culturale, al rispetto della dignità altrui, alla faticosa ricerca di un’equità degli apprendimenti.
Sine ira ac studio, proviamo a rendere operativa per gli studenti e le studentesse del XXI secolo la lezione di metodo storico e di etica pubblica che abbiamo imparato, tra gli altri, da Arnaldo Momigliano, in base alla quale la conoscenza storica degli eventi e la loro interpretazione nascono innanzitutto dal rispetto dei documenti e dalla conoscenza dei contesti in cui si sono prodotti. “

VENERDÌ 28 APRILE 2023 ALLE ORE 18:30 IL FUTURO DELL’EX GKN. Presentazione libro + proiezione

Venerdì 28 aprile ore 18.30 in Unione Culturale (via Cesare Battisti 4b, Torino)
Presentazione del volume Lᴇ ɪᴍᴘʀᴇsᴇ ʀᴇᴄᴜᴘᴇʀᴀᴛᴇ ɪɴ Iᴛᴀʟɪᴀ. Dᴀ ᴜɴ ʟᴀᴠᴏʀᴏ ᴅɪ ɪɴᴄʜɪᴇsᴛᴀ ᴅᴇʟ Cᴏʟʟᴇᴛᴛɪᴠᴏ ᴅɪ ʀɪᴄᴇʀᴄᴀ sᴏᴄɪᴀʟᴇ di Romolo Calcagno e Leonard Mazzone (Castelvecchi, 2022). Con gli autori, intervengono 𝐃𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐒𝐚𝐥𝐯𝐞𝐭𝐭𝐢, Collettivo di Fabbrica ex GKN, e 𝐀𝐧𝐢𝐭𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐚𝐟𝐢𝐨𝐭𝐢 (avvocata del lavoro, Co.Mu.Net-Officine Corsare)
A seguire, aperitivo a offerta libera e, dalle 20.30, proiezione del documentario E ᴛᴜ, ᴄᴏᴍᴇ sᴛᴀɪ? di Filippo Maria Gori e Lorenzo Enrico Gori con Collettivo di Fabbrica ex GKN (2022, 100′).
Hanno provato a rubare il futuro a più di trecento famiglie con una mail.
Grazie al sostegno di chi è stato al loro fianco, chi ha tentato l’assalto finora ha fallito.
Grazie al nostro sostegno, potrebbero finalmente vincere.
Sᴇ ᴠɪɴᴄᴏɴᴏ ʟᴏʀᴏ, ᴘᴏssɪᴀᴍᴏ ᴠɪɴᴄᴇʀᴇ ɴᴏɪ ᴛᴜᴛᴛɪ/ᴇ.
Ultima data torinese a sostegno della campagna di raccolta fondi a sostegno del piano di reindustrializzazione dell’ex GKN: https://www.produzionidalbasso.com/project/gkn-for-future/
Incontro a cura di Unione Culturale Franco Antonicelli, Co.Mu.Net – Officine Corsare e GRILITS (Gruppo di ricerca su lavoro, industria, tecnologia e scienze umanistiche) dell’Univ. di Torino con il patrocinio del Dipartimento di Studi Umanistici.

In bici contro il cemento

In bicicletta dal parco del Meisino al parco della Pellerina per fermare il consumo di suolo nella nostra città.
Ritrovo alle h14 al Parco del Meisino – cimitero Sassi – e conclusione al parco della Pellerina – ingresso corso Appio Claudio.

