1974-Gioco dell’Oca

25 luglio 1974

Gioco dell’Oca di Armando & C. Campioni realizzato dal Circolo Operai di None.

Armando Campioni era il padrone  dell’INDESIT.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Circolo Operaio di None

Libera Biblioteca Trivero

Abbiamo, ad oggi 01 aprile 2021, raccolto e reso consultabili 7.812 libri di cui 2.483 di sola letteratura, narrativa e critica letteraria.

Basandoci sulle caratteristiche del materiale  a nostra disposizione e in previsione di nuove acquisizioni abbiamo individuato una divisione per argomenti da noi ritenuta la più razionale per una biblioteca che, almeno per ora, va intesa a uso e consumo dei soli soci di volerelaluna.

 1- LETTERATURA, suddivisa nelle seguenti sottocategorie:

  • ITALIANA
  • ANGLOFONA
  • FRANCOFONA
  • RUSSA
  • SPAGNOLA
  • TEDESCA
  • VARIA MONDIALE
  • GIALLISTICA
  • FANTASCIENZA
  • LETTERATURA EROTICA D’AUTORE
  • POESIA
  • CRITICA LETTERARIA

2- STORIA, suddivisa nelle seguenti sottocategorie:

  • DALLA PREISTORIA AL XVIII SECOLO
  • DALLA RIVOLUZIONE FRANCESE AL XXI SECOLO
  • MARXISMO e COMUNISMO (Marx – Marx e Engels – marxismo e dintorni – Lenin e leninismo – Stalin e stalinismo – Trockij e trotskismo – le internazionali – Bucharin – Rosa Luxemburg – Karl Kautsky – Anarchia – Gramsci – Togliatti – storia del Partito Comunista Italiano – comunismo e dintorni – storia del socialismo)
  • PRIMO DOPOGUERRA
  • FASCISMO e NAZISMO
  • ANTIFASCISMO e RESISTENZA
  • SECONDO DOPOGUERRA IN ITALIA e nel MONDO
  • MOVIMENTI SOCIALI
  • STORIA DEL MOVIMENTO OPERAIO (lotte operaie – lavoro – sindacato –  storia della Fiat – economia politica)

3- ARTE, suddivisa nelle seguenti sottocategorie:

  • ARCHITETTURA
  • CINEMA
  • FOTOGRAFIA
  • PITTURA
  • SCULTURA
  • TEATRO

4-  FUMETTI e SATIRA

5-  GEOGRAFIA e VIAGGI (con una sezione dedicata al Piemonte, a Torino e alla montagna)

6-  FILOSOFIA

7-  SOCIOLOGIA e ANTROPOLOGIA

8-  ISTITUZIONI (partiti – esercito – polizia – carceri – magistratura – salute)

9-  PSICOLOGIA

 

HANNO CONTRIBUITO CON LE LORO DONAZIONI ALLA  REALIZZAZIONE DELLA LIBERA BIBLIOTECA TRIVERO:

Beppe Amato, Doriana Bertino (Biblioteca Renzacci), Ferruccio Brucato, Claudio Coloberti, Bianca Danna, Monica Della Gatta, Enzo Di Dio, Elena Dinca, Daniela Maria Fedeli, Cristina Forchino, Anna Rita Gili, Famiglia Bettiolo-Quirico, Famiglia Jannelli, Famiglia Parvopassu-Patria, Famiglia Patrucco, Famiglia Revelli, Liliana Lanzardo, Piergiorgio Longato, Monica Mancini (Biblioteca Renzo Mancini) Carlo Minoli, Livio Pepino, Pietro Perotti, Claudia Perrone, Luisa Remondino (Biblioteca Ferruccio Pelos), Denise Thiebat, Laura Valcauda Pallante.

 

IL LOCALE

foto -la biblioteca all’inizio dei lavori

La biblioteca occupa il vano semi-interrato della casetta (detto infernot) ed è stato ripulito e foderato con materiale isolante ignifugo colorato grigio antracite con lastre di polistirolo di 2 cm di spessore.

La biblioteca è dotata anche di un computer, un deumidificatore, impianto elettrico e riscaldamento. Necessita ancora di un intervento ai gradini della scala di accesso e il riordino degli infissi delle finestrelle.

