È nata la nuova associazione che raccoglie l’eredità del percorso promosso da don Luigi Chiampo. Ieri il tavolo in prefettura con sindaci e enti del Terzo settore per la prosecuzione del progetto MigrAlp
Migranti in alta valle: dopo l’uscita di Talità Kum, tocca a Sentieri Solidali e Croce Rossa
È nata la nuova associazione che raccoglie l’eredità del percorso promosso da don Luigi Chiampo. Ieri il tavolo in prefettura con sindaci e enti del Terzo settore per la prosecuzione del progetto MigrAlp (www.lunanuova.it)
28 Agosto 2026 – 09:26
Con l’annunciata uscita di scena della fondazione Talità Kum Budrola dalla gestione del Rifugio Fraternità Massi di Oulx, qualcosa si muove in alta valle Susa sul tema dell’accoglienza per i migranti. Due le novità emerse nel mese di agosto: la prima è che è stato individuato un luogo alternativo dove la Croce Rossa potrà allestire transitoriamente strutture mobili che possano dare rifugio notturno ai migranti, consentendo così la prosecuzione del progetto MigrAlp; la seconda riguarda la nascita di una nuova associazione, Sentieri Solidali, che punta a raccogliere l’eredità del percorso avviato nel 2018 da don Luigi Chiampo, parroco di Bussoleno, con l’obiettivo di valorizzare l’esperienza che numerosi volontari hanno maturati in tutti questi anni proprio a servizio del Rifugo Massi.
Il tavolo in prefettura: la Croce Rossa pronta ad operare
Il coinvolgimento diretto della Croce Rossa è stato sancito nel pomeriggio di ieri, giovedì 27 agosto, durante l’incontro che si è tenuto presso la prefettura di Torino con tutte le istituzioni (Regione, Città metropolitana, Comuni di Bardonecchia, Cesana, Claviere, Oulx, Conisa) e gli enti del Terzo settore che operano nelle aree in questione (fondazione Talità Kum Budrola, Croce Rossa, associazioni Sentieri Solidali, Diaconia Valdese e Rainbow For Africa): l’obiettivo era appunto quello di fare il punto della situazione dopo la cessazione dell’attività di accoglienza notturna per i migranti del Rifugio Massi a partire dal 1° settembre per effettuare importanti ed urgenti opere di riqualificazione impiantistica ed energetica finanziate da fondazioni private. Il tavolo in prefettura era stato sollecitato nei giorni scorsi dai sindaci delle zone di confine e dalle associazioni presenti sul territorio, per favorire un momento di confronto con le istituzioni ed affrontare così le ripercussioni legate all’interruzione della preziosa attività svolta negli anni dal Rifugio gestito dalla fondazione Talità Kum Budrola.
A caccia dei fondi europei Fami
«Per dare continuità a quanto sinora assicurato e non disperdere l’attività consolidata sul territorio di orientamento, sostegno ed accoglienza dei migranti ed evitare ripercussioni sfavorevoli per i territori – spiegano dalla prefettura in una nota – è stato individuato un luogo alternativo dove la Croce Rossa potrà allestire transitoriamente strutture mobili che possano dare rifugio notturno ai migranti, nell’immediato e in vista della prossima stagione autunnale ed invernale». Non solo: la prefettura di Torino, per dare sostegno all’attività delle associazioni del territorio che da tempo forniscono assistenza a tutto tondo ai migranti, presenterà nei prossimi giorni la candidatura per acquisire la disponibilità di fondi europei Fami, unitamente ad Ires Piemonte e al Conisa, per strutturare una piena sinergia e coordinare al meglio le attività già in atto sul territorio.
Nasce Sentieri Solidali: «Non possiamo essere autosufficienti»
Quanto alla nascita di una nuova associazione destinata in qualche modo a raccogliere l’eredità dell’opera svolta in questi anni dalla fondazione Talità Kum Budrola, prospettiva ventilata da alcuni mesi, l’iniziativa si è concretizzata domenica 9 agosto con l’assemblea costituente di Sentieri solidali: la presidente sarà Silvia Massara. «Non è stata una scelta facile – sottolineano i fondatori dal profilo Instagram dell’associazione – Di fronte alla prospettiva di un disimpegno della fondazione Talità Kum, dovuto alle difficoltà economiche accumulate in assenza di contributi pubblici, avevamo due possibilità: accettare la fine di un’esperienza che in questi anni è stata un riferimento per le persone in cammino lungo il confine alpino, oppure costruire qualcosa di nuovo per continuare a esserci. Abbiamo scelto la seconda strada. I dubbi non mancano: riusciremo a trovare le risorse necessarie? Saremo in grado di sostenere un impegno così gravoso? Ma una cosa deve essere chiara: la nostra associazione non potrà e non dovrà essere autosufficiente. L’accoglienza e la tutela dei diritti fondamentali non possono dipendere soltanto dalla buona volontà dei cittadini e dei volontari».
L’eredità del percorso avviato da don Chiampo
Il coinvolgimento della Croce Rossa nell’accoglienza dei migranti va proprio nella direzione auspicata da Sentieri Solidali: «Siamo in un territorio di montagna dove, lungo questa frontiera, decine di persone hanno perso la vita. È una realtà che non può essere ignorata e che chiama in causa precise responsabilità istituzionali. Sentieri Solidali nasce per continuare a esserci, non per sostituirsi alle istituzioni. Cercheremo con ostinazione di coinvolgerle, chiedendo loro di fare la propria parte e di assumersi le responsabilità che competono. La nostra associazione può e deve rappresentare un punto di riferimento per la solidarietà, partecipazione e presenza sul territorio, ma non può diventare il modo per scaricare sui cittadini responsabilità e compiti che spettano alle istituzioni».
Al termine di un’assemblea molto partecipata tenutasi nel salone polivalente di Bussoleno, i soci fondatori sono stati 45. «Un bel risultato in un periodo quasi di Ferragosto. Nasce così un’associazione che vuole raccogliere l’eredità del percorso avviato da don Chiampo e con l’obiettivo di valorizzare nel contempo la nostra esperienza di volontari maturata in questi anni. Il futuro del Rifugio Massi resta incerto. Ma da oggi comincia un nuovo lavoro. Sappiamo che lasciare spegnere questa esperienza senza provare a difenderla sarebbe un errore. A volontarie e volontari nominati nel consiglio direttivo provvisorio e alla sua presidente Silvia Massara tutto il nostro sostegno».