22 aprile 2023 – In occasione della Giornata Mondiale della Terra, “RESISTENZA VERDE TORINO” (Comitati uniti per il suolo) organizza una BICICLETTATA per chiedere di FERMARE IL CONSUMO DI SUOLO nella nostra città, soffocata dallo smog, da ondate di calore e dalla siccità estrema. Suolo e aree verdi sono indispensabili per contrastare il cambiamento climatico, riducono ondate di calore, assorbono carbonio e grandi quantità di pioggia, ci consentono di vivere.
Gli alberi, i prati, i giardini, i parchi continuano a scomparire sotto colate di cemento.
E’ ormai scientificamente provato che le zone verdi, esistenti da anni, sono basilari per contrastare il cambiamento climatico; riducono le onde di calore estive, assorbono l’anidride carbonica, limitano i danni delle forti piogge (assorbendone una buona quantita’), creano benessere psicofisico ad ogni essere umano ed animale.
In questa giornata c’è poco da celebrare a Torino, perchè il comune e la regione ci stanno togliendo la terra da sotto i piedi pezzo per pezzo…

PARCO DEL MEISINO: il Comune intende spendere 11,5 milioni del PNRR per installare attrezzature sportive sui prati e nelle parti boscate, un bar, una palestra di arrampicata nelle ex scuderie, senza aver coinvolto la cittadinanza, che invece desidera fruire del parco liberamente e poter vivere qualche ora in mezzo alla Natura. Oltre 6.500 persone hanno già firmato una petizione online contro il progetto che snaturerà per sempre un’oasi di bellezza, ecosistema delicato, rifugio di tante specie animali.

GIARDINO ARTIGLIERI DI MONTAGNA: uno dei pochi terreni vergini rimasti nella Circoscrizione 3 è condannato a sparire insieme a più di 100 alberi sotto una colata di cemento per realizzare l’ennesimo centro commerciale Esselunga, in una zona piena di supermercati, distruggendo l’unica area verde di qualità del quartiere Cenisia-San Paolo.

PELLERINA: in questo parco importante dal punto di vista naturalistico, ricco di fauna e flora, Comune e Regione vogliono costruire un grande nuovo ospedale che occuperà 60.000 mq di terra permeabile, con una decisione presa senza tenere conto del forte dissenso di cittadini, comitati, associazioni ambientaliste, né delle problematiche idrogeologiche e nonostante l’esistenza di aree dismesse nelle vicinanze.

E poi ci sono gli ALBERI, abbattuti a migliaia, per costruire strade e supermercati o in nome della “sicurezza”. Gli alberi adulti sono invece un patrimonio che non può essere rimpiazzato da giovani alberelli che produrranno benefici ecologici tra decine di anni.
RIVENDICHIAMO IL NOSTRO DIRITTO A UNA CITTÀ VERDE, BELLA E COLLETTIVA!

BASTA DELEGHE IN BIANCO A CHI NON RISPETTA LE PROMESSE ELETTORALI E HA IL SOLO OBIETTIVO DEL PROFITTO A SCAPITO DI TUTTI NOI E DELL’AMBIENTE IN CUI VIVIAMO. RIAPPROPRIAMOCI DEL RUOLO DI CITTADINI ATTIVI E CONSAPEVOLI!
Unit* possiamo sconfiggere i predatori della nostra Terra.

Comitati promotori: Salviamo la Pellerina – Salviamo il Meisino – Essenon – Salviamo i Prati – Salviamo il Paesaggio Torino – Difesa del Parco della Pellerina – Salviamo Barca e Bertolla – Assemblea No TAV Torino e cintura – Alberi Urbani – Acqua Pubblica Torino – future parade – climate social camp

 

 

20 aprile 2023 – Presidio davanti alla Questura di Torino contro le prassi illegittime verso gli stranieri

Ad inizio marzo sessanta associazioni e organizzazioni avevano denunciato le gravi violazioni di legge nei confronti delle persone straniere che quotidianamente si rivolgono agli sportelli dell’Ufficio immigrazione della Questura di Torino in Corso Verona ed era stata inviata una lettera alla Questura e alla Prefettura di Torino e all’Alto Commissariato per le Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) in cui si era stilata una lista dei maggiori problemi riscontrati nell’accesso agli uffici di corso Verona  con alcune possibili soluzioni.
II 20 aprile 2023 alle 8.30 davanti all’Ufficio Immigrazione della Questura di Torino in Corso Verona 4, gli avvocati e le avvocate della Sezione piemontese dell’ASGI hanno organizzato un presidio per denunciare pubblicamente le inefficienze e le illegalità che da tempo affliggono questo ufficio.