LA PROMOZIONE

Sono allo studio iniziative legate al “Book Crossing” e l’allestimento di un banchetto con volumi in offerta durante gli eventi tenuti in Via Trivero. Appena possibile vogliamo inaugurare la Biblioteca, con un pranzo comprensivo di visita guidata e omaggio di gadget (il modellino di una scala appoggiata alla luna).

L’ORARIO DELLA BIBLIOTECA

Al mattino con apertura e presenza dalle 10.00 alle 12.00 in giorni ancora da organizzare.

PULIZIA

Ovviamente rispetteremo tutte le nuove norme igieniche in vigore.

CRITICITÀ e DESIDERATA

  • L’urgenza di una migliore conservazione dei volumi con l’utilizzo di un deumidificatore più efficace: l’umidità è una costante minaccia per la “salute” dei libri
  • La realizzazione di una catalogazione informatica e/o cartacea dei volumi (indispensabile almeno in forma semplificata, non necessariamente professionale)
  • ricerca di volontari per la catalogazione informatica dei volumi
  • La formazione di uno sportello settimanale di prestito/consultazione quando sarà possibile (modalità – orari)
  • Un registro per documentare i movimenti del materiale librario

foto – la biblioteca all’inizio dei lavori

FINANZIAMENTO

Tutto è stato realizzato grazie al contributo e alla generosità di alcuni benefattori e un raffinato, esclusivo, olio di gomito e di testa.

Robi, Carlo, Diego e gli altri – Torino 01 aprile 2021

 

Sei in difficoltà? Torino. Gli sportelli di Volere la luna

Dai primi mesi del 2020 Volere la luna ha attivato a Torino degli sportelli gratuiti di supporto a chi è in difficoltà.

In città è spesso difficile vedere riconosciuti i propri diritti e far valere le proprie ragioni, soprattutto per chi non ha mezzi. Ciò accade a maggior ragione quando si attraversano situazioni delicate e quando non si è in grado di orientarsi tra leggi, problemi burocratici e uffici pubblici. Per superare, almeno parzialmente, queste difficoltà, abbiamo aperto nella casetta di via Trivero 16 degli sportelli informativi di aiuto e sostegno. Poi è intervenuta la pandemia ma non ci siamo scoraggiati. Quel che, in questo periodo, non possiamo fare in presenza lo facciamo con consulenze telefoniche. Oggi telefonando al 371.444.22.75, chi ne ha bisogno può segnalare i suoi problemi e chiedere un parere legale in tema di casa, famiglia e lavoro o una consulenza in campo sanitario o informazioni sulla sua condizione di migrante.

Questi i principali oggetti delle consulenze, prestate da avvocati, medici ed esperti dei diversi settori:

  • diritti delle persone nel settore civile, del lavoro e penale, con particolare attenzione alle questioni socialmente più rilevanti (diritti dei lavoratori, casa, famiglia e minori, cittadinanza e permesso di soggiorno per i migranti, violenza sulle donne, gioco d’azzardo, usura);
  • adempimenti necessari per avviare una causa;
  • come orientarsi nella gestione di problemi relativi alla casa, controversie tra locatore e conduttore, lo sfratto, rinnovo locazione, consulenze nelle letture delle bollette delle utenze luce, gas, riscaldamento;
  • orientamento sul percorso “legale” da intraprendere in casi specifici;
  • strumenti alternativi alla giustizia ordinaria per la risoluzione delle controversie;
  • difesa d’ufficio e patrocinio a spese dei fondi di garanzia regionali;
  • accesso ai servizi del giudice di pace e dell’ufficio volontaria giurisdizione;
  • procedure per diritti d’asilo, accoglienza e permessi di soggiorno;
  • servizi offerti dalle strutture territoriali dell’ASL;
  • diritto a ottenere presidi sanitari (stampelle, sedie a rotelle ecc.) e ad accedere a strutture di assistenza;
  • servizi socio assistenziali del territorio;
  • “ambulatori sociali” esistenti sul territorio per visite e prestazioni gratuite;
  • persone non autosufficienti: opposizione alle dimissioni da ospedali e case di cura, richieste di ricovero in Rsa, richiesta di prestazioni a domicilio, centri diurni, comunità alloggio.

Le consulenze sono del tutto gratuite.