Riprendiamoci il futuro: sosteniamo la ex GKN pranzo domenica 2 aprile

Carissim*, dopo il corteo del 25 marzo a Firenze a sostegno della vertenza e del piano di reindustrializzazione della ex GKN, è il momento di rientrare nei territori e continuare a lottare: diffondiamo la causa, allarghiamo l’attenzione e la partecipazione, non molliamo!

Abbiamo deciso di organizzare per domenica 2 aprile una giornata al circolo Risorgimento insieme con Casseta a sostegno della campagna di crowdfunding. Per prenotare basta compilare questo form tassativamente entro venerdì 31 marzo (pranzo h. 13 con offerta minima 20 euro,  nel pomeriggio la merenda dolce con offerta minima 10 euro oppure l‘aperitivo offerta minima 12 euro).
Tutto ciò che verrà raccolto, lo gireremo a favore della campagna .
Per saperne di più: http://www.insorgiamo.org.
Donate, condividete, diffondete: riprendiamoci il futuro.
Riservato ai/lle soci/e Arci.
Sarà possibile tesserarsi all’ingresso.

ciao Piero, grazie

Piero Gilardi è un’artista di fama internazionale, le sue opere sono nei musei di tutto il mondo. Aveva incominciato nel 1965 facendo dei tappeti natura usando come materiale la gommapiuma. Nel 1968 ha abbandonato l’arte ufficiale quella delle gallerie e si è messo a disposizione degli studenti e degli operai ha serigrafato manifesti facendo cartelli, disegnando fumetti, poi animatore artistico, terapeuta negli istituti psichiatrici come il centro di lavoro protetto femminile di Torino e dal 1969 con gli operai della Fiat facendo striscioni giornali murali volantini opuscoli murales.

Nell’autunno del 1980 durante la lotta contro i licenziamenti alla Fiat Piero Gilardi con la “Cooperativa della Svolta” era presente alla porta 5 di Mirafiori per portare la solidarietà degli operai in lotta, creando davanti la grande fabbrica un laboratorio creativo, costruendo maschere e pupazzi, che poi sono state utilizzate nella grande manifestazione dello sciopero generale nazionale del 10 ottobre. Nel 1981 Piero Gilardi è ritornato nell’arte riproducendo tappeti natura, poi negli anni successivi si è cimentato con l’arte cinetica e con opere interattive con l’utilizzo del computer. Durante tutti i cortei del 1 maggio a Torino, Gilardi è sempre stato presente con un teatro di strada caratterizzando i cortei, anche in occasioni di tutte le grandi manifestazioni nazionali Piero Gilardi è sempre  stato presente. Ha dato un grande contributo al movimento NoTav, costruendo decine di maschere e pupazzi, dal grande talpone escavatore del 2005 a Venaus, ai grandi pupazzi contro la militarizzazione della Valsusa portati a Strasburgo nel 2010, davanti al Parlamento europeo e alle tante maschere dei politici alla marcia NoTav a Bussoleno Susa.

Nel 2008 viene inaugurato il Pav parco d’arte vivente, progettato da Gilardi trasformando un terreno abbandonato di Torino in un vero e proprio parco, costruito secondo i principi della bioarchitettura con il contributo di artisti, architetti, pedagogisti da tutto il mondo. Il Pav è un centro d’arte che ospita sia interventi permanenti, che mostra di progetti temporanei che affrontano questioni filologiche e di economia sostenibile. Nel 2017 al Maxxi museo delle arti del ventunesimo secolo di Roma, nella grande mostra antologica sull’opera artistica di Piero Gilardi, gli viene riconosciuto ufficialmente anche il lavoro di intervento sociale politico, con l’esposizione di manifesti pupazzi mascheroni ed altro e con la proiezione di un video che ripercorre il grande contributo che Piero Gilardi ha dato in oltre quarant’anni di interventi sulle piazze e sulle strade. Volere la luna ha pubblicato “PRIMO MAGGIO A TORINO” 45 anni tra politica e animazione con tutti gli interventi di Piero Gilardi e Pietro Perotti nei cortei del 1°maggio a Torino.

Carnevale per l’ambiente di Cit Turin

Nell’ambito delle iniziative per festeggiare il Carnevale 2023 l’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC), la Fondazione Merz e Comàla organizzano un momento d’incontro fra realtà socio-culturali attive sul territorio e la cittadinanza all’insegna della convivialità e del divertimento per riflettere sul futuro del nostro pianeta a ridosso dello sciopero globale per il clima: il Carnevale per l’ambiente di Cit Turin è l’occasione per animare con colori, musica e teatro di strada Piazza Benefica (Giardino Luigi Martini, Torino), domenica 5 marzo dalle 15,00 dove sono tutti invitati a partecipare liberamente e sfilare con le maschere realizzate nell’ambito del progetto e che incroceranno la festa di Via Principi d’Acaja promossa dall’Associazione commercianti i Principi.

Domenica 5 marzo infatti avverrà la restituzione pubblica di due percorsi formativi che hanno coinvolto la cittadinanza. Il laboratorio Centauro sopravento curato dal Dipartimento Educazione della Fondazione Merz dedicato alla produzione di maschere in cartapesta per sperimentare con i travestimenti una nuova corporeità performativa, ibridata da immaginari simbolici, archetipi e mitologie, prospettive eco-centriche e non-umane. Gli occhi e le mani per l’ambiente invece è il corso curato da Pietro Perotti: in un mondo sempre più virtuale il laboratorio ha offerto ai partecipatati delle indicazioni per ritrovare il piacere usare la manualità per esprimere la propria creatività, costruire oggetti ludici o soggetti da condividere con altrə nello spazio pubblico.

Il laboratorio – dichiara Pietro Perotti – è partito dalla constatazione che il dramma della crisi climatica ci tocca da vicino, è qui sotto i nostri occhi: il fiume Po oltre a essere inquinato è ormai da mesi in secca, molti pesci sono già privi di vita. Per esprimere questo dramma e dare voce a chi non ne ha, si è deciso di costruire dei pesci che animati con la mano, aprono e chiudono la bocca come per cercare acqua e aiuto. Altri soggetti coinvolti come noi in questo dramma climatico sono gli animali di terra e dell’aria che hanno diritto a vivere come noi, ma a cui stiamo togliendo sempre più spazio. Per dare visibilità anche a loro abbiamo costruito animali come copricapi con le sembianze di tucani, pappagalli, fenicotteri, tigri, giaguari, volpi, ricci, coccodrilli e tartarughe”.

Per il Carnevale per l’ambiente ci sarà anche un’azione teatrale, accompagnata dalla musica della Tequila band, marching band itinerante di Torino, con un’isola lussureggiante circondata dal mare e con tutti gli animali che la proteggono e difendono dagli attacchi di alcune grandi maschere che rappresentano l’inquinamento, una raffineria, un bidone che versa veleni e una ruspa che distrugge le foreste.

Nell’ambito del progetto sono previsti una serie di eventi collaterali tra cui segnaliamo giovedì 9 marzo alle 9,30 presso il CineTeatro Baretti (Via Giuseppe Baretti 4, Torino) la proiezione per le scuole a ingresso libero del documentario Senzachiderepermesso di Pietro Perotti e Pier Milanese. Il film racconta la storia dell’operaio Pietro Perotti, impiegato alla Fiat Mirafiori dal 1969 al 1985 che ha partecipato alle lotte operaie occupandosi di comunicazione all’interno della fabbrica, realizzando adesivi, giornali murali, pupazzi di cartapesta e gommapiuma, animando i cortei. Con la sua cinepresa Perotti ha documentato le lotte fin dal 1974. Grazie a questo materiale inedito il film dipinge un affresco di vita operaia in quella che è stata la più grande fabbrica metalmeccanica d’Europa.