Informativa ai sensi dell’art. 13 GDPR 679/16
Per l’accesso agli sportelli ti saranno richiesti alcuni dati personali ( nome, cognome, numero di telefono, e mail) che ci serviranno per metterti in contatto con i nostri esperti.
I tuoi dati saranno trattati nel rispetto della normativa vigente e conservati in formato elettronico e cartaceo per il tempo necessario all’attività di sportello.
Saranno trattati dagli incaricati dell’associazione e trasmessi unicamente al professionista/esperto che fornirà la consulenza.
Hai diritto di esercitare in qualsiasi momento i diritti di cui agli artt. 15/22 GDPR 679/16.
Dobbiamo tuttavia avvisarti che, senza i dati da Te conferiti, non potremo svolgere il servizio di sportello.
Per questo motivo, quando ci contatterai, ti verrà chiesto di prestare il tuo consenso al trattamento appena descritto.

Volerelaluna Torino – via Trivero 16 – tel. 371.444.22.75 – email: associazione@volerelaluna.it
Illustrazione in homepage di Carlo Minoli

Prati Parella

Sabato 13 marzo si è tenuta una iniziativa a cura del Comitato Salviamo i prati che si è costituito ormai da tre anni, col fine concreto di salvare dalla cementificazione tutta l’area che si estende per oltre 11.000 mq, in via Madonna Delle Salette di Borgata Parella; un polmone verde in piena periferia, spazio prezioso per la qualità dell’ambiente e della vita degli abitanti di una zona densamente popolata, già caratterizzata da varie problematiche di degrado urbano come testimoniano le fabbriche dismesse in attesa di demolizione o di riqualificazione e la comprovata presenza di amianto nei pressi dell’Istituto tecnico Carlo Levi, adiacente al prato e da anni in attesa di bonifica.

E’ stata un’ottima occasione per intrecciare relazioni con varie realtà presenti (Extinction Rebellion, Greenpeace, Bucanieri, Riapriamo il Maria Adelaide, Bertolla, Edera squat, Medici per l’ambiente…).

E’ intervenuto Fabio Balocco, autore di alcuni notevoli articoli sul nostro sito, che ha ricordato il valore non monetizzabile della natura.

Vorelelaluna ha contribuito con alcune creazioni di Pietro Perotti, infallibili nel suscitare interesse e curiosità, soprattutto presso i più giovani e distribuito alcuni volantini che informano dei nostri sportelli, rivelatisi utili, a nostro giudizio, soprattutto per la presenza della Residenza Salette, un palazzo affacciato sul prato, inizialmente autogestito da migranti richiedenti asilo o in attesa di permesso di soggiorno, ora coordinati dalla cooperativa ORSO con il contributo della parrocchia di Maria Riconciliatrice.

Alcuni degli ospiti hanno interagito con la manifestazione preparando il tè per i convenuti e intervenendo per esprimere il timore che l’eventuale costruzione di strutture ad uso abitativo al posto del prato possa creare tensioni tra residenti e immigrati.

Su questo aspetto non secondario relativo alla questione dei Prati Parella sarebbe utile portare avanti qualche osservazione più approfondita.

Territori

Torino: le elezioni si avvicinano e la città è ferma

di Jacopo Ricca

A Torino non siamo mai usciti da Gran Torino. Nel senso dello slogan che guidò la campagna elettorale vincente di Piero Fassino del 2011, ma soprattutto nel senso del bellissimo film di Clint Eastwood, elogio dei vecchi. Esattamente dieci anni fa in questo periodo si facevano sempre più forti le pressioni perché una parte, la più strutturata ma anche composita, della generazione dell’Onda si assumesse la responsabilità di sostenere un percorso elettorale e una candidatura nel campo delle primarie del centrosinistra. Una prospettiva che, personalmente, non condividevo ma che ritenevo fosse l’orizzonte cui puntare nei dieci anni successivi. Eppure al termine di questo decennio traumatico e, in fondo, reazionario, di quella spinta è rimasto ben poco. E così a otto mesi dalle elezioni comunali del 2021, con alle spalle vittorie del Movimento 5stelle e della destra, ci troviamo ancora a Gran Torino. E non è una questione anagrafica. O meglio, non solo.

Tra i nomi proposti ci sono anche quelli di quarantenni e cinquantenni rampanti, a fianco di splendidi settantenni (che peraltro sono più di sinistra dei più giovani), ma non di programmi, progetti e visioni della città. La spinta egualitaria, ambientalista, che puntava a una riattivazione dell’ascensore sociale, dell’integrazione nella città figlia dei valori della Resistenza, al superamento della supremazia del privato sul pubblico, è relegata a funzione ancillare dei candidati di centro cui un trattino sempre più sbiadito vorrebbe aggiungere la parola sinistra. L’elogio dei vecchi è tutto nelle prospettive politiche e programmatiche, difficili per la verità da leggere oltre la cortina di fumo delle guerre di corrente. Ma un dato di fatto c’è: le istanze di sinistra, magari minoritarie in termini elettorali ma fortemente rappresentate in termini di eletti, espresse dal successo di Chiara Appendino e del Movimento 5stelle, sono costantemente irrise dai rappresentanti del Partito Democratico che si propongono come candidati per il 2021. E l’opposizione ai 5stelle proposta in questi anni in consiglio comunale, se si esclude l’encomiabile lavoro di Eleonora Artesio, è stata tutta basata su un lento scivolamento a destra.

Le responsabilità non si possono addossare solamente al Partito Democratico che, a Torino ancora più che a Roma, è tuttora fatto della stessa sostanza della terza via blairiana nei contenuti e in un approccio veterocomunista nelle strategie. Dagli anni Settanta a oggi, tranne poche parentesi, un gruppo di potere e intellettuale ha avuto in mano le redini dei destini della città, facendo sempre i conti e, spesso, venendo a patti con quell’autentico contropotere (o forse sarebbe meglio dire unico e autentico potere) che era la galassia Fiat. E ancora oggi sembrano contare maggiormente le rappresentazioni di interessi di parte, più o meno palesi e più o meno “puliti” (si pensi alla gestione dell’eredità postolimpica e del debito che ha generato), di una vera prospettiva di trasformazione della città.

Il fatto però che nulla, o quasi, si sia spostato nella politica di rappresentanza dal 2011 a oggi e tutti i tentativi di influenza od osmosi tra istanze di movimento e partiti si siano ridotte a risultati in termini elettorali di poco conto e di programmi pressoché nulli è segno anche di una strategia non sufficientemente efficace da parte di chi, già allora, puntava ad avere una spinta egemonica sulla politica amministrativa.

Così nel centrosinistra l’analisi della sconfitta del 2016, mai completata, è stata sostituita da un desiderio di “reconquista” di Palazzo Civico che si fonda sull’assunto che Torino è di sinistra e chiunque sia il candidato con questa etichetta avrà successo. La stessa equazione “Gran Torino” funzionò nel 2011, ma già cinque anni dopo mostrò tutta l’usura: nel 2016 l’incompatibilità di prospettive tra il Partito Democratico torinese e la sinistra è stata incarnata dalla candidatura di Giorgio Airaudo, ancora in linea con quelle pressioni di cui parlavo poco sopra, e dal travaso di voti al ballottaggio da quell’area verso Appendino. Alcuni assessori e alcuni consiglieri di maggioranza del Movimento 5stelle hanno anche cercato di portare avanti quelle istanze nell’azione amministrativa, ma con una funzione più di freno alle spinte liberiste e confindustriali della giunta Appendino, che di vero motore progressista della Città. E l’effetto è la chance, data ancora una volta al Pd in una sorta di eterno ritorno, di proporsi come “di sinistra” a una classe dirigente che di sinistra non è. Formata nei valori figli della fine della storia, del primato del privato sul collettivo, della libera impresa sull’uguaglianza, questa classe dirigente si propone “differente” dai 5stelle attraverso una concezione classica dei diritti individuali che però è smentita dai fatti visto che proprio sulle questioni di genere e di riconoscimento delle coppie omogenitoriali Appendino ha fatto tra le poche cose di sinistra del suo mandato.

Perché tutto questo è possibile? Non ha senso recriminare sulla cinica spregiudicatezza, da parte dei partiti e di chi gli gravitava attorno, delle operazioni di dieci anni fa che hanno bruciato, prima del tempo, un’opportunità che allora sembrava molto concreta. Come accennavo alcune delle intelligenze che gravitavano attorno alla generazione dell’Onda hanno trovato spazio sia nella galassia 5stelle, sia in ruoli di rilievo del terzo settore, dal quale stanno dando il loro contributo per tener viva la fiammella della tradizione mutualistica di Torino, quella che oltre cent’anni fa diede il là alle esperienze del futuro sindacato metalmeccanico.