I docenti interessati a partecipare dovranno mandare una mail a info@amnc.it specificando il nome della scuola e il numero di studenti coinvolti e lasciando.

Carnevale per l’ambiente di Cit Turin mette insieme le fortunate esperienze della Carnevalata con Mondo Babonzo in Piazza Risorgimento nel 2019 e il Carnevale con Altan al Parco della Tesoriera del 2020; dopo l’interruzione dovuta alla pandemia l’AMNC, nell’anno in cui ricorre il 70° anniversario dalla sua fondazione, ha riunito la Fondazione Merz e Comàla, già partner del progetto Le cose che abbiamo in comune, per continuare a vivere lo spazio pubblico riflettendo in maniera creativa come la crisi climatica tocca tutte le nostre vite.

Una “città giusta” tra povertà, pandemia e guerra?

Una “città giusta” tra povertà, pandemia e guerra?

Programma attività 2023 del Gruppo Città e Territorio

Il ciclo di incontri pubblici del gruppo “Città & Territorio” quest’anno si propone di raccogliere e discutere contributi competenti sulla città di Torino, con l’intento di far interagire diversi approcci disciplinari per mettere a fuoco e cogliere in una visione di insieme le dinamiche e le trasformazioni della realtà urbana. Gli incontri alterneranno temi sociali, urbanistici, economici e ambientali sul filo conduttore della “città giusta”, che rappresenta l’orizzonte di pensiero e di indagine del gruppo.

Secondo diversi osservatori nazionali e locali, negli ultimi decenni, povertà e diseguaglianza sono in aumento nel mondo, anche come conseguenza della pandemia e della guerra. Nel nostro Paese gli esiti sono drammatici per una parte significativa della popolazione: il disagio si diffonde in ampi strati sociali e l’allontanamento dalla politica, dato centrale della recente tornata elettorale, ne è una testimonianza evidente. A Torino questi fenomeni si intersecano con la più ampia crisi determinata dall’incertezza sulla vocazione della città e sul suo futuro, che ancora non ha una direzione riconoscibile, dopo la fine della città-fabbrica. Il blocco dell’ascensore sociale, la mancata redistribuzione della ricchezza, le carenze dei servizi pubblici sono elementi ricorrenti delle varie letture della città che verranno proposte. Ci si focalizzerà sulla dimensione sociale delle povertà e del disagio per farla interagire con quella urbanistica e ambientale, evidenziando la necessità che le politiche urbanistiche assumano come priorità i reali bisogni di servizi, abitazioni e salute della cittadinanza.

Gli incontri si terranno in tre sedi diverse in orario pomeridiano e prevedono: una breve introduzione, alcuni interventi, domande dal pubblico e una conclusione con proposte da sottoporre all’attenzione di cittadinanza e responsabili. decisionali.

PROGRAMMA DEGLI INCONTRI

  • Mercoledì 25 gennaio 2023 ore 17,30, Unione Culturale (Via Cesare Battisti 4b Torino)

Città e povertà

Nel primo incontro, che sarà di introduzione al ciclo, si affronterà il tema delle povertà in rapporto alla città. La riflessione sarà condotta sia esaminando il livello locale, attraverso il confronto dei dati che emergono dal Rapporto Giorgio Rota e dall’attività della Caritas, sia con respiro internazionale, attraverso uno sguardo sulla situazione degli Stati Uniti che rivela i probabili sviluppi futuri del fenomeno. Un approfondimento sulla concreta applicazione del reddito di cittadinanza in una zona della Città Metropolitana costituirà uno stimolo alla riflessione su uno strumento di riduzione della povertà che è in corso di revisione. Coordina:Terry Silvestrini