Lo spirito di quella stagione non è svanito. Dalle battaglie storiche, come quella No TAV, ad altre nuove come la prima stagione dei beni comuni alla Cavallerizza Reale, fino ad alcune occupazioni come quella di Manituana o le campagne per la riapertura di ospedali pubblici a rischio speculazione come il Maria Adelaide fanno ben sperare. Così come le richieste, finora passate sotto silenzio di tanti, di avviare una riflessione sul ruolo dei privati nel futuro Parco della Salute e della Scienza, passando per le tradizionali rivendicazioni in ambito universitario e studentesco, garantiscono una sorta di continuità ideale che però rischia di non essere rappresentata nel dibattito pubblico in vista delle comunali. La sensazione è che, così come i partiti difficilmente possono essere permeati di queste istanze perché le classi dirigenti sono inadeguate ad accoglierle (sia sul piano degli interessi sia sul piano intellettuale), i movimenti, ogni volta portatori di energie fresche, non hanno saputo strutturarsi a sufficienza per reggere gli urti delle lusinghe dei partiti o dei media.

La speranza è che l’evidente crisi, ormai anche strategica, degli apparati del centrosinistra offra lo spazio per riportare al centro quei temi che restano l’unica chiave per un cambiamento in senso egualitario di una città dove le diseguaglianze continuano a essere enormi e, anzi, ad acuirsi. Serve però voglia di dibattere, anche litigando, di rimettere in gioco schemi e coalizioni che tutti danno per dati, proprio a partire dagli apparati dei partiti. E sopratutto una disponibilità a mettere in discussione quelle ataviche idiosincrasie che affliggono tutti noi.

In questi dieci anni è cambiato quasi tutto, ma esperienze in altre parti d’Italia (penso a Padova ad esempio, ma anche al lavoro portato avanti in alcuni Municipi di Roma) dicono che la voce, oltre a essere più o meno forte, deve essere autorevole e l’autorevolezza passa dall’essere nei luoghi, dal vivere le difficoltà con gli altri cittadini, organizzare iniziative di sostegno quando possibile e portare le istanze e organizzarle in battaglie politiche. Quando tutto questo viene fatto allora può avere un senso chiedere un voto per proporsi come amministratori. Se questo avverrà e se ci siano i tempi di far sentire una voce che dieci anni fa riusciva a gridare forte è difficile dirlo, ma può avere senso farlo anche se alla fine restasse solo un sussurro.

L’autore:
Jacopo Ricca nato a Ivrea nel 1987 è giornalista professionista da alcuni anni, dopo essersi diviso tra filosofia e diritto. Scrive per la Repubblica.

Incontri

Abituarsi al web

dalla redazione

Avevamo fatto tanti progetti e iniziato cicli di incontri, presentazioni, film nella casetta di via Trivero.
Poi è arrivato il Coronavirus con i connessi provvedimenti restrittivi e ci siamo dovuti fermare. All’inizio ci siamo illusi – come tutti – che il tempo di lockdown, più o meno intenso, sarebbe stato limitato. E invece dopo un anno siamo ancora a interrogarci su quando riprenderemo una vita con una parvenza di normalità.

Ma, nonostante tutto, non siamo rimasti fermi.

La “casetta” di via Trivero è tristemente chiusa (o quasi) ma abbiamo organizzato decine di confronti e incontri via web e altri ne abbiamo in programma. Quelli realizzati sono in gran parte visibili sul nostro canale youtube (https://www.youtube.com/c/associazionevolerelaluna/videos).

 

MARTEDÌ 30 MARZO 2021 ALLE ORE 18:30 Torino Futura. Dialogo con Guido Montanari

MARTEDÌ 23 MARZO 2021 ALLE ORE 18:30  E allora le foibe? Dialogo con Eric Gobetti

MARTEDÌ 16 MARZO 2021 ALLE ORE 18:30 Cambiamo la scuola. Per un’istruzione a forma di persona. Dialogo con Matteo Saudino e Chiara Foà

MARTEDÌ 2 MARZO 2021 ALLE ORE 18:30 Proporzionale è meglio!

MARTEDÌ 23 FEBBRAIO 2021 ALLE ORE 18:30 Elogio delle tasse, Francesco Pallante dialoga con Livio Pepino

 

Un infernotto pieno di libri

di Diego Bettiolo e Roberto Patrucco

La raccolta e la catalogazione dei libri della biblioteca (link alla voce Libera Biblioteca Trivero) procede nonostante la pandemia. Le donazioni sono molte ed eterogenee e siamo ormai arrivati a oltre 7000 libri che aspettano solo di essere messi a disposizione del quartiere.

Ci sono libri di narrativa e riviste ma soprattutto testi di politica, storia e filosofia. Continua a leggere

Piccoli sportelli crescono

di Giorgio Bono e Lella Patrucco

Gli sportelli di Volere la luna, totalmente gratuiti, sono attivi ormai da oltre un anno. Ai primi due con consulenze di tutela legale e per il diritto alla salute e all’assistenza se ne è aggiunto un terzo dedicato a consulenze sulla casa e le problematiche connesse (link a “gli sportelli di Volere la luna”).

Quando stavamo cominciando ad essere conosciuti e ad aumentare in numero di presenze nei giorni di apertura la pandemia ci ha costretti a chiudere e a cambiare modalità di funzionamento. Così ora abbiamo predisposto un numero telefonico di reperibilità con smistamento dei casi ai professionisti competenti e stiamo facendo un lavoro di affissione di volantini informativi nei portoni del quartiere. Già abbiamo coperto un’area abbastanza vasta e si cominciano a vedere gli effetti ché ormai abbiamo richieste con frequenza quotidiana.

Le richieste riguardano i settori più diversi: principalmente casa e questioni inerenti il soggiorno di migranti, ma anche difficoltà ad accedere a prestazioni sanitarie e simili. In ultimo arrivano molte richieste di lavoro e se ne affacciano di segnalazioni di violenza intrafamiliare. Per questo stiamo cercando di aumentare i nostri contati per offrire risposte adeguate.

Se qualcuno vuole collaborare con noi ne siamo, ovviamente, felici. Basta telefonare a —————.

Fornelli in lotta alla casetta

dalla Redazione

La procedura di esproprio dei terreni No Tav di Chiomonte è entrata in una fase cruciale e il movimento No Tav intende contestarla mettendo altri granelli di sabbia negli ingranaggi di TELT: le barricate di carta si affiancano ancora una volta alle altre forme di resistenza.
Le azioni legali hanno un costo, che va sostenuto collettivamente.
Per questo lanciamo l’iniziativa FORNELLI CONTRO ESPROPRI per contribuire alle spese legali Prepareremo, esclusivamente su prenotazione, dei cestini di cibo per 2 persone con:
• Orzotto con crema di carciofi
• Hummus di lenticchie rosse
• Rose del deserto al cioccolato
Le confezioni potranno essere arricchite su richiesta da gadget confezionati a mano e personalizzati con il logo dei Fornelli in Lotta.
Tutte le preparazioni sono compatibili con scelte vegetariane e vegane
CONTRIBUTO MINIMO 15 € per la confezione “base” (orzotto, hummus e dolce); 20 € per la confezione “super” contenente anche una presina; 25 € per la confezione “lusso” contenente anche una borsa in stoffa; 30 € per la confezione “extra lusso” contenente anche borsa e presina
Il ritiro delle confezioni, a Torino, avverrà sabato27 febbraio dalle 15 alle 16 presso la sede di Volere la luna in via Trivero 16
PRENOTAZIONE entro il 23 febbraio scrivendo a fornelliinlotta@gmail.com specificando chiaramente: – il tipo di confezione (base, super, lusso, extra lusso) – il n. di confezioni (ognuna è sufficiente per due persone) PAGAMENTO – in contante alla consegna – con bonifico sul conto corrente intestato a Fornelli in Lotta IBAN: IT57P0501801000000016789505 Causale : fornelli contro espropri
CONTIAMO SULLA VOSTRA PARTECIPAZIONE !!!
i Fornelli in Lotta

Murales in via Trivero

dalla Redazione

Via Trivero è anche un luogo di arte. Alle molte affascinanti riproduzioni di Robi e Lella disseminate nella casetta si è aggiunto il murales di Nadia che fa bella mostra di sé sulla parete della cucinotta verso l’orto. Di colori brillanti e di una immagine di gioventù c’era bisogno! Grazie Nadia!
Ovviamente non ci fermiamo.
Appena avremo verificato la possibilità o meno di ristrutturare il capannone interverremo anche sulle sue pareti esterne. Dunque, cominciamo a preparare i colori…