Interventi:

Luca Davico, docente di sociologia, Politecnico di Torino, coordinatore del Rapporto Giorgio Rota: La povertà a Torino

Pierluigi Dovis, direttore Caritas Diocesana Torino, Analisi e interventi sul tema delle povertà

Elisabetta Grande, docente di Diritto comparato, Università Piemonte Orientale, La povertà in USA: casi e risposte

Carlo Anselmi, direttore Settore Coesione Sociale e Sviluppo di Comunità, Consorzio Ovest Solidale, Reddito di cittadinanza: esiti e criticità.

  • Mercoledì 15 febbraio 2023 ore 17,30,  Polo del ‘900 (via del Carmine 14, Torino)

Come cambia la città

Come eredità del suo passato industriale Torino conserva un ampio patrimonio di aree ed edifici dismessi che attende ancora nuove progettazioni e destinazioni. In una visione di futuro non chiara, che appare prevalentemente orientata allo sviluppo della città degli eventi, i progetti restano incerti, tra annunci spesso smentiti e trasformazioni reali non entusiasmanti. Le relazioni analizzeranno alcune grandi questioni non risolte come la nuova Città della salute, il recupero di complessi monumentali come Torino Esposizioni, Palazzo del lavoro, Cavallerizza, Manifattura tabacchi, il riuso delle aree industriali e delle ferrovie. Saranno anche lo spunto per confrontare le prospettive di una città in crisi, che potrebbe trovare nel patrimonio abbandonato nuove opportunità. Coordina: Emilio Soave

Interventi:

Paolo Mazzoleni, architetto, Assessore all’urbanistica, Torino, La visione urbanistica dell’amministrazione

Chiara Lucchini, architetto, responsabile Sviluppo territoriale Urban Lab, Torino, Il racconto della trasformazione

Peter Jaeger, architetto, Ordine Architetti, Torino, Progetti realizzati e progetti futuri: elementi per un bilancio.

  • Mercoledì 15 marzo 2023, ore 17,30, Unione culturale (via Cesare Battisti 4b, Torino)

Fotografare il disagio urbano

Povertà, insicurezza, carenza di assistenza sono causa di un diffuso disagio psichico poco documentato, che in gran parte colpisce le persone più fragili della società. La punta dell’iceberg di questo disagio emerge negli atti di violenza che occupano per qualche tempo le cronache, ma anche nella diffusione di droga, atti autolesionistici e suicidi. Sono carenti informazioni e censimenti in grado di quantificare queste forme di disagio. Il dibattito sarà incentrato sulla necessità di indagare il fenomeno e cercherà di capire quale è lo stato dei servizi destinati ad affrontare il disagio grave, i problemi degli adolescenti, le difficoltà degli anziani e dei disabili. Coordina: Roberto Gnavi

Interventi:

Ugo Zamburru, psichiatra, Povertà e psichiatria

Andrea Bellini, sociologo, Dipartimento delle Dipendenze ASL, Città di Torino, Il disagio degli adolescenti

Andrea Ciattaglia, direttore rivista “Prospettive. I nostri diritti sanitari e sociali”, I diritti di malati e disabili.

  • Mercoledì 12 aprile 2023, ore 17,30, Circolo ARCI Risorgimento (via Giovanni Poggio 16, Torino)

Famiglie senza casa e case senza abitanti

“La questione delle abitazioni”, mai risolta, si propone in termini sempre più drammatici. Sullo sfondo di una pressocché totale assenza di politiche nazionali per la casa, si assiste al dilagare degli sfratti, all’aumento delle liste di famiglie in attesa di una casa, alla presenza crescente di persone senza dimora o in condizioni abitative di estrema precarietà. Allo stesso tempo si registra un grande numero di alloggi non usati, edifici pubblici in abbandono, un patrimonio di alloggi della Città, anche al di fuori dei confini comunali, la cui carenza di manutenzione ne rende impossibile un uso razionale. Quali sono le strategie in atto da parte dell’Amministrazione comunale, dell’Agenzia Territoriale per la Casa e del “terzo settore” per affrontare questi problemi? Coordina: Sergio Dellavecchia

Interventi:

Jacopo Rosatelli, assessore ai Servizi sociali, Torino, Le politiche dell’Amministrazione comunale per il problema dei senza tetto  

Emilio Bolla, presidente Agenzia Territoriale per la Casa, Il ruolo dell’agenzia a fronte dell’emergenza casa

Gianfranco Cattai, presidente Cicsene, Politiche attive per la casa.

  • Mercoledì 10 maggio 2023, ore 17,30, Unione culturale (via Cesare Battisti 4b, Torino)

Città, verde, cambiamenti climatici

La sempre più urgente necessità di affrontare i cambiamenti climatici decarbonizzando energia e produzione resta una sfida imprescindibile a livello nazionale e internazionale, tuttavia la città può essere il luogo dove sperimentare strategie di mitigazione dell’emergenza climatica e avviare pratiche virtuose proposte dai movimenti e dai cittadini. Fermare il consumo di suolo, incrementare le aree verdi, aumentare il patrimonio arboreo e la permeabilità della città, promuovere una mobilità sostenibile e il risparmio energetico sono azioni necessarie e affrontabili da subito. Quali sono le strategie politiche, le ricerche e le azioni in questi campi? Coordina: Antonella Visintin

Interventi:

Francesco Tresso, ingegnere, assessore all’ambiente, Torino, Il piano del verde e di resilienza di Torino

Alberto Poggio, Green team Politecnico, Pratiche di efficientamento energetico e di decarbonizzazione

Ludovica Gullino, già docente di fitopatologia, Università di Torino, Fitopatologia e cambiamenti climatici

Davide Ravaglia, Extinction Rebellion, Disobbedienza civile e cittadinanza attiva come mezzo verso la giustizia climatica

Filippo Savio, Fridays For Future, Reagire ai cambiamenti climatici.

  • Mercoledì 14 giugno, ore 17,30, circolo Volere la Luna (via Trivero 16, Torino)

Torino in guerra?

Il quadrante di corso Marche, del quale si prevedeva un’ampia trasformazione urbana non attuata, ospita Leonardo, un importante polo di ricerca e di produzione militare: “Azienda leader nella produzione di aerei militari, protagonista dei principali programmi strategici internazionali e partner tecnologico di Governi e Amministrazioni della Difesa”, una Società Finmeccanica, “prima nei mercati della difesa di tutto il mondo, la cui attività abbraccia prodotti come il C-27J, aereo dedicato al trasporto tattico, modelli per il pattugliamento marittimo e svolge importanti ruoli in programmi aerospaziali a livello mondiale”. La previsione di un potenziamento di questo polo tecnologico, con la collaborazione del Politecnico di Torino, pone una serie di domande. Quali sono le strategie economiche e occupazionali di una città sempre più orientata alla produzione militare? Quali trasformazioni urbanistiche saranno avviate? Come può la ricerca pubblica mantenere la sua indipendenza e la sua dimensione etica a fronte del coinvolgimento nella produzione militare? Coordinano: Alessandra Algostino e Guido Montanari

Interventi:

Federico Bellono, segretario CGIL, Occupazione e sviluppo economico del polo aerospaziale a Torino

Michele Lancione, docente del Politecnico di Torino, L’università tra etica e finanziamenti privati

Paolo Candelari, Centro Studi Sereno Regis, Coordinamento AGiTe, Gli impatti della guerra sulle attività produttive, educative, culturali della città